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Il Titanic e i famosi Murals, ma anche i pub e la musica. Perché programmare un weekend in Ulster

Che cosa fare a Belfast, in Irlanda del Nord

di 
Paolo Madeddu
20 Dicembre 2017

Perché andare a Belfast, la capitale dell'Irlanda del Nord? Vi diamo otto motivi per programmare un weekend...

1. ANDARE IN GIRO PER PUB
Ma come, appena arrivati? Non c'è da provare imbarazzo, e quello che proponiamo non è un comodo alibi per gozzovigliare da un locale all'altro: i pub di Belfast riflettono il calore e l'atmosfera del luogo dove vi trovate molto più che in altre città. La tipologia dei locali è molto ampia, si va dai posti che più si avvicinano al cliché importato anche in Italia (luci soffuse, bersagli per i darts, insegne con vecchie pubblicità di birra e whisky, e carenza di generi di conforto che non siano birra) a versioni meno stereotipate, a volte più semplici, altre volte elegantemente vittoriane.
 
Il nostro consiglio è di passeggiare nella piacevole zona dl Cathedral Quarter, in particolare attorno alla Commercial Court, la via dove si trovano alcune insegne storiche, sulle quali regna quella del luminoso e animato Duke of York, cui fa da contraltare l'atmosfera fascinosa del Dark horse, che durante la giornata è uno dei posti migliori per un té o una cioccolata. A pochi passi c'è poi il Dirty Onion, che rivendica la sua posizione nel più antico edificio di Belfast nella vicinissima Hill Street, dove si trova anche l'arioso Thirsty Goat. Qualche passo in più e apparirà il Morning Star, molto amato dai turisti, nella Pottinger Entry; gli abitanti della città non mancheranno di suggerirvi il Madden's Bar dietro la Castle Court, dove c'è la concorrenza del frizzantissimo Kelly's Ceddar.
 
Attorno a Victoria Square invece meritano considerazione il Fibber Magee e il Kitchen's bar. Ma in generale, il suggerimento è di vagare finché non se ne trova uno che attragga più degli altri per le insegne, le vetrine, gli immancabili avventori all’esterno che fanno spontaneamente da testimonial del craic, il buonumore locale, e la musica che viene dall’interno. Del resto se non trovate pub nel raggio di una cinquantina di metri, significa che siete in una zona strettamente lavorativa. Il che non significa che nelle zone strettamente lavorative manchino pub! 
 
 
2. SCOPRIRE I "MURALS" E LA MEMORIA DEI TROUBLES
Per i più giovani sarà difficile capire quanto possa essere sorprendente per gli adulti l’idea di una Belfast pacificata: abituati a telegiornali che la ponevano tra i luoghi più dilaniati del pianeta, i nati prima degli anni Ottanta potrebbero sospettare che quel passato sia stato completamente rimosso. Non è così, si tratta casomai di una ferita terribile sostanzialmente guarita, della quale è rimasta qualche cicatrice.
 
La più nota memoria di quel periodo sono i "murals" (inglese per murales) originariamente dipinti sulle pareti a fronte delle censure della BBC su quanto stava succedendo nell’Ulster: le immagini sullo sfondo si proponevano di approfittare delle telecamere per gridare la propria verità al resto del mondo. Rispetto all’originale intento divisivo, con le immagini di re contrapposte a quelle di martiri, i murals sono diventati in anni recenti la testimonianza della ricerca di un’identità nordirlandese, specialmente quelli con artisti di varia natura (tra i quali campeggia l’amato, sregolato calciatore George Best). La maggior parte delle opere a sfondo storico e politico si trovano nella zona ovest dI Belfast, la più popolare, tra la cattolica Falls Road e la protestante Shankill Road. Nell’area, tra muri e cancelli che separavano per sicurezza le due fazioni, sorge oggi la Cross of Crosses, piccolo monumento ai caduti di entrambe le parti, pietra angolare della nuova via alla coesistenza. 
 
 
3. ESPLORARE IL TITANIC
Qui la città cala uno dei suoi assi: visto che la grande, emblematica nave dell’altrettanto grande, emblematico disastro (la cui storia è stata raccontata addirittura in diciotto film, e stiamo escludendo le produzioni strettamente televisive) è stata costruita a Belfast, ecco il luogo dove la sua vicenda è raccontata a partire dalla progettazione. In un edificio adeguatamente titanico, ci si addentra in una pagina oggettivamente tragica (tanto che viene il sospetto che la diffusissima passione per il famoso affondamento sia in parte morbosa) ma viene soprattutto illustrata la Belle Epoque delle “magnifiche sorti e progressive” dell’industria navale e dei trasporti in un mondo che iniziava forse a farsi più piccolo, ma continuava a nascondere fatali insidie – naturali e umane. Va premesso che non ci sono manufatti originali del Titanic (mentre è possibile visitare la sua sorellina, la Nomadic): è tutto ricostruito, dalle cabine alla sala macchine, allo scopo di far capire un’epoca. Va anche detto che l’allestimento riesce nel suo intento, e costituisce una suggestiva modalità di parco tematico a sfondo storico. 
 
 
4. IMMERGERSI NEL ST GEORGE’S MARKET
È un mercato, ovviamente, ma anche un’attrazione turistica: costruito alla fine dell’Ottocento, alza in modo quasi esagerato l’asticella nel campionato internazionale dei mercati cittadini. Aperto nel fine settimana, presenta in una cornice architettonica piacevole bancarelle con generi alimentari di ogni tipo, abiti, souvenir, libri, dipinti, artigianato, tavoli per bere e fare due chiacchiere mentre si ascolta musica dal vivo. Non è folklore locale ricreato a bella posta, ma un luogo dove realmente si coglie qualcosa della serena, accogliente vivacità di Belfast. 
 
 
5. VISITARE L'ULSTER MUSEUM
Un’accoppiata interessante è quella costituita dall’Ulster Museum e dai Botanic Gardens. Questi ultimi sono un pezzo di storia: risalgono al 1828 e sono un classico punto d’incontro per gli abitanti di Belfast e in particolare gli studenti. Al loro interno si trova anche il primo, che sfoggia con orgoglio il recente riammodernamento, ed è un fantastico esempio di moderno museo storico, davvero cruciale per capire l’Irlanda del Nord, le sue traversie ma anche la lucidità con cui vengono raccontati (con l’accortezza di non ferire mai protestanti e cattolici) gli anni più difficili per il Regno Unito tutto, quelli dei cosiddetti Troubles, gli anni della guerra civile.
 
Ma ovviamente la storia del Paese è lunga, e c’è proprio tutta, dalla preistoria ai giorni nostri passando per le guerre con l’Armada spagnola e i conflitti mondiali. Se può essere d’incentivo, l’ingresso al museo è gratuito. Tra l’altro, in esposizione temporanea vi si trova un’attrazione irrinciabile per i fan di Game of Thrones: il quasi interminabile (e spesso cruento) arazzo che tenta di raccontare la serie televisiva girata proprio qui ai Titanic Studios (in effetti è anche un modo per testimoniare l’importanza dell’industria tessile nella storia di Belfast).
 
 
6. PASSEGGIARE LUNGO IL LAGAN
Il fiume attorno al quale si è sviluppata Belfast è una presenza placida e discreta, forse messa in secondo piano agli occhi dei nativi, dal mare e dal porto, nel quale torreggiano i due visibilissimi giganti gialli Samson and Goliath, gru completate negli anni 70 con la decisiva collaborazione degli antichi nemici, i tedeschi della storica società Krupp.
 
La passeggiata lungo il Lagan nella sua parte più vicina al centro storico è un impiego piacevole della serata o parte del pomeriggio; un percorso un po’ impegnativo lungo gli argini può portarvi alla cittadina di Lisburn, a 15 km dal centro, con scorci di spiazzante bellezza naturale, e la presenza di foche, aironi, martin pescatori. Si tratta certamente di un suggerimento più adatto alla bella stagione, e a chi ama pedalare oltre che camminare. Una buona via di mezzo può essere quella di individuare come meta il sontuoso ristorante Cutters Wharf lungo la Lockview Road – naturalmente è più comodo arrivarci in taxi: se vi serve una scusa per prenderne uno invece che farla a piedi, potete giustificarvi con un’escursione serale, che vi permetterà anche di immortalare la location illuminata – la foto, sui social network, non mancherà di suscitare ammirazione.
 
A chi si stanca facilmente corre perlomeno l’obbligo di fare due passi lungo il fiume nell’area di Thanksgiving Square per trovarsi faccia a faccia con il simbolo di Belfast – in realtà una statua recentissima, commissionata per celebrare l’uscita da tanti anni travagliati: il Beacon of Hope (nella foto sotto). Un’ulteriore testimonianza del clima disteso che si respira nella capitale dell’Ulster è il fatto che sia più nota ai suoi cittadini con soprannomi scherzosi ma affettuosi: “La bella sulla palla”, “La cosa con l’anello”, “Nula col suo hula hoop”. Sempre dalle parti del Queen’s Bridge c’è un classico dei selfie: il salmone di ceramica di 10 metri in Donegall Quay, che porta invece il nome Big Fish – oggettivamente meno fantasioso.
 
 
7. FARE SHOPPING AL VICTORIA SQUARE 
Il nuovissimo – e discusso – centro commerciale di Belfast è un tentativo di dare alla città un volto moderno e pop, e innegabilmente i marchi più globali del pianeta lo hanno colto al volo. Si può discutere sull’autenticità del tutto ma rimane qualcosa di indefinibilmente nordirlandese, che probabilmente deriva dalla terrazza al piano più alto dal quale si può osservare tutta la città, oppure dalle vie all’ombra della grande cupola, nelle quali ci sono locali e negozi forse meno posh, ma più originali per chi vuol fare (o farsi) un regalo.
 
 
8. GODERSI LA MUSICA
Autentico vanto di Belfast, la musica si trova davvero ovunque, dalle strade, dove si esibiscono ragazzi che cercano di sostentarsi ma anche di fare un po’ di esercizio con un pubblico sperando in palchi più elevati, ai pub, dove la musica elettronica e i dj non sono diffusi come nel resto d’Europa: prevale la musica acustica, anche se non sempre tradizionale: gli Oasis e i Cranberries entrano spesso nel repertorio, ma il vero eroe locale è Van Morrison, considerato (a fatica) un gradino sotto Bob Dylan. Ci sono anche dei tour che portano a visitare i luoghi nei quali si aggirava da giovane, nei quali vengono raccontate anche le fortune di tutti i ragazzi del vicinato che ce l’hanno fatta nel mondo, da Gary Moore agli Snow Patrol, dagli Ash agli Stiff Little Fingers.
 
Belfast è stata del resto anche fonte di ispirazione per altri famosissimi artisti britannici, anche negli anni dei Troubles (Invisible sun dei Police, My Lagan love di Kate Bush, The Belfast child dei Simple Minds). Una sorta di museo-biblioteca della musica pop e rock nordirlandese è ospitata dall’OhYeah Centre in Gordon Street, in quello che è considerato il distretto degli artisti – un locale che fa da luogo di ritrovo oltre che venue per concerti di giovani talenti cui la città cerca di dare i primi riflettori.

Per scoprire di più sulla musica a Belfast, ecco il nostro articolo dedicato.



INFORMAZIONI
- Per raggiungere Belfast, comodi i voli diretti con Ryanair; alternativamente, scalo a Dublino con Aer Lingus e altre compagnie e poi bus per Belfast.
- Indispensabile la Guida Verde Touring Irlanda, con tutte le informazioni per il viaggio: da comprare nei Punti Touring e scontata sul nostro store online.
- Per tutte le info, sito web di Turismo Irlanda (che include sia Irlanda del Nord sia Eire): www.irlanda.com 

(foto Tourism Northern Ireland, tranne foto 7 Paolo Madeddu)