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L’imponente piramide rocciosa del Cervino, la storia di Châtillon e un museo particolare

Che cosa fare a Breuil-Cervinia e Saint-Vincent, in Valle d'Aosta

di 
Luca Sartori
17 Dicembre 2015
C’è qualcosa di straordinario in Valtournenche. Qualcosa di unico. Rapisce lo sguardo appena la salita in valle ne consenta la vista, incantando chiunque se ne trovi al cospetto. Tra le più belle montagne del mondo, il Cervino domina l’intera valle che da Châtillon sale alla volta della Svizzera, ai confini del Canton Vallese. Una piramide di roccia che sfiora i 4500 metri d’altezza che incombe su un pugno di piccoli borghi e una delle perle del turismo mondiale, la cittadina di Breuil-Cervinia. Cuore di uno splendido anfiteatro di cime, impreziosito dalla sagoma del Cervino, il Breuil è tra le mete più esclusive delle Alpi, estremità settentrionale di una valle che dalla popolosa zona di Châtillon e Saint-Vincent sale fino ai suoi oltre duemila metri di altitudine, cuore di uno dei complessi sciistici più spettacolari e apprezzati.

 
VENERDI' SERA – ARRIVO A BREUIL-CERVINIA
E’ da percorrere nel pomeriggio, prima che faccia buio, la strada che si snoda nella Valtournenche da sud a nord. La salita nei limpidi pomeriggi d’inverno consente infatti di apprezzare il magnifico colpo d’occhio che offre la Gran Becca illuminata e dorata dagli ultimi raggi di sole del giorno, mentre più in basso l’ombra ha già ricoperto la valle.

Il tepore di uno dei ristoranti di Breuil-Cervinia fa sembrare tanto lontano il freddo della notte in Valtournenche, e le sue svariate prelibatezze regalano emozioni autentiche. Per iniziare ad addentrarsi nei sapori della regione si può iniziare con una  soupe valpellinentze (zuppa della Valpelline), uno dei piatti più gustosi della regione a base di pane nero, cavoli e fontina. Finale goloso con le tipiche tegole valdostane, le gallette di pasta di mandorle, o con un blanc-manger, il classico budino al cioccolato.

 
SABATO – PISTE DA SCI E SERATA A SAINT-VINCENT
E’ il bianco a dominare la splendida conca del Breuil sovrastata dalla straordinaria cornice delle Grandes Murailles e dalla Gran Becca. Sono proprio le nevi dell’alta Valtournenche la meta della mattinata con gli sci ai piedi, che deve necessariamente iniziare con una ricca colazione a base di strudel, biscotti, marmellate, miele, magari quello tipico di Châtillon, e yogurt.
 

Il Touring Club Italiano sostiene i borghi dell’entroterra

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Poi partenza alla volta delle piste del comprensorio Breuil-Cervinia, Valtournenche e Zermatt, tra i più estesi dell’arco alpino, che si sviluppa lungo le vallate di Italia e Svizzera. Cuore del comprensorio e gioiello naturale e spettacolare delle vallate è il Cervino, incombente sulle tante piste che regalano panorami mozzafiato ed emozioni uniche.Imperdibile la mitica pista del Ventina, con l’emozionante partenza di Plateau Rosà, una delle più belle balconate delle Alpi, dalla quale si gode della vista dei giganti della Valle d’Aosta, il vicinissimo Cervino, il Monte Rosa, il Gran Paradiso e il Monte Bianco, ma anche il Monviso e le montagne della Svizzera con le cime dell’Eiger e della Jungfrau. Da Plateau Rosà partono gli 11 splendidi chilometri del classico tracciato che giunge a Breuil-Cervinia.
Pranzo con una polenta concia oppure un buon piatto di riso con la fontina, oppure una crepe alla valdostana, con fontina e prosciutto. Per chiudere un assaggio di grappa della valle.


Passeggiata sulla neve nel borgo di Cervinia prima di partire alla volta di Saint-Vincent. Rapida discesa al borgo prima che scenda la notte per godere ancora dei negozi aperti del suo grazioso centro storico. Chiesette secolari, antiche fontane e numerose pitture murali si alternano alle botteghe, dove da vedere è sicuramente la chiesa parrocchiale di San Vincenzo, sorta su un preesistente edificio romano, edificata dai benedettini nell’XI secolo in stile romanico, che custodisce all’interno affreschi attribuiti alla scuola di Jacopo Jacquerio.

Cena in uno dei tanti ristoranti della cittadina con, per iniziare, un assaggio degli ottimi salumi della valle; dal lardo di Arnad alla motsetta, dal prosciutto di Saint-Marcel al boudins, la salsiccia di maiale con spezie e con barbabietola rossa. Per proseguire una carbonade, antica pietanza delle Alpi occidentali, a base di carne bovina salata e cotta lentamente con aglio e lardo affumicato sotto sale, alla quale si aggiungono poi una salsa di vino bianco secco, un uovo, farina, cannella, chiodi di garofano, pepe e noce moscata. Ottimo l’abbinamento di un buon Torrette, pregiato vino rosso valdostano dal sapore secco e vellutato. Volendo, serata elegante al Casinò di Saint-Vincent, una delle case da gioco più grandi e famose d’Europa.
 

DOMENICA – TERME DI SAINT-VINCENT E CHATILLON
Mattinata di relax alle terme, che segnarono l’inizio dello sviluppo turistico di Saint-Vincent, nel lontano 1770. L’acqua dalle importanti virtù terapeutiche portò in valle addirittura personaggi del calibro di Silvio Pellico e Giosuè Carducci, proponendosi efficace a livello delle vie aeree e dell’apparato gastroenterico, con, tra i vari trattamenti, l’aerosol medicale, la doccia micronizzata e le inalazioni a getto di vapore.

Pranzo con la tipica minestra di fagioli con cipolla e spezie, patate, lardo affumicato e salsicce rosolate, per proseguire con la cotoletta di vitello alla valdostana, con fontina e uova, fritta nel burro, per chiudere con i tipici torcetti di Saint-Vincent, di pasta dolce con zucchero o miele.

Pomeriggio culturale a Châtillon, principale centro della valle dopo Aosta, in epoca medievale. Luogo obbligato di transito e pedaggio, era un tempo teatro di importanti fiere e mercati del bestiame, meta dei mercanti della Valtournenche che qui si recavano per scambiare i loro prodotti. Capitale del miele della Valle d’Aosta, prelibato prodotto che il paese celebra nella fiera di ottobre e del quale c’è, a due passi dal municipio, addirittura il museo, propone l’imponente chiesa dei Santi Pietro e Paolo, con il campanile del XV secolo e il museo d’arte sacra, nel quale sono custoditi antichi arredi. Merita una visita il Castello Gamba, immerso nel parco, concepito alla fine dell’Ottocento, di oltre cinquantamila metri quadrati, tra prati, boschi, rocce e vialetti. Da non perdere l’interessante percorso espositivo del castello. Tredici sale, distribuite su due piani, con oltre 150 opere tra dipinti, raccolte grafiche, fotografiche e sculture di Ottocento e Novecento. Sculture di Giò Pomodoro, Manzù, Martini e Arnaldo e dipinti di Guttuso, Casorati e Carrà. Interessante anche il percorso tra gli artisti valdostani, ai quali è stato attribuito un particolare rilievo.


Meraviglie dell’enogastronomia valdostana anche per la cena della domenica sera. Per chiudere al meglio il weekend nel cuore delle Alpi occidentali un carosello di formaggi con la fontina, la toma di Gressoney, il fromadzo, e il bleu d’Aoste, per proseguire con polenta e fricandeau, la noce di vitello a pezzetti con cipolla, erbe aromatiche e vino bianco. Per finire le pere sciroppate Martin sec cotte nel vino ed un sorso di genepì, per far fronte nel modo migliore al calar della gelida notte valdostana.
                                                                                                                                                              
INFORMAZIONI UTILI
 
 
Mangiare
Tra i vari ristoranti, consigliamo anche La Maison des Gourmands a Valtournenche (www.lamaisondesgourmands.com), uno dei templi del gusto della Vartournenche; e il bar ristornate Metzelet a Cervinia (www.metzeletbar.it), per piatti tradizionali e un’ottima fonduta.
Per mangiare a Saint Vincent e dintorni, consultate la nostra selezione di ristoranti e agriturismi.
 
Altre info
Cervinia: www.cervinia.it
Castello Gamba a Chatillon: www.castellogamba.vda.it
Valle d'Aosta Turismo: www.lovevda.it

 
 

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