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Touring Club Italiano, attraverso il volontariato di impresa, si prende cura dell'Italia: ecco la "Passione Italia" dei dipendenti del Gruppo CAP

Castelli, chiese e borghi intorno a Milano: idee per la visita

27 Luglio 2021
Da diversi anni, Touring Club Italiano mette a disposizione delle aziende la propria esperienza per concretizzare partnership efficaci che abbiano impatti positivi sui territori e le comunità, anche grazie a iniziative di volontariato di impresa. Negli anni scorsi i dipendenti di diverse aziende, affiancati dai soci volontari del Touring Club Italiano, hanno accolto cittadini e turisti nei luoghi Aperti per Voi; negli ultimi mesi, invece, per far fronte alla pandemia, è stato ideato un volontariato di impresa “social". 
 
A partecipare a quest'ultima formula, nel mese di giugno 2021, alcuni dipendenti del Gruppo CAP: dopo un percorso formativo sul tema del viaggio e della fotografia di viaggio, a loro è stato chiesto di realizzare un "reportage fotografico" sul tema "Passione Italia". Come molti ricorderanno, "Passione Italia" è la campagna lanciata a marzo 2020 con la quale il Touring ha voluto contrapporre alla mappa del contagio la mappa della bellezza italiana; un invito per tutti a “viaggiare da casa”, per scoprire e riscoprire ciò che il Paese ha da offrire. In questo contesto abbiamo chiesto anche ai dipendenti di Gruppo CAP di raccontarci la loro personale "Passione Italia": un luogo, un'esperienza, un momento da ricordare e da suggerire anche ai lettori nei luoghi attorno a Milano dove il gruppo opera.

Nove dipendenti del Gruppo CAP hanno incentrato il loro lavoro sul tema "Castelli, chiese e borghi intorno a Milano". Potete trovare tutti gli altri contributi a questo link.


1. LEGNANO, IL CASTELLO - di Simona Galli
Iniziamo il nostro giro attorno a Milano alla scoperta di borghi e castelli da nordovest, dove si trova la città di Legnano. Qui Simona Galli ci racconta le peculiarità del Castello Visconteo, una fortificazione medievale che sorge a sud di Legnano su un'isola naturale del fiume Olona. È conosciuto anche come castello di San Giorgio.

La fortificazione divenne residenza ufficiale della famiglia Visconti per due secoli, per poi passare alla Famiglia Lampugnani. Nel 1445 Lampugnani ottenne il permesso di fortificare l'edificio, e l'anno successivo realizzò le torri, le mura difensive, un fossato allagabile e un ponte levatoio. Il castello rimase nelle mani dei Lampugnani fino al 1729; fu poi donato all’Ospedale Maggiore di Milano e successivamente acquistato dalla famiglia Cornaggia, che lo utilizzò come residenza estiva fino alla fine del XIX secolo. Dopo che fu abbandonato dai Cornaggia, iniziò una fase di decadenza; venne trasformato in azienda agricola e convertito in alloggio per i contadini. A far risorgere il Castello è stato il Comune, dopo un lungo periodo di degrado e incuria: il castello è stato finalmente ristrutturato dall'architetto Luigi Ferrario e riaperto al pubblico nel 2005. 


Castello di Legnano, la struttura agricola. Foto di Simona Galli​
 
Dal 2007 ospita mostre e il "collegio dei capitani e delle contrade", un organismo che ha la funzione di coordinare le attività, le azioni e gli intenti dei capitani delle contrade legnanesi, cioè dei rioni storici che partecipano annualmente al Palio di Legnano. L'acqua del fiume circonda il Castello e il suo fluire ha accompagnato tutti gli eventi storici vissuti nel corso dei secoli: acqua quindi come narrazione della natura ma anche delle vicende umane.
 
Tra gli elementi principali che Simona ha ritratto nei suoi scatti, il Torrione, la chiesetta di San Giorgio, la struttura agricola, gli stemmi delle contrade.


Castello di Legnano, la chiesetta di San Giorgio. Foto di Simona Galli

2. CESATE, TRA ARTE E NATURA - di Luca Facchini
Spostandoci di qualche chilometro verso est, rimanendo sempre nella zona a nord di Milano, Luca Facchini ci fa conoscere i monumenti e i paesaggi di Cesate. In particolare, il Santuario della Beata Vergine delle Grazie (detta del Latte), un piccolo gioiello in centro del paese: edificato probabilmente nel XVII secolo, è di pianta quadrata coperta da una cupola su ampi pennacchi. Di particolare bellezza è la pala d'altare, di buona fattura e databile alla fine del XVIII secolo. Ai due lati dell'edificio sono posti due interessanti affreschi di scuola lombarda, dipinti tra fine 1400 e inizio 1500: La Madonna con Gesù Bambino e La Madonna con Gesù Bambino e i Santi Bernardino e Rocco.


Santuario della Beata Vergine delle Grazie, Cesate - foto Luca Facchini

Da notare anche la chiesa Parrocchiale dei Santi Alessandro e Martino, che risale al 1619 ma venne ampliata nel corso del XIX e XX secolo; fu il cardinale Borromeo, nel luglio del 1573, durante la sua visita pastorale a Cesate, a ordinare la costruzione della chiesa e del campanile e a indicare anche il posto dove doveva essere innalzato. L’altare maggiore in marmi policromi scolpiti presenta un ciborio del XVIII secolo. Da segnalare i dipinti di David Beghè, artista noto per aver decorato numerose chiese della Lombardia e l’interessante Crocifisso ligneo intagliato e scolpito probabilmente nel XVI secolo, inserito nell’ancona d’altare dell’omonima cappella. 


Parrocchiale dei Santi Alessandro e Martino, Cesate - foto Luca Facchini
 
Parentesi naturalistica con i sentieri che conducono all’interno di una riserva naturale, proposta quale sito d’interesse comunitario europeo ai fini della Direttiva Habitat; si tratta di circa 250 ettari di cui circa la metà è costituita da boschi naturali d’alto fusto di pino silvestre, querce, betulle, pioppo, salicone, robinia, mentre la restante superficie è costituita da brughiera. All’interno del sito in questione, come elemento di particolare pregio, è presente un biotopo sottoposto ad un maggior grado di tutela: si tratta dello Stagno Manuè. Nella porzione a sud del sito troviamo sentieri sterrati che attraversano distese di campi coltivati soprattutto con frumento e grano.


La riserva naturale intorno a Cesate - foto Luca Facchini

3. CUSAGO, IL CASTELLO E IL BORGO - di Rosanna Landro
Proseguiamo verso sud, rimanendo nella parte a ovest di Milano, per scoprire il Comune di Cusago con Rosanna Landro. Il monumento principale del paese è il bellissimo castello visconteo: nonostante gli anni di abbandono e i conseguenti danni, sono ben visibili le strutture originarie delle finestre ad arco a sesto acuto al primo piano e ad arco ribassato al piano inferiore. Notevoli ed emozionanti gli intonaci originali sulle pareti che fanno tuffare gli spettaori nel XVI secolo. Il castello si impone frontalmente a est sulla piazza Soncino, di fronte alla chiesa Santi Fermo e Rustico, mentre a sud diventa uno sfondo tra orti gestiti dai residenti, a nord incornicia una piazza verde e a ovest guarda i campi di Cusago.


Castello di Cusago, lato sud - foto Rosanna Landro

La chiesa dedicata ai Santi Fermo e Rustico venne eretta nella prima metà del XVII secolo, di fronte al Castello; oltre a contenere bellissimi affreschi ottocenteschi e novecenteschi, ha un tetto semplice ma pregevole a cassettoni che colpisce subito per la sua grandezza una volta entrati in chiesa.


Copertura Chiesa Santi Fermo e Rustico, piazza Soncino, Cusago - foto Rosanna Landro 
 
Un vecchio Fontanile Cristina costruito il 24 luglio 1878 scorre tutto intorno a castello su due lati (sud ovest), per irrigare oltre agli orti presenti anche tutte le coltivazioni del territorio. I fontanili sono particolari sorgenti d’acqua, utilizzata nell’agricoltura grazie ad una fitta rete di rogge e canali che caratterizza il Parco Agricolo Sud di Milano. 
 
Sulla strada che porta al Castello, troviamo una piacevole piazza disegnata da un porticato a L, dove giovani si radunano per giocare e socializzare rendendo viva la zona. Una posizione strategica che porta il passante a fermarsi per godere della vista del Castello sorseggiando uno spritz sotto i portici.


Piazza della Madonnina, Cusago - foto Rosanna Landro

4. TREZZANO SUL NAVIGLIO, LA CHIESA DI SANT'AMBROGIO - di Emanuela Tatarella
A poca distanza da Cusago ecco Trezzano sul Naviglio, dove Emanuela Tatarella ha esplorato la chiesa di Sant'Ambrogio in viale Rimebranze. Ecco il suo racconto.

Non serve oltrepassare le colonne d’Ercole per scoprire antiche meraviglie. Sono bastati pochi passi da Milano per imbattermi in una piccola piazzetta che custodisce una chiesa che oggi definiremmo “minimal”, ma ricca di storia, arte e modernità. La chiesa di Sant'Ambrogio a Trezzano sul Naviglio fu edificata tra XI ed il XIII secolo, certamente prima del 1233, anno in cui iniziarono i lavori per la costruzione del Naviglio Grande (nel tratto Abbiategrasso-Milano): il pavimento originario della chiesa è infatti sotto quello dell'attuale di oltre un metro. 


La facciata di Sant'Ambrogio, Trezzano sul Naviglio - foto di Emanuela Tatarella​

Dal parcheggio laterale si nota subito il campanile, con mattoni a vista in netto contrasto con la parete intonacata; le cinque campane dovevano essere un sicuro richiamo per i fedeli e un grande ausilio per chi, come me, imboccava la via chiusa in cerac della chiesa. All'interno, lo sguardo sale subito alla volta lignea per poi andare agli affreschi che adornavano quasi interamente le pareti; leggo che Carlo Borromeo, Cardinale di Milano nel 1584 si fermò a pregare davanti all'effigie della Madonna di Bernardino Luini


Interno di Sant'Ambrogio, Trezzano sul Naviglio - foto di Emanuela Tatarella​

A pochi metri dall’affresco una diversa interpretazione di una Madonna con bambino, in fondo sempre arte muraria: cambiano i supporti, lo stencil diventa il nuovo cartone preparatorio, i pigmenti bombolette e i pittori writers. Scopro così “Urban Giants” manifestazione che da qualche anno attira artisti da tutto il mondo che regalano la possibilità di godere della loro arte così “quasi per caso”.

Il murale di fianco a Sant'Ambrogio, Trezzano sul Naviglio - foto di Emanuela Tatarella​

5. ROSATE, IL CASTELLO - di Francesco Sciarratta
Proseguendo verso sud, arriviamo a Rosate, dove Francesco Sciarratta ci racconta di un altro Castello visconteo. Il castello sito nel borgo di Rosate ha origine nel pieno medioevo, probabilmente ricalcando quella che era la piantina di un antico fortilizio romano; venne poi ricostruito nelle forme attuali tra il 1323 ed il 1329 dalla famiglia milanese dei Torriani, ma già con l'avvento alla signoria di Milano dei Visconti esso perse gran parte delle proprie funzioni difensive. La struttura, pesantemente rimaneggiata nel corso dei secoli, si presenta oggi come una costruzione in mattoni e intonaco, caratterizzata da una torretta a tre piani, contraddistinta in facciata da una pregevole finestra ad arcate multiple in cotto, il tutto sovrastato da una merlatura alla ghibellina. Sono ancora chiaramente visibili degli scassi nei muri per i bolzoni del ponte levatoio che un tempo garantiva o bloccava l'accesso alla struttura.

Lo scrittore e storico Tommaso Grossi raccontò nel suo romanzo "Marco Visconti" una tragedia consumatasi proprio a Rosate. Invaghitosi della giovane Bice Del Balzo, figlia del conte Del Balzo, Marco decise di sposarla ad ogni costo, anche a costo di scontrarsi col cugino che con lei aveva promesso di sposarsi. Tra i due scoppiò il duello, ma intanto Marco aveva dato ordine di far rapire segretamente la ragazza e di rinchiuderla nei sotterranei del castello di Rosate. Pentitosi del male causato, Marco si riappacificò col cugino, gli diede il suo consenso al matrimonio e si portò con lui a prelevare la ragazza, ma si rese conto che questa, presa dalla disperazione, si era già uccisa.


Il castello di Rosate - foto Francesco Sciarratta​

6. BINASCO, IL CASTELLO E IL BORGO - di Paola Arisi
Non lontano da Rosate ecco Binasco, conosciuto dai più per il casello dell'autostrada che collega Milano a Genova - e per i dipendenti del Gruppo CAP, come ci spiega Paola Arisi, per il suo depuratore. Paola ha colto l'opportunità di una trasferta sportiva del marito per esplorare il borgo. 

A colpire Paola l’abbondanza di acque che attraversano il paese: è possibile che il toponimo Binasco derivi il proprio nome da "bina", ovvero "riparo, palafitta, chiusa", con un chiaro e preciso riferimento all'abbondanza delle acque e al loro sfruttamento da parte dei primi abitanti del territorio. Paola ha poi visitato il Castello Visconteo, ora sede comunale, e il borgo, che ha trovato piacevolmente vivace. Particolare anche la chiesetta sconsacrata di Vernate, ora in un'area giochi.


Il Castello Visconteo di Binasco - foto Paola Arisi


Il borgo di Binasco - foto Paola Arisi​

7. SIZIANO, IL BORGO DI CAMPOMORTO - di Cecilia Saluzzi
Sconfinamento in provincia di Pavia, ma sempre al confine con Milano, per una breve incursione a Siziano, dove Cecilia Saluzzi ci mostra due curiosità del territorio: dapprima l'Abbazia di Campomorto, sorta nella località in cui si è svolta nel 1061 una sanguinosa battaglia tra pavesi e milanesi. A combattere su fronti opposti Boschino Montegazza e suo figlio: il padre per espiare la colpa di aver battuto il figlio uccidendolo fece erigere una chiesa e un convento per i pellegrini. Poi la pompa idraulica, sempre in località Campomorto, davanti all'abbazia, simbolo di un centro abitato che non c'è più, quello dove il tempo veniva scandito da ritmi e costumi diversi: fino alla seconda guerra mondiale gli abitanti attingevano da questo pozzo l'acqua necessaria al sostentamento e alle faccende domestiche.


L'Abbazia di Campomorto, Siziano - foto Cecilia Saluzzi


La pompa idraulica di Campomorto, Siziano - foto Cecilia Saluzzi

8. LOCATE TRIULZI, IL SANTUARIO - di Sante Bucci
Poco lontano è Locate Triulzi. Qui ci porta Sante Bucci, che per il suo lavoro ha preso in considerazione vari luoghi attorno a Milano, tra cui il Santuario di Santa Mariae ad Fontem.

Sante racconta che il santuario sorge in prossimità del nuovo outlet, in netto contrasto con lo shopping firmato, sul tratto della S.P.164 frequentato da camminatori e ciclisti. Costruito sopra una fonte risorgiva nel sec. XIII, ingrandito da Gaspare Trivulzio, signore di Locate, nel 1470 e riedificato verso il 1530, si presenta articolato su tre livelli, con due chiese sovrapposte l’una all’altra. Con l’adiacente cascina, è stato vincolato come monumento nel 1993 dalla Soprintendenza ai Beni Ambientali ed al Paesaggio di Milano.
 

Santuario di Santa Mariae ad Fontem, Locate di Triulzi - foto Sante Bucci​

9. PESCHIERA BORROMEO, IL BORGO DI SAN BOVIO - di Massimiliano Amadasi
Concludiamo il nostro periplo attorno a Milano a Peschiera Borromeo, a est della città, dove Massimiliano Amadasi ci porta a San Bovio, frazione di Peschiera Borromeo. Si tratta di un antico sito medievale: a dominare il paesaggio è il Castello, il più antico possedimento della famiglia Borromeo in Lombardia, tuttora abitato e visitabile. Le stanze sono numerose e affrescate; vi si organizzano matrimoni e ricevimenti. Il fossato, pieno d’acqua, è abitato da tartarughe, e sono ben evidenti le torri laterali di guardia e il ponte.

Il territorio è caratterizzato anche dalla presenza di fontanili, risorgive e canali di irrigazione; le marcite, sfruttate dagli Sforza nella loro guerra contro Venezia, permettano di avere sino a 5-6 raccolti all’anno. Le antiche strade percorse dai contadini sono oggi divenuti percorsi per cicloturisti. Da visitare infine la chiesa dei Santi Cosmo e Damiano, realizzata nei secoli XII – XVII, caratterizzata da un'architettura semplice e rustica. 


San Bovio, Peschiera Borromeo - foto Massimiliano Amadasi

L'accesso al Castello Borromeo di San Bovio, Peschiera Borromeo - foto Massimiliano Amadasi