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Piazze e monumenti, colline, passando da Moncalieri e Pecetto

Da Torino a Chieri, ode ai paesaggi piemontesi

di 
Luca Sartori
6 Aprile 2020
 
 
Torino / Getty Images
 
Dalla bella piazza Vittorio Veneto, tra i salotti di Torino, a piazza Gran Madre, al Monte dei Cappuccini a Villa della Regina. Poi il borgo antico di Moncalieri con il castello Reale, i ciliegi di Pecetto e la storia di Chieri, importante centro industriale del passato e terra del vino Freisa. E’ dalla più grande piazza porticata d’Europa, piazza Vittorio Veneto, che parte uno degli itinerari più ricchi di storia della collina torinese, che da Torino porta a Moncalieri, dominata dall’imponente castello Reale, prosegue alla volta di Pecetto, terra di campagne e ciliegi, per concludersi a Chieri, ricca di storia, vigneti e cantine.
 
TORINO, TRA PIAZZA VITTORIO E PIAZZA GRAN MADRE
Tanti antichi caffè, tra cui lo storico Caffè Elena, già frequentato da Cesare Pavese e Franco Lucentini, animano la bella piazza Vittorio Veneto, uno dei salotti più scenografici della capitale subalpina e tra i più suggestivi e privilegiati affacci sulla collina che fa da cornice a quella che fu la prima capitale d’Italia. 
 
Da una parte la collina, con i quartieri aristocratici della città, e dall’altra l’esteso centro storico del capoluogo piemontese, con l’imponente sagoma della Mole Antonellianae il campanile della chiesa della Santissima Annunziata, svettanti su via Po, storica e trafficata arteria che affonda nel ventre antico di Torino fino a sfociare nel suo cuore pulsante, piazza Castello
 
Torino, piazza Castello / Getty Images
 
Suggestivo il colpo d’occhio che da piazza Vittorio si gode volgendo lo sguardo verso piazza Gran Madre, al di là del fiume, con la chiesa della Gran Madre di Dio. Realizzata in stile neoclassico sul modello del Pantheon romano da Ferdinando Bonsignore, è dominata dal Monte dei Cappuccini, sede del Museo della Montagna Duca degli Abruzzi, che custodisce un ricco patrimonio dedicato all’alpinismo, all’esplorazione e a tutti gli aspetti legati alla montagna. 
 
Poco più in alto di piazza Gran Madre, ai margini della città, c’è Villa della Reginagioiello barocco torinese, sontuosa residenza di campagna con scenografici giardini, poi grotte, cascate, fontane e statue ai quali si aggiunge lo storico vigneto; all’interno dell’edificio un tripudio di stucchi e affreschi degli artisti della conte sabauda.
 
Villa della Regina / GettyImages
 
IL BORGO ANTICO DI MONCALIERI
È a una manciata di minuti da piazza Gran Madre, dopo aver percorso l’alberato corso Moncalieri, che si giunge a Moncalieri, importante centro della periferia sud di Torino
 
La storia ha visto le due città unite anche da una delle primissime linee ferroviarie italiane, inaugurata nel settembre del 1848, autentica rivoluzione nel sistema delle comunicazioni. Poi, appena cinque anni dopo, le due città piemontesi crearono un nuovo sbocco sul mare con il completamento della linea di collegamento con Genova.
 
Diviso tra la zona moderna, unita all’estrema zona meridionale del capoluogo, e il borgo antico, Moncalieri è dominata dall’imponente castello Reale, nel quale, il 31 ottobre 1732, morì Vittorio Amedeo II, il primo Re di Sardegna, mentre nel XVIII secolo ospitava i membri della casa reale per tutto il periodo estivo, per via del clima salubre della città e per le qualità salutistiche delle acque.
 
Dalla maestosa Sala della Regina ai suggestivi infernotti, il castello Reale di Moncalieri è una delle perle sabaude che consente di ripercorrere, nei suoi ambienti, la storia del nobile casato subalpino. Arroccato sullo sperone sudoccidentale della collina torinese, il borgo antico di Moncalieri ben si distingue dal resto della città, che si estende sulla pianura. Lambita alla base dal Po, la sua parteantica è ricca di edifici storici e chiese di pregevole fattura architettonica, a testimonianza dei secoli di storia moncalierese. 
 
Castello di Moncalieri / wikiimages
 
Cuore della città vecchia è piazza Maggioresede, fin dal Quattrocento, dun animato mercato. La piazza, anche grazie alla pendenza, offre un’apprezzabile spettacolo scenografico di chieseporticati, palazzi e vicoliche portano nelle varie zone del centro. 
 
Situata in posizione dominante, sul fianco del Palazzo Civico, c’è la collegiata di Santa Maria della Scalache, con il castello, è la più preziosa emergenza architettonica della città. Trecentesca costruzione in stile gotico-lombardo, presenta una maestosa facciata in cotto. Ricco di capolavori d’arte e d’arredo, l’interno propone, tra gli altri, la novecentesca statua della principessa Maria Clotilde di Savoia, il gruppo scultoreo tardogotico raffigurante il “Compianto Cristo morto” in arenaria dipinta, proveniente dalla Borgogna e risalente alla prima metà del XV secolo, la tribuna d’organo in legno scolpito risalente al 1709 e la settecentesca urna argentea, opera del Vernoni, contenente le reliquie del beato Bernardo II di Baden, patrono della città. 
 
Il castello di Moncalieri / Getty Images
 
I CILIEGI DI PECETTO 
C’è Pecetto sulla strada che da Moncalieri sale a Chieri. Situato su di un poggio a 400 metri d’altezza, domina la zona meridionale della collina torinesele pianure che si stendono allavolta delle terre di Cuneo. In primavera sono il bianco dei fiori di ciliegio e il verde chiaro dei prati a dipingere le sue colline, dove si mescolano natura e storia, profumi e sapori dell’antica tradizione piemontese. Tra i sapori di quest’angolo di collina torinese vi sono sicuramente le ciliegie, PAT della zona, ma anche le tante specialità servite nei suoi agriturismi e ristoranti, dal tradizionale fritto misto alla piemontese, ai tanti antipasti della tradizione, come il vitello tonnato. Tra i tesori architettonici di Pecetto vi sono la chiesa di San Sebastianoe la settecentesca chiesa di Santa Maria della Neve. 
 
I ciliegi in fiore di Pecetto / foto Comune di Pecetto
 
CHIERI, TRA TESORI ARCHITETTONICI E FREISA 
Pochi minuti dividono Chieri da Pecetto. Tra panorami e vigne si giunge in quella che nell’XI secolo era feudo di Landolfo, vescovo di TorinoProsperò come centro tessile, oggi celebrato nel Museo del tessile chierese, e proprio in quel luminoso periodo ebbe grande impulso anche quello sviluppo architettonico che ancora oggi si ammira visitando la città. 
 
Autentico tesoro di Chieri è il Duomo, tra i più preziosi esempi del Quattrocento piemontese, dalla facciata in cotto, con l’imponente campanile e il battistero. Ricco anche l’interno, a tre navate, con opere di artisti chieresi e piemontesi, tra cui gli affreschi che impreziosiscono il battistero, con scene della Passione di Cristo, la cappella di Gallieri, alla base del campanile, con scene della vita di San Giovanni Battista e tesori come reliquari e lavori di oreficeria di provenienza fiamminga.
 
Chieri, Sam Domenico / Getty Images
 
L’arteria che divide in due il centro storico della città è via Vittorio Emanuele II, impreziosita dal cinquecentesco Arco Trionfale, sulla quale si affacciano locali e botteghe, e dalla quale partono vicoli e strade alla volta delle altre zone della città. Tante le case e i palazzi d’epoca tardo-medievale e le chiese del centro storico tra cui la settecentesca chiesa di San Filippo Neri, la gotica chiesa di San Domenico con il trecentesco campanile cuspidato, la chiesa di S. Antonio Abate e la chiesa dei SS Bernardino e Rocco. Domina la città la chiesa di San Giorgio, dove anticamente sorgeva un castrum del X secolo
 
Dal suo sagrato di ammira uno splendido colpo d’occhio sulla città e sulle colline che fanno da cornice alla città, terre di vigne dove si produce la famosa Freisa di Chieri Doc, vino rosso frizzante tipico della zona, acquistabile nelle tante cantine della zona e servito nei ristoranti e nelle trattorie. Tra le delizie di Chieri non c’è solo l’ottima Freisa ma anche la sua deliziosa focaccia, assolutamente da acquistare e assaporare prima di salutare la città. 
 
La focaccia di Chieri / foto Turismo Torino e Provincia
 
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