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Nelle Dolomiti trentine in e-bike, un'esperienza da vivere in famiglia e con i bambini

Con la bicicletta elettrica tra gli agritur della Val di Fassa

di 
Fabrizio Milanesi
7 Giugno 2018
Facciamo un gioco? Su un prato, a casa, in cortile, in strada, insomma dove ci viene meglio. Appoggiamo un foglio bianco, disegniamoci un bicicletta, un caschetto e una batteria. Una batteria? Si una batteria. Ora prendiamo una matita, scriviamo un alfabeto tutto nostro, immaginando il viaggio dei desideri.
 
Ecco il mio alfabeto: A come Acqua; B come Bicicletta; C come Casaro; D come divertimento; E come esperienza; F come Formaggio; G come Gusto; H come Hotel; I come iniziare; L come latte; M come montagne; N come notte; O come Ohhh; P come power!, Q come Qc; R come Ristoro; S come Strada (ciclabile); T come Trentino; U come Unica; V come Val di Fassa; Z Come Zzz.
 
Il mio viaggio l’ho fatto con una bicicletta elettrica, in un weekend di maggio tra montagne appuntite, prati in fiore, pascoli e tanti prodotti genuini da gustare. Dove? In Val di Fassa, nelle Dolomiti, con l’aria pulita e frizzante che invoglia a pedalare senza fretta. I miei compagni di e-bike  non avevano mai provato una bicicletta così. Volete sapere come è andata?
 
E-BIKE E VAL DI FASSA, UNA VACANZA A TUTTA NATURA
In valle siamo stati accolti con molto più di una doccia calda. A Pozza di Fassa siamo entrati nella nuova oasi in legno e vetro di Qc Terme, tra stanze profumate al pino cembro, vasche panoramiche all’aperto, saune con musica rilassante e aperitivi a bordo vasca.
 
Nemmeno il tempo di asciugarci ed ecco le vere protagoniste del viaggio: le biciclette elettriche che Bosch e il partner Atala ci hanno messo a disposizione (e che forniscono ai clienti del complesso termale). Sgargianti, con ruote che sembrano aggrapparsi alla strada e motori che Bosch ha sviluppato per pedalare fluidi, rilassati e nel rispetto del territorio. Infiliamo i caschetti e dopo nemmeno un quarto d’ora siamo già a ristorarci, per poi riposare ai piedi delle lame di roccia del Catinaccio.
 
Il nostro “nido” ha solo tre anni. Si chiama Agua Biencia: Agua come aquila e biencia come bianca… e chissà se ne vedremo una. Ad ospitarci nell’agritur di a Pera di Fassa Silvano e Claudia e i loro compagni di lavoro. Perché qui ce n’è da fare: si sfalcia l’erba, si prepara da mangiare tre volte al giorno, si accudiscono gli animali: mucche, asini, pony (scapigliati!), e anche dei buffi e un po’ alteri alpaca, che arrivano da molto lontano e che tutto il giorno si occupano di brucare l’erba, quando non vengono a prendersi le coccole dei bambini, che qui hanno anche un'area giochi in legno da far invidia a Indiana Jones.
 
La partenza dall'agritur Agua Biencia, a Pera di Fassa (Tn) /BoscheBike
 
IN E-BIKE DA PERA DI FASSA ALLA VALLE SAN NICOLO’
All’Agua Biencia il mattino ha il profumo del caffè bollente e il sapore delle torte fatte in casa, del burro fresco, delle marmellate che sanno di bosco spalmate sul pane croccante. Incontriamo la nostra guida dell’Apt Val di Fassa, William Basilico, lombardo innamorato della valle e della bicicletta. Mettiamo i caschetti e lo seguiamo tra prati e boschi fino al tramonto.
 
Sul manubrio il ciclocomputer Bosch risponde a un sacco di domande: quanto sto andando veloce? quanta strada sto facendo? E da quanto tempo pedalo? Ma la cosa più importante è che posso scegliere come voglio che la bicicletta mi aiuti. Fantastico! Posso pedalare e fare sport, sudare un po’ ma non affaticarmi troppo, ammirare il panorama e pensare che lassù in cima ci posso arrivare anche io!
 
Da Pera Di Fassa iniziamo a pedalare sulla “Ciclabile delle Dolomiti di Fassa e di Fiemme”, un percorso adatto a tutti che tra curve e piccoli saliscendi collega in totale quasi 50 chilometri tra Alba di Canazei, Pozza di Fassa, Soraga e via via scendendo fino a Moena e Molina di Fiemme, dove si può risalire le due valli con lo shuttle Bike Express Fassa - Fiemme.
 
Pedalare e non distrarsi è difficile. Sopra di noi scorre il gruppo del Catinaccio, una delle corone dolomitiche che il sole colora a suo piacere. Anche i principianti prendono confidenza con le biciclette e in pochi chilometri gli sembra naturale pedalare con un “assistente” che segue in automatico le nostre intenzioni: se spingiamo un po’ di più sui pedali il computer registra lo sforzo e il motore ci da’ più spinta, altrimenti se vogliamo riprendere fiato, la spinta si attenua. Il resto lo fanno il cambio e il nostro ritmo di pedalata. Sui sentieri della val di Fassa dividiamo la strada con coppie, anziani, famiglie e bambini che passeggiano e si godono la natura che si rimette in moto come noi, dopo giorni di pioggia.
 
I prati si allargano punteggiati qua e la’ da malghe e baite e sopra di noi spuntano montagne imponenti: Cima Undici e Cima Dodici, il Gruppo dei Monzoni, la Costabella, Cima Uomo e Col Ombert. A rendere il paesaggio ancora più fiabesco tante piccole cascate che vanno a riempire il pulitissimo rio San Nicolò. Qualche strappetto su uno sterrato pieno di sassi e buche ci fa dire che senza un e-bike avremmo chiacchierato di meno e stretto i denti di più! Invece ci prendiamo la soddisfazione di arrivare senza mai scendere dal sellino.
 
Anche in salita si riesce a rifiatare e sorridere /BoscheBike
 
DA SORAGA A VIGO DI FASSA, LA QUALITA’ NEGLI AGRITUR BIOLOGICI
Torniamo in val di Fassa: destinazione Soraga. Ci sarà la discesa e la nostra guida ci dice di abbassare il sellino, tenere il peso un po’ più indietro, stare in piedi sui pedali con il telaio della bicicletta che deve ondeggiare sotto di noi. “Siete voi che guidate!”. E così la fame, l’altitudine, l’aria che rinfresca il viso, la voglia di correre un po’ insieme ci fanno arrivare d’un fiato all’Agritur Ciasa Do Paré, con il sorriso stampato in faccia e la voglia di raccontarsi quanto è bello pedalare sulle e-bike.
 
La Ciasa do Paré è tante cose: un’azienda agricola biologica, una fattoria didattica, una bottega e ora anche un’osteria contadina. L’ospitalità della famiglia Brunel è sincera, qualità che si ritrovano in tutte le espressioni del loro lavoro. Dopo aver assaporato i piatti della tradizione trentina e ladina (dalla carne salada al rösti, dagli gnocchetti a canederli e strangola preti) entriamo nel cuore dell’azienda.
 
Alessandro è un casaro con i fiocchi, ci spiega a menadito i cicli della fienagione in montagna, le stagionature dei formaggi nostrani soraghesi, i rapporti delicati tra le mucche “grigia alpina” e “rendena” e ci introduce con parole semplici (come fa con i tanti bambini delle valli trentine che visitano la fattoria didattica) ai segreti della vita complessa e perfetta delle api, che cura con passione il papà di Aurora, Luigi. Ironico e sorridente il signor Brunel è nato a Soraga molte generazioni fa e ci confida con innocenza che ieri gli è scappato uno sciame. Un peccato  - dice - perché è una famiglia intera che se ne va: ape regina, operaie, fuchi: una intera società ordinata che lavora per sopravvivere in inverno e per produrre pappa reale e miele nella bella stagione. Noi Brunel teniamo più alle api che al profitto, e raccogliamo miele (che qui è il vero millefiori, ndr) e pappa reale con parsimonia e rispetto dell’alveare”.
 
Dal lavorio delle api il vero Millefiori delle Dolomiti /BoscheBike
 
Guardiamo le casette popolate dalle api e salutiamo. Poche pedalate (molti spostano i comandi Bosch dalla modalità “eco” al “turbo”, tanto la giornata volge al termine e la batteria è ancora carica) bastano per arrivare all’Agritur Soreie, a meno di due chilometri dalla funivia 211 che da Vigo di Fassa sale alla stazione del Catinaccio. Soreie è un’azienda agricola a conduzione familiare che vanta una certificata bio. E qui “bio” è una parola piena di sostanza perché Sebastian, il fondatore, ha studiato nel Regno Unito il metodo biodinamico per utilizzarlo su appezzamenti di terra che hanno sostenuto l’azienda, che dopo dieci anni occupa tutta la famiglia.
 
Anche la merenda da ragione alla biodinamica, e Laura ci offre assaggi superlativi con pane e formaggi, dolci al cucchiaio, gelati e uno yogurt che vorresti non finisse mai. E invece lo yogurt finisce, insieme al weekend. Le bici sono a ricaricarsi alla power station di Bosch, e il Catinaccio ci saluta di notte, con un temporale che illumina la valle e gli dice che l’estate sta arrivando.
 
Una merenda davvero Bio /BoscheBike
 
SI DICE E-BIKE, SI LEGGE “AMBIENTE”
Dopo questo viaggio voglio cambiare la prima lettera del mio alfabeto. La A mi piace associarla all’Ambiente. Perché utilizzare una bicicletta assistita da energia elettrica è la garanzia di vivere la natura con rispetto, senza inquinarla, in silenzio e soprattutto con il vantaggio di condividere un esperienza con tutti, bambini e anziani, da 0 a 99… e anche di più.
 
L'e-bike è il mezzo ideale per divertirsi rispettando l'Ambiente /BoscheBike
 
INFORMAZIONI 
 
 
Ora basta prendere una e-bike e partire /BoscheBike
 
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