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Meta al top per lo sci invernale, la località valdostana vuole riscoprire le sue origini rilanciando alpinismo, trekking e mountain-bike

Cervinia-Breuil punta al turismo estivo

di 
Piero Carlesi
31 Luglio 2019

Si chiamava Breuil, era un alpeggio con poche baite di sasso per ospitare le mandrie che salivano dalla Valtournenche in estate in cerca di pascoli dalle erbe profumate. Era la fine dell’Ottocento. Il Breuil, dominato dal Cervino, 4478 m, era un incanto. Poi è arrivata la strada, le prime case, poi i condomini, gli alberghi, i residence, lo sci, estivo ed invernale. Breuil, ribattezzato anche Cervinia, è diventata una piccola metropoli ai piedi della Gran Becca. Lo sci ha fatto la differenza e il cemento ha occupato tutta la piana, con l’aiuto dell’asfalto.

Erano gli anni del boom e le coscienze ambientali erano di là da venire. Nonostante alcuni edifici formati da grandi architetti come Mollino, Cervinia-Breuil è diventata per l’immaginario collettivo come non si deve aggredire la montagna, come l’ambiente vada comunque rispettato e non sfruttato in questo modo.
 
Da molti anni il Breuil d’inverno è una delle località sciistiche al top: alberghi pieni, funivie e cabinovie prese d’assalto per intere settimane dal turismo internazionale. Soprattutto inglesi, ma anche tedeschi, olandesi, russi e altri dell’Europa dell’Est. Plateau Rosa e il collegamento con Zermatt proprio dietro l’angolo fa la differenza. Per di più, a breve, cioè l’anno prossimo, la telecabina svizzera che unirà il Piccolo Cervino col Plateau Rosa permetterà al turista di andare e venire in poche ore dal Breuil a Zermatt. Un carosello fantastico valorizzato da un panorama unico al mondo, tra Cervino e Monte Rosa.
 

Cervinia - foto Getty Images
 
LA TESTIMONIANZA DI BARMASSE
 

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Il divario fra la stagione invernale e quelle estiva è però storicamente un problema per molte località al top. Se lo sci attrae sportivi da mezzo mondo, l’alpinismo e il trekking non riescono a fare altrettanto d’estate. E Breuil non fa eccezione. Anche se vanta, per esempio, un campo da golf a 18 buche, secondo per altitudine in Europa.
 
Ecco allora che per questa stagione estiva Breuil-Cervinia si è data una scossa: ricostruirsi l’immagine di località montana al top per alpinisti ed escursionisti. L’idea di questo rilancio è venuta a colui che è diventato poi anche testimonial dell’estate 2019: Hervé Barmasse, uno degli alpinisti italiani più attivi e mediatici del momento. Figlio d’arte - il padre Marco è pure lui alpinista e guida alpina - Hervé ha scalato più volte il Cervino aprendo anche vie nuove, è stato protagonista più volte di spedizioni sui monti in Himalaya, cura conferenze ed è ospite d’onore da alcuni anni al Festival di Trento.
 
L’idea per rilanciare il turismo estivo al Breuil è stata quella di promuovere alla fine di luglio la Settimana del Cervino (la settimana deve comprendere il giorno 17, giorno della prima salita italiana, nel 1865), sette giorni di eventi nei quali turisti e alpinisti hanno avuto modo di frequentare incontri letterari, concerti, partecipare ad escursioni e soggiornare nelle strutture alberghiere a prezzi concorrenziali. La settimana del 2019 è stata la numero zero, la prova generale. Ma visto il successo dell’iniziativa confermato dal Consorzio turistico e dagli esercenti si ripeterà negli anni.
 

Hervé Barmasse - foto Marco Spataro
 
SUI SENTIERI AI PIEDI DEL CERVINO
Ora che agosto è alle porte Breuil-Cervinia invita quindi gli appassionati a recarsi ai piedi del Cervino per godere del suo affascinante panorama e per seguire gli eventi in programma. Per esempio il Cervino Cinemountain festival dal 3 all’11 agosto è una rassegna di film sulla montagna provenienti da tutto il mondo (in proiezione i celebri Free solo e The Dawn wall), tra cui varie opere vincitrici di festival analoghi, con vari alpinisti ospiti tra cui il mitico Kurt Diemberger, Nives Neroi e Romano Benet. Non mancano poi concerti e incontri letterari al Breuil e nel capoluogo Valtournenche.
 
La parte del leone dell’estate a Cervinia la fa comunque il Cervino, quando non si nasconde dietro alle nuvole. E per ammirarlo non c’è altro da fare che salire in sella alla mountain-bike o calzare gli scarponi e risalire i sentieri che gli fanno corona. Qualunque itinerario a piedi riserva panorami mozzafiato sulla montagna che giustamente è stata battezzata il più nobile scoglio d’Europa! Salire al Plan Maison, al rifugio Duca degli Abruzzi all’Oriondé o più semplicemente portarsi al Lago Blu e rimanere estasiati dal panorama dominato sempre da sua maestà il Cervino...
 

Scendendo dal rifugio Duca degli Abruzzi - foto Marco Spataro
 
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