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Rotterdam paga i suoi cittadini perché non usino l’auto. Ed evita di costruire nuove autostrade

Dall’Olanda una soluzione per gli ingorghi automobilistici: ecco il pedaggio positivo

di 
Renato Scialpi
22 Maggio 2017
Incassare da 3 a 8 euro al giorno per lasciare a casa l’auto o, almeno, per evitare di circolare su determinati tratti di autostrada. È l’esperienza del cosiddetto “pedaggio positivo” che la municipalità di Rotterdam sta realizzando con successo ormai da un quinquennio: oltre 12mila cittadini hanno aderito al progetto Spits Mijden (che tradotto letteralmente vorrebbe dire “lima i picchi”) e circa 6mila di loro ricevono in media 3,5 euro al giorno come bonus per avere contribuito a ridurre del 10 per cento il traffico sulla tangenziale della città, evitando che la congestione la paralizzasse. E scongiurando la costruzione di nuovi nastri d'asfalto. Un’iniziativa dalla genesi non semplicissima.

 
PERCHÉ PAGARE IL PEDAGGIO POSITIVO
Due i punti di partenza.
Uno. Secondo le più recenti stime dell’Unione Europea un chilometro di nuova autostrada costa in media 11 milioni di euro, 6,2 milioni per una superstrada. Costi di pura costruzione, senza considerare manutenzione né ripercussioni sociali di cantieri, consumo di territorio ecc.
 
Due. Un tratto di autostrada, o di tangenziale, si blocca per congestione (ovviamente non stiamo parlando di incidenti o altro) perché il numero dei veicoli in transito supera un determinato valore critico rispetto alla velocità in corso. È il motivo dei limiti di velocità variabili, a 80 o 60 orari, con la funzione – appunto – di “fluidificare” il traffico aumentando il numero dei veicoli in transito, visto che per ovvi motivi legati alla distanza di sicurezza al crescere della velocità cala il numero dei veicoli che circolano senza far scattare l’effetto paralisi.

Fatto uno più uno, come racconta Elena Umanets, responsabile della società BNV Mobility che ha messo a punto il progetto Spits Mijden, «ci siamo convinti che si poteva evitare di costruire una nuova tangenziale mirando a ridurre i picchi di traffico nei momenti di maggiore congestione e per risolvere i problemi fosse più pratico premiare i cittadini virtuosi piuttosto che imporre divieti. Così abbiamo provato a incentivare gli automobilisti a non percorrere i tratti di tangenziale più trafficata». Come? Lasciando a casa l’auto o scegliendo percorsi meno comodi ma a minor traffico.


Il sito del progetto
 
COME FUNZIONA?
I tecnici di BNV Mobility per prima cosa hanno piazzato telecamere in grado di leggere le targhe dei mezzi in transito lungo i tratti più battuti della tangenziale di Rotterdam. Nel giro di poche settimane hanno potuto individuare “al minuto” sia i momenti più critici del traffico sia un gruppo di alcune decine di migliaia di veicoli che ogni giorno transitavano lungo quelle sezioni di autostrada.
A quel punto, rintracciati tramite l’archivio della motorizzazione, i proprietari dei mezzi hanno ricevuto l’invito ad aderire al programma Spits Mijden.

Chi sceglie di non muovere l’auto riceve il premio più alto, sotto forma di bonus quotidiano accreditato sul suo abbonamento ai mezzi di pubblico trasporto, chi cambia solo strada incassa di meno. La forchetta oscilla tra 3 e 8 euro, l’adesione è su base volontaria e può essere sospesa senza formalità. Anche perché, ovviamente, il proprio account di Spits Mijden si può gestire tramite una app per smartphone.

Comunque, per scoraggiare i “furbi” che esistono a ogni latitudine, i bonus sono accreditati solo dopo che le telecamere di controllo hanno “certificato” il mancato transito e/o i tornelli d’accesso alla stazione/mezzo pubblico hanno confermato l’uso di treno/metro/tram.


La app per gestire il proprio account Spits Mijden

IL RISULTATO
«A partire dal 2009 nelle ore di maggiore congestione abbiamo tolto dalla strada in media 4.100 mezzi per giorno lavorativo ed evitato la paralisi della tangenziale di Rotterdam – sottolinea con orgoglio Elena Umanets – senza costruire un metro di autostrada in più». Tant’è che l’iniziativa Spits Mijden oggi riguarda 18 diverse sezioni autostradali dei Paesi Bassi.

In tempi recenti l'iniziativa è dilagata nell’area di Anversa, nel vicino Belgio. E in questi mesi la municipalità di Parigi sta valutando se applicare il modello olandese al Periphérique della metropoli, tangenziale congestionata ma della quale è davvero arduo immaginare un ampliamento in tempi brevi.