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Itinerari per tutte le gambe "tra cielo e lago più blu del cielo", in un’oasi di quieta rigenerazione

In bicicletta a Porlezza e dintorni, sulle sponde italiane del lago di Lugano

di 
Gino Cervi
30 Settembre 2020
La pandemia ci ha fatto capire quanto la bellezza spesso stia dietro casa. E che non sempre è necessario salire su di un aereo, oppure affrontare ore e ore di viaggio in treno o in macchina per raggiungere luoghi che appagano gli occhi e riempiono l’anima. A poco più di un’ora da Milano, ad esempio, esiste un posto che sta nel cuore della nostra “regione dei grandi laghi”. Il lago di Lugano è un azzurro zig-zag incastonato tra Lombardia e Svizzera, una chiave di volta dell’arco prealpino, un segmentato trait-d’union tra lago Maggiore e lago di Como. Sta per la sua gran parte tutto dentro il territorio del Canton Ticino elvetico, ma se il ramo sud-occidentale, tra Ponte Tresa e Porto Ceresio, ha sponde dirimpettaie, di qui varesina e di là svizzera, tutta italiana è invece la propaggine che si inoltra a oriente verso il medio Lario.

Questo tratto comasco s’incunea tra la val Solda, a nord, e l’alto balcone della val d’Intelvi, a sud, e termina a Porlezza, borgo dalla storia antica, legato da secoli alla vastissima diocesi di Milano. Proprio l’orientamento est-ovest di questo ramo di lago lo rende singolare rispetto agli altri bacini lacustri lombardi, tutti orientati longitudinalmente: la luce che qui segue, soprattutto nella bella stagione, il percorso del sole, da oriente a occidente, è molto diversa. E forse si spiega perché una delle etimologie dell’altro suo toponimo, Ceresio, sembri derivare a una parola latina traducibile più o meno così: “più blu del cielo”.


Il lago di Lugano a Porlezza - foto Getty Images

Tra cielo e lago più blu del cielo, e montagne austere, e valli nascoste, e fitti boschi cedui sulle ripidi pendici, si ritrova qui un’oasi di quieta rigenerazione. Fuori dai grandi flussi di traffico e anche dalle più celebrate mete lacustri del Lario o della vicina Lugano, questo angolo di Ceresio, che chiameremo anche noi come è consuetudine “lago di Porlezza”, è già da tempo una apprezzata meta per turisti del centro Europa, svizzeri, ovviamente, ma anche tedeschi, francesi e olandesi, da sempre amanti delle inconfondibili atmosfere sospese nel tempo dei nostri specchi lacustri prealpini. Ma, come dicevamo, le ultime vicende hanno fatto riscoprire anche ai turisti o ai viaggiatori italiani sconosciute preziosità a portata di mano. Soprattutto per chi concepisce una vacanza come relax attivo, il lago di Porlezza offre davvero interessanti opportunità. 

LE DUE RUOTE PER TUTTI
Il lago lo si può apprezzare a piedi, abbracciandone il panorama lungo i sentieri che s’innalzano in quota e a mezza costa. Oppure rovesciando la prospettiva e pagaiando sull’acqua, ammirando paesi abbarbicati sul litorale e, più in alto, i boschi e le creste montuose. Come sempre però un ottimo mezzo per immergersi appieno nel territorio è scegliere la bicicletta. Lo ha capito, ad esempio, il resort Parco San Marco, una vasta ma discreta struttura ricettiva che si trova poco oltre Porlezza, sulla strada costiera settentrionale che conduce a Lugano. Sulle pendici digradanti del lago, esteso su una superficie di oltre 23 ettari in gran parte boscosi, con una spiaggia privata di quasi un chilometro di lunghezza, Parco San Marco è da tempo meta di un turismo elegante e rispettoso della quiete e della natura: così rispettoso quasi da confondersi e assimilarsi al paesaggio. 


Parco San Marco - foto di Guido P. Rubino

Unire relax e attività fisica è da sempre una caratteristica dell’offerta di Parco San Marco, con le piscine, esterne e coperte, il parco acquatico, le uscite in barca a vela, o il noleggio di canoe e di pedalò. Ma da qualche tempo, proprio per allargare il proprio raggio d’azione e di conoscenza sul territorio, ha puntato molto sulla bicicletta, nelle sue più diverse declinazioni. Grazie alla collaborazione con l’ASD ComoLagoBike, ai visitatori di Parco San Marco, sia per appassionati e assidui praticanti, sia per i neofiti desiderosi di sperimentare l’ineffabile senso di libertà che riservano le due ruote, si aprono i più variegati orizzonti ciclabili. I più esperti e “performanti”possono provare l’ebbrezza di pedalare sulle strade che hanno fatto la storia del Giro di Lombardia e di alcune tappe del Giro d’Italia, che da queste parti hanno disegnato panoramiche cavalcate e reso omaggio a luoghi mitici, come il Santuario del Ghisallo, che si raggiunge da Bellagio, dove il lago di Como si ramifica a sud. Giunti al passo, ad accogliervi ecco il Museo della Madonna del Ghisallo, ricchissimo di memorie dello sport di grandi campioni come Coppi, Bartali Gimondi e Merckx, Pantani e Nibali; e di Fiorenzo Magni, che ne ha promosso la fondazione e di cui, quest’anno, a dicembre, ricorre il centenario della nascita, che verrà celebrato con una mostra in suo onore. Gli ospiti “con la gamba buona” del Parco San Marco avranno il privilegio di correre a fianco di un campione come il comasco Alberto Elli, professionista per un quindicennio, tra la fine degli anni Ottanta e i primi anni del Duemila, che può vantare nel suo palmares l’avere indossato per quattro giorni la maglia gialla al Tour del 2000. Si può dire che non si possa chiedere miglior guida per chi vuole testare le proprie capacità di cicloamatore.


Il santuario della Madonna del Ghisallo - foto Getty Images​

I tour organizzati in collaborazione con l’ASD ComoLagoBike prevedono anche escursioni in mountain bike tra l’aspra val Cavargna e la val d’Intelvi, fino, ad esempio, al “Balcone d’Italia”, il belvedere mozzafiato della Sighignola, sospeso come un aquilone sulle sinuose forme del lago. Ma sono tutt’altro da disdegnare le passeggiate più tranquille, quelle da fare in compagnia della famiglia, tra grandi e piccoli: ideale la ciclabile che corre tra Porlezza e Menaggio che, con poca pendenza, collega i due laghi, sfiorando il piccolo lago di Piano: era la vecchia ferrovia che fino a prima della seconda guerra mondiale collegava lago di Como a quello di Lugano.


Litoranea - foto di Guido P. Rubino


Lago di Piano - foto di Guido P. Rubino

Altra meta di grande fascino, a Oria, proseguendo sulla strada litoranea per Lugano, la Villa Fogazzaro, all’imbocco della val Solda, dove il romanziere ottocentesco ambientò molti delle sue opere, tra cui Piccolo mondo antico. Senza dimenticare infine, che la possibilità di noleggiare bici a pedalata assistita spiana la strada anche a chi in sella non ha molta dimestichezza, e soprattutto poco allenamento. Al ritorno, dopo un’uscita in bicicletta sulle sponde del lago “più blu del cielo”, la Spa e il centro wellness di Parco San Marco saranno un formidabile momento di appagante e rigenerante soddisfazione per le energie ben spese.


Villa Fogazzaro - foto di Guido P. Rubino

INFORMAZIONI
- Parco San Marco, www.parco-san-marco.com
- ASD ComoLagoBike, bike tour operator, www.comolagobike.com
- Museo del ciclismo Madonna del Ghisallo, www.museodelghisallo.it