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Touring Club Italiano, attraverso il volontariato di impresa, si prende cura dell'Italia: ecco la "Passione Italia" di un dipendente Credem

Correndo nel Parco storico di Monte Sole, nel Bolognese, immersi tra storia e natura

di 
Enrico Baldisserri
12 Gennaio 2022
Da diversi anni, Touring Club Italiano mette a disposizione delle aziende la propria esperienza per concretizzare partnership efficaci che abbiano impatti positivi sui territori e le comunità, anche grazie a iniziative di volontariato di impresa. Negli anni scorsi i dipendenti di diverse aziende, affiancati dai soci volontari del Touring Club Italiano, hanno accolto cittadini e turisti nei luoghi Aperti per Voi; negli ultimi mesi, invece, per far fronte alla pandemia, è stato ideato un volontariato di impresa “social". 
 
A partecipare a quest'ultima formula, nel mese di ottobre 2021, alcuni dipendenti del Gruppo Credem: dopo un percorso formativo sul tema del viaggio e del racconto di viaggio, a loro è stato chiesto di realizzare un elaborato sul tema "Passione Italia". Come molti ricorderanno, "Passione Italia" è la campagna lanciata a marzo 2020 con la quale il Touring ha voluto contrapporre alla mappa del contagio la mappa della bellezza italiana; un invito per tutti a “viaggiare da casa”, per scoprire e riscoprire ciò che il Paese ha da offrire. In questo contesto abbiamo chiesto anche ai dipendenti di Credem di raccontarci la loro personale "Passione Italia": un luogo, un'esperienza, un momento da ricordare e da suggerire anche ai lettori. 

Ecco il contributo di Enrico Baldisserri; tutti gli altri li potete trovare a questo link.



CORRENDO NEL PARCO STORICO DI MONTE SOLE, IMMERSI TRA STORIA E NATURA
di Enrico Baldisserri

Sono un podista convertito al trail running, la corsa sui sentieri, e amo unire il movimento alla documentazione dei percorsi che scelgo. Come se il correrli fosse un po’ farli ancor più miei.

Il percorso che vi propongo in quest'articolo, lungo 17 km, è uno dei miei preferiti per allenarmi, sia per il dislivello (961 metri) sia e soprattutto per la natura che lo circonda e la storia che si sente pulsare in ogni angolo: mi trovo nel parco regionale storico di Monte Sole, un'area naturale protetta istituita nel 1989 nella città metropolitana di Bologna. 


Parco storico di Monte Sole - foto di Enrico Baldisserri​

Si parte da Allocco, piccola frazione di 250 anime facilmente raggiungibile da Sasso Marconi e dalla sua uscita autostradale sud, che dista solo 5 chilometri. A pochi passi scorre il torrente Setta, meno famoso del fiume Reno ma non meno importante per Bologna, dato che a una manciata di chilometri a valle del paese parte l’acquedotto romano che ancora oggi alimenta il capoluogo felsineo. 

Allocco è anche il nome del rapace che qui si può facilmente ascoltare nel suo "ululato notturno", come mi è successo più volte facendo il percorso a ridosso della sera. Il parco è popolato da molti animali: posso garantire che tra cinghiali, rapaci, cervi, daini, caprioli e lupi non ci si annoia mai. Il lupo, in particolare, che io non ho mai avuto la fortuna di incrociare, è ben presente: ne sono prova ne sono gli escrementi lasciati sul sentiero. Per quanto riguarda i cervi, invece, consiglio una visita a fine agosto o a inizio settembre per assistere (o meglio ascoltare) alle gare di bramito tra i maschi.


Escrementi di lupo, Parco storico di Monte Sole - foto di Enrico Baldisserri​
 
Di solito lascio l’automobile all’inizio del paese, in un comodo e ampio parcheggio per poi percorrere il piccolo paese lungo la salita che porta all’imbocco del sentiero CAI denominato "Discesa Allocco". L’inizio è irto, non dà tregua. Le ville dell’abitato accompagnano la prima parte, fino allo sterrato; poi c'è ancora un tratto di salita fino ad arrivare a un bivio a sinistra, dopo circa 2,5 km dalla partenza. Man mano che si sale si scopre il panorama alle spalle con le belle viste verso la parte sud del Contrafforte Pliocenico, la salita di Monzuno con Monte Venere e le sue pale eoliche: è la prima parte della famosa Via degli Dei, quella che porta da Bologna a Firenze.


Parco storico di Monte Sole - foto di Enrico Baldisserri​
 
Verso i 3,5 km occorre prestare attenzione nell’imboccare un sentiero a sinistra, abbandonando la traccia principale. Inizia qui uno splendido tratto boschivo ombreggiato che culmina con uno strappetto in località Cà Tura. Si continua il percorso girando a sinistra e puntando verso monte per il sentiero che porterebbe a Nuvoleto ma poche centinaia di metri dopo lo si abbandona per andare a sinistra e iniziare il percorso del cavatappi.


Percorso del cavatappi, Parco storico di Monte Sole - foto di Enrico Baldisserri​

Siamo su un tratto molto battuto da trailers e mountain bikers: percorrendolo, capirete anche il perché del curioso nome. In fondo al percorso del cavatappi si gira a destra in salita per inoltrarsi nella parte più storica, quella che catapulta alla metà del secolo scorso; quella che mi riporta sempre ai ricordi dei miei nonni, a quel maledetto fine settembre del 1944. I partigiani avevano iniziato operazioni di disturbo importante contro le truppe tedesche che ormai si erano ritirate dal centro Italia concentrando alle porte di Bologna le ultime difese per il loro ritiro. La salita è un affiorare di memorie confuse; mi sento dentro al film “L’uomo che verrà”, di Giorgio Diritti, e vedo quella bimba che non parla ma mi guarda e corre nel bosco di fianco a me.

A Brigadello la brigata partigiana Stella Rossa aveva posizionato il centro di comando: non c’è più nulla a memoria, se non un totem informativo. Sono questi i luoghi dell’eccidio chiamato di Marzabotto; erroneamente, dato che nulla accadde nel paese a valle. Mi trovo a pochi passi dalla chiesa di Cerpiano e dal cimitero di Casaglia, dove la furia nazista si abbattè su civili inermi, in maggioranza donne. Penso che qui sono passati i partigiani; qui sono passati i fuggiaschi; qui sono passate le SS alla loro ricerca: qui, soprattutto, è passata la storia dell’Italia e dell’Europa recente.

Arrivati al bivio per Casaglia, si prende il sentiero che in salita porta alla cima di Monte Sole da dove si può godere della vista di tutto il parco: a sud verso il Salvaro, che è la cima più alta, e poi oltre verso il Corno e il solitario Cimone. Sulla cima c’è un cippo a memoria della brigata Stella Rossa con incisa una dedica al Lupo: non il frequentatore di queste colline ma il capo dei partigiani, Mario Musolesi, che era soprannominato in quel modo.


Cippo a memoria della brigata Stella Rossa, Parco storico di Monte Sole - foto di Enrico Baldisserri​

Si scende poi da Monte Sole verso Monte Caprara, che è la collina gemella sulla quale si possono vedere ancora fortificazioni tedesche. Nella sella dei due monti è possibile prendere il sentiero a sinistra verso valle che porta al rifugio Poggiolo che ospita anche il centro visite del parco; normalmente io invece giro a destra e percorro il CAI 100A che mi riporta in cresta e mi permette di tornare verso Allocco.


Vista sul Monte Venere, Parco storico di Monte Sole - foto di Enrico Baldisserri​
 
Frequento questi luoghi in ogni stagione e per ognuna di esse la natura è vestita in modo diverso; ma i pensieri, la commozione, la voglia di correre, il richiamo verso il paesaggio sono sempre gli stessi: vivo una sorta di panismo che oltre a fondermi con la natura mi fa fondere anche con la storia.