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Che cosa non perdere nel territorio del borgo Bandiera Arancione

Le meraviglie del tufo a Sorano, nella Maremma toscana

31 Maggio 2021

Fra le tante definizioni che sono state date di Sorano e del suo territorio sembra particolarmente calzante quella di “grande museo all’aperto”, con una sottolineatura importante: un museo al tempo stesso storico-archeologico e ambientale. Sorano, Sovana, Vitozza sono un museo vivo che si fonde con il suo territorio, lo plasma e ne viene plasmato anche attraverso quell’elemento “magico” rappresentato dal tufo. 

Il territorio di Sorano occupa l’estremo lembo meridionale della Toscana, in provincia di Grosseto, la cosiddetta area dei tufi. In questa regione, caratterizzata da speroni tufacei ricchi di vegetazione e valli profonde solcate da numerosi torrenti, sono presenti antichi borghi medievali ricchi di storia e tradizioni. È un angolo di Maremma ancora poco conosciuto e rimasto per lungo tempo lontano dalle maggiori vie di comunicazione. Ecco che cosa non perdere a Sorano, che dal 2004 è un Comune certificato dal Touring con la Bandiera Arancione per le sue qualità turistiche e ambientali. 


Vista di Sorano, borgo del tufo

1. SORANO
Aggrappato ad uno sperone di tufo, il paese di Sorano consente di immergersi in una atmosfera medievale. Oltrepassato l’Arco del Ferrini, si entra nel borgo camminando tra palazzi signorili e portali in travertino fino alla chiesa della Collegiata (con un bel fonte battesimale del Cinquecento e altre opere d'arte) e al Palazzetto Comitale (che presenta un bel portale bugnato in travertino decorato con le rose araldiche, il collare e la scritta Ludovico Orsini). Poi, ancora a piedi nei quartieri del Borgo, del Ghetto e del Lazzaretto, in un dedalo di viuzze, fino a salire al Masso Leopoldino, un enorme scoglio di tufo rinforzato e modellato dall'uomo da cui si gode una splendida vista di Sorano e delle profonde gole vulcaniche che lo circondano.


Sorano, il ghetto ebraico
 
Domina su tutto la Fortezza realizzata dagli Aldobrandeschi e ampliata successivamente dai Conti Orsini. Nella parte trecentesca è collocato il Museo Civico Archeologico, da cui partono anche le visite alla Fortezza Orsini e ai camminamenti sotterranei della struttura cinquecentesca. 
 

Sorano visto dalla Fortezza Orsini

2. SOVANA
Capoluogo della contea degli Aldobrandeschi, Sovana è una frazione di Sorano. Diede i natali a Ildebrando da Sovana (il futuro papa Gregorio XII), passò agli Orsini e poi nel 1414 vebbe abbandonata a favore di Pitigliano, altro "borgo del tufo" e Bandiera Arancione Touring poco lontano.

Entrando in paese si raggiunge in breve il cuore del borgo, la piazza del Pretorio, dove si affacciano i monumenti principali: il Palazzo dell'Archivio, la loggetta del Capitano e il Palazzo del Pretorio; di fronte è la chiesa di Santa Maria, che conserva uno splendido ciborio dell'VIII secolo. Da non mancare anche la chiesa di San Mamiliano costruita intorno al IV sec. d.C. sui resti di un edificio etrusco e poi romano; si tratta sicuramente dell’edificio religioso più antico di Sovana, oggi trasformato in sede museale (al suo interno è conservato il famoso tesoro monetale di Sovana: un piccolo vaso contenente 498 monete d’oro risalenti al V secolo a.C.). Il corso cittadino, pavimentato di cotto, conduce poi verso l'antico Duomo, con in portale decorato e un'abside sovrastata da una cupola. 


Sovana, piazza del Pretorio

3. IL PARCO ARCHEOLOGICO: LE TOMBE E LE VIE CAVE ATTORNO A SOVANA
Inaugurato nel 1998, il Parco Archeologico “Città del Tufo” tutela testimonianze del periodo etrusco (con le necropoli che si articolano sui colli che circondano Sovana) e altre vestigia di epoca tardo antica e medievale quali castelli, chiese, fortificazioni e numerose abitazioni rupestri.

Si può partire a esplorare il parco dalle vaste necropoli che delimitano l’abitato di Sovana, con le tombe monumentali a fronte colonnata come la tomba Pola e la tomba Ildebranda, a edicola del Tifone, della Sirena e dei Demoni alati, che si possono raggiungere attraverso percorsi scavati profondamente nel tufo e immersi nella fitta vegetazione, le cosiddette Vie Cave.


La tomba Ildebranda nei dintorni di Sovana

Questi affascinanti percorsi viari scavati a cielo aperto nelle colline di tufo non hanno raffronti in altre civiltà del mondo antico. Si tratta di sentieri ripidissimi, tortuosi e profondamente incassati nella roccia, che probabilmente erano utili al fine di economizzare i tempi di percorrenza in un territorio particolarmente accidentato. Accanto all’importanza storica e archeologica delle Vie Cave non dobbiamo dimenticare quella legata alla flora, che rende questi ambienti veramente unici. Le particolari caratteristiche climatiche ed ambientali, sviluppatesi all’interno di questi sentieri, hanno con il tempo determinato una sorta di microclima che ha favorito la crescita di piante tipiche di ambienti umidi ed ombrosi. 
 
Di particolare suggestione sono la via cava di San Sebastiano (che presenta pareti alte più di 20 metri) e il Cavone (con felci, muschi e licheni che rivestono quasi interamente le pareti).


La Via Cava di San Sebastiano

4. IL PARCO ARCHEOLOGICO: SAN ROCCO E VITOZZA
Spostandosi in direzione di Sorano si raggiunge l’insediamento rupestre di San Rocco, così chiamato per la presenza di una piccola Chiesa dedicata al Santo, dove si possono visitare numerosi ambienti scavati nel tufo: tombe, colombari, abitazioni rupestri. Qui, subito a lato della chiesa, una via cava ripida e tortuosa conduce nella sottostante valle del fiume Lente mentre dal poggio si gode una suggestiva vista sul borgo di Sorano. Una visita merita poi l’area di Vitozza, presso San Quirico, uno degli insediamenti rupestri medievali più importanti d’Italia che si sviluppò su uno sperone tufaceo sopra la vallata del Lente. L’abitato, già esistente nel XII secolo, venne abbandonato definitivamente intorno al XV sec a causa di guerre e depredazioni.

San Rocco e Vitozza sono collegati da una fitta rete di sentieri che attraversano le Vie Cave; sono molti i percorsi che si possono fare a piedi o in mountain bike lungo queste vecchie carrarecce. Da San Rocco attraverso uno splendido cammino che costeggia la vallata della Lente si raggiungono le sorgenti di Vitozza e da qui l’antico abitato. Percorrendo la carrareccia principale si possono ammirare i resti delle fortificazioni, delle chiese e di numerosi edifici in muratura oggi diruti oltre alle numerosissime grotte utilizzate come stalle, abitazioni e luoghi di lavoro il tutto immerso in un ambiente naturale di eccezionale bellezza. 



Necropoli rupestre di Vitozza, i colombari e le sorgenti

5. I PRODOTTI DELLA TERRA
Il territorio vanta la presenza di numerose aziende che realizzano prodotti enogastronomici di eccellenza: formaggi, salumi, vini, legumi, miele che si possono degustare nelle osterie, negli agriturismi e nei ristoranti locali a conduzione familiare.


Sorano, le cantine scavate nel tufo

INFORMAZIONI
- Sito web cittadeltufo.com (con descrizioni dei percorsi e itinerari in pdf); pagina Facebook Parco archeologico Sorano.
- Scheda di Sorano sul sito di Bandiere Arancioni