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Itinerario nella Marca Maceratese in occasione dell'esposizione dedicata a un sorprendente maestro del primo Rinascimento. Fino al 12 febbraio 2023

Carlo Crivelli e le Marche: una "relazione meravigliosa" da esplorare in una mostra a Macerata e dintorni

di 
Alberto Amedeo Calderoni
1 Dicembre 2022
 
Per un artista, non comparire tra le pagine di quell’immenso trattato che sono Le Vite (1550) di Giorgio Vasari significava rischiare l’eterno oblio. Poteva essere questo il destino del pittore Carlo Crivelli, sorprendentemente escluso dalle biografie vasariane, forse per poca stima nei suoi confronti o, più probabilmente, perché le sue imprese non raggiunsero mai i circoli intellettuali dei Medici.
 
Fortunatamente per lui – e per noi – notizie approfondite su Carlo Crivelli sono giunte fino ai giorni nostri e oggi questo pittore quattrocentesco è considerato un capostipite del primo Rinascimento “lato adriatico” della Penisola. Palazzo Buonaccorsi a Macerata, in sinergia con altre sedi espositive diffuse sul territorio provinciale, celebra questo artista con la mostra “Carlo Crivelli | Le relazioni meravigliose” fino al 12 febbraio 2023. E lo fa raccogliendo punti di vista che rimettono nuovamente in gioco il ruolo che Crivelli ha assunto nello sviluppo dell’arte figurativa italiana.
 
Quella della mostra è un’occasione da non perdere per riscoprire un intero territorio. La Marca Maceratese – che ha da poco rinnovato il suo portale turistico – comprende gioielli culturali e naturalistici (ed eccellenze enogastronomiche) che dalla costa risalgono fino alle cime dei Monti Sibillini. Il terremoto del 2016 – che ha colpito duramente tutto l’Appennino a cavallo tra Marche, Lazio Abruzzo e Umbria – ha lasciato il segno tra gli antichi edifici, ma sono tante le storie esemplari di rinascita e resilienza che popolano queste strade. Insomma, quale sia il percorso che si sceglie di seguire e il mezzo utilizzato, quella che nascerà tra il vostro viaggio e le Marche sarà una relazione meravigliosa.
 
L'itinerario crivellesco nella Marca Maceratese proposto dalla mostra "Carlo Crivelli | Le relazioni meravigliose"
 
VENERATO DAGLI ANTIQUARI
E altrettanto meraviglioso dev’essere stato il rapporto che in vita Carlo Crivelli intrecciò con questi luoghi. Sì perché il maestro, nato nella Serenissima e cresciuto artisticamente nella bottega dello Squarcione – frequentata da Donatello e Filippo Lippi – approdò intorno al 1468 (circa trentenne) nelle terre marchigiane, che lo accolsero e adottarono fino alla morte, avvenuta nel 1495. Poco importa che a spingerlo verso questi lidi fu una pesante condanna giudiziaria che lo aveva inevitabilmente allontanato da Venezia: Crivelli nelle Marche trovò modo di esprimere il proprio talento influenzando anche diversi artisti locali.
 
Naturale quindi che Ascoli Piceno, Macerata e altre località regionali raccolgano importanti testimonianze del suo passaggio. Tuttavia, è la National Gallery di Londra a mantenere saldo il proprio primato per quantità e qualità delle opere crivellesche custodite. E, con il senno di poi, la cosa non sorprende: i critici parlano del pittore veneziano come di un anticipatore di elementi molto cari ai preraffaeliti di epoca vittoriana. La raffinatezza delle forme si accompagna ad alcuni simboli evocativi: ne consegue uno stile che – contestualizzato nel suo tempo – lo rende estremamente riconoscibile.
 
I preraffaeliti si presentano con fierezza nell’Ottocento tra i più prestigiosi sostenitori di una riscoperta del Crivelli, che però aveva già riscosso un certo successo nel mondo dell’antiquariato. Come racconta lo storico dell’arte Claudio Strinati, “lo smembramento dei suoi polittici” composti da numerosi pannelli e bretelle “aveva già stimolato per secoli vendite di pezzi ricavati da complessi più ampi disassemblati”.


Carlo Crivelli, Madonna con il Bambino, opera prestata dall'Accademia Carrara di Bergamo, foto di Adicorbetta

CRIVELLI SU TELA? UNA SCOPERTA INASPETTATA
La prima monografica che le Marche dedicano a Carlo Crivelli è una mostra celebrativa, che onora l’unione tra l’autore e il territorio che l’ha reso grande. Il pretesto per questa festa di scene sacre e misteriosi oggetti simbolici nasce inoltre da un’importante scoperta. Durante un consistente restauro che ne ha recuperato la leggibilità, si sono raccolte prove inequivocabili che la “Madonna con il Bambino” delle collezioni civiche maceratesi di Palazzo Buonaccorsi è ad oggi l’unica opera crivellesca dipinta direttamente su tela. Non è stata mai trasportata da una tavola – com’era stato precedentemente affermato – e questo è un dettaglio non indifferente: l’uso della tela sul finire del Quattrocento era ancora poco comune. Non solo: si è anche confermato che il soggetto faceva parte inequivocabilmente di un grande polittico d’altare.
 
Posta immediatamente al centro dell’attenzione di ricercatori e storici, la rinascita formale e sostanziale della cosiddetta “Madonna Buonaccorsi” è stata allora il punto di partenza su cui costruire un’esposizione di ampio respiro: alle sette opere che impreziosiscono il percorso espositivo principale – quello di Palazzo Buonaccorsi – fanno eco musei, chiese e teatri disseminati nel territorio provinciale che espongono quadri di Carlo Crivelli, del fratello Vittore, di alcuni allievi ed epigoni, andando a comporre un quadro completo del fermento figurativo degli anni della cosiddetta “civiltà del polittico” in questo lembo di terra.
 
Esclusa Corridonia, alle porte di Macerata, questi itinerari crivelleschi si distribuiscono tra sette Comuni divisi in due macro aree: quella che sale verso Camerino, passando per San Severino Marche, Serrapetrona e Belforte del Chienti, e quella ai piedi dei Monti Sibillini con le esposizioni di San Ginesio, Sarnano e Monte San Martino.
 
E allora – conclusa la prima tappa nel centro di Macerata – quella di “Carlo Crivelli | Le relazioni meravigliose” sarà un’occasione d’oro per esplorare alcuni borghi sparsi tra quei dolci colli che sempre cari furono anche a Giacomo Leopardi.

Carlo Crivelli, Madonna con il Bambino, conservata nei Musei Civici di Palazzo Buonaccorsi di Macerata

PRIMA TAPPA A PALAZZO BUONACCORSI
Macerata – oltre alla già citata “Madonna Buonaccorsi” fulcro dell’esposizione – sono state raccolte altre sei opere prestate da prestigiose collezioni italiane: cinque dipinti autografi di Carlo Crivelli e una tavola del fratello Vittore.
 
Il percorso si apre proprio con quel “San Sebastiano e devoti” di Vittore Crivelli che la Soprintendenza marchigiana riporterà a fine mostra nel Comune di Montegiorgio in provincia di Fermo. A seguire, proviene dal Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo un “Cristo Benedicente” posizionato a pochi metri da un “San Francesco raccoglie il sangue di Cristo” prestato dal milanese Museo Poldi Pezzoli. Dall’Accademia Carrara di Bergamo giunge una “Madonna con il Bambino”; è invece dedicato al tema della Pietà un dipinto proveniente dai Musei Vaticani. Arriva dalla vicina Pinacoteca Parrocchiale di Corridonia la splendida “Madonna del latte”.
 
All’inesauribile bellezza dei quadri esposti risponde fermamente anche l’armoniosa architettura di Palazzo Buonaccorsi, sede della mostra. Nel 1697, l’omonima famiglia diede a Giovan Battista Contini – noto allievo del Bernini – l’incarico di edificare una fastosa residenza che sarebbe diventata punto di riferimento per l’intera casata nobiliare dei Buonaccorsi. Lo stile degli interni presenta elementi barocchi a cui si aggiungono forme del rococò.
 
Carlo Crivelli, Pietà (Cristo morto compianto), opera prestata dai Musei Vaticani, foto Adicorbetta
 
TRA LE ACQUE E LE STELLE, MACERATA
Terminata la visita ai Musei Civici, la sobria bellezza di Macerata tutt’intorno a Palazzo Buonaccorsi ci riporta rapidamente al mondo reale.
 
Prima di tuffarsi nell’Adriatico, le profonde vallate dei fiumi Potenza e Chienti delimitano la ripida altura su cui sorge la città, fedele allo Stato Pontificio fin dal Medioevo e florido centro politico e commerciale del Rinascimento. Le piazze maceratesi sono popolate dai tanti universitari che vivono in città e si ritrovano tra i bar e i ristoranti del centro storico, all’ombra di preziose chiese. Tra queste la Basilica della Misericordia partecipa all’itinerario crivellesco con un capolavoro di Antonio Solario e una Pietà di Vittore Crivelli.
 
Da qui bastano pochi minuti a piedi per confermare con i nostri occhi che il celebre teatro all’aperto dello Sferisterio merita decisamente la sua fama. Dopo la tragedia delle guerre napoleoniche, la nuova borghesia locale – desiderosa di dotarsi di un luogo rappresentativo di richiamo – fece costruire questo grande spazio semicircolare all’aperto: le neoclassiche arcate del teatro accolgono ogni estate festival musicali ed eventi di calibro internazionale. Una visita alla città non è veramente completa senza uno spettacolo serale tra le cinquantasei colonne dello Sferisterio, magari dopo un piatto di vincisgrassi alla maceratese in una trattoria tipica.
 
Storiche fonti d’acqua zampillano tutt’intorno al centro storico ma, per chi fosse curioso e appassionato di astronomia, a Macerata c’è anche molto da scoprire mettendo il naso all’insù. La Biblioteca Mozzi Borgetti custodisce infatti una copia dell’“Astronomicum Caesareum” del tedesco Peter Apian, una preziosa creazione editoriale, elaborata e colorata a mano nel corso di otto anni e oggi riferimento per comprendere la conoscenza astronomica dei nostri antenati cinquecenteschi.
 
Panorama su Macerata, foto Comune di Macerata

SAN SEVERINO MARCHE, SERRAPETRONA E BELFORTE DEL CHIENTI
Alla ricerca di nuove meraviglie del passato nel segno di Carlo Crivelli e della sua epoca, istinto e fama ci guidano verso i vicoli di San Severino Marche. Non solo per scoprire le opere conservate tra la Pinacoteca Civica e il Museo dell’Arte Recuperata (eseguite dal fratello Vittore e da altri artisti coevi) ma anche per la storia, i teatri e le antiche tradizioni che qui convivono in armonia.
 
Difficile trovare tanta ricchezza culturale condensata in un abitato così raccolto. Una piazza centrale dalle piacevoli simmetrie ellittiche, simbolo del potere comunale; una concattedrale più recente in dialogo con il primo Duomo, che sorveglia l’abitato dalla cima di un colle: San Severino Marche è archetipo di un’immagine collettiva del centro Italia.
 
La tradizione figurativa cara a Crivelli si rivela poi a San Francesco a Serrapetrona e a Sant’Eustachio a Belforte del Chienti. Entrambe le chiese conservano due maestosi polittici, rispettivamente di Lorenzo d’Alessandro e di Giovanni Boccati. Un affascinante paesaggio di vigne caratterizza questa parte dell’itinerario, non lontano da dove le acque del fiume Chienti bagnano le azzurre sponde del Lago di Caccamo. Appartenenti alla Docg Vernaccia di Serrapetrona – piccola denominazione d’eccellenza – da queste uve si producono vini rossi spumanti seguendo una particolare tecnica a tre fermentazioni.
 

La Pinacoteca Civica Tacchi Venturi di San Severino Marche, foto Comune di San Severino Marche
 
Appassimento dell'uva per la preparazione del Vernaccia Serrapetrona Docg, foto Comune di Serrapetrona
 
CAMERINO: UN TUFFO NEL PASSATO
Quell’atmosfera universitaria che avevamo assaporato a Macerata torna a farsi sentire a Camerino, dove Crivelli aveva dipinto grandi polittico che – tristemente complice il mercato dell’arte – sono stati smembrati nei secoli tra Milano, Francoforte e Zurigo. A Camerino si aggiungono all’itinerario crivellesco i tesori ospitati nel polo museale Venanzina Pennesi. Sono esposte alcune composizioni lignee quattrocentesche e quadri coevi ai tempi del Crivelli, tra cui una “Annunciazione” di Giovanni Angelo d’Antonio. Non solo: tra queste sale si svela un imperdibile busto in bronzo berniniano, appartenente a un’epoca decisamente posteriore al Quattrocento.
 
Bandiera Arancione del Touring Club Italiano, Camerino è un piccolo paese che accoglie un prestigioso Ateneo fin dal 1336. Nonostante i danni del recente terremoto, siamo sicuri che potrete apprezzare scorci e specialità: come il ciauscolo Igp, salume identitario per una regione intera, o il torrone artigianale, che raggiunge da queste parti una qualità con pochi precedenti. Basti pensare che a Sarnano, che impareremo a scoprire nei prossimi paragrafi, dal torrone si ricava persino una torta crostata ottima da accompagnare con un sorso di anisetta. Ma ora è tempo di viaggiare verso “il balcone dei Sibillini”, quella San Ginesio che a 690 metri d’altitudine torreggia sulla Marca Maceratese.
 

Veduta dalla Rocca dei Borgia a Camerino, foto di Roberto Conti

SAN GINESIO, SARNANO E MONTE SAN MARTINO
Dal mare agli Appennini: dalla cima del Colle Ascarano di San Ginesio – borgo Bandiera Arancione – la vista spazia magnificamente sulla regione marchigiana. La collegiata – con la sua facciata capolavoro del tardo-gotico – è stata gravemente danneggiata dal sisma del 2016. Cambiano i luoghi ma non smette mai di stupire il filone narrativo quattrocentesco offerto dalla provincia di Macerata. In questo senso, il percorso crivellesco presentato a San Ginesio – che include una Madonna della Misericordia di Pietro Alamanno – vale una deviazione, almeno quanto merita una pausa specialmente dedicata il Polentone di San Ginesio.
 
Da queste parti gli amanti dell’outdoor trovano sentieri per mettersi alla prova. Nei dintorni di Sarnano ad esempio – un'altra Bandiera Arancione incastonata tra boschi ricchi di funghi e tartufi – pratiche di turismo lento permettono di assaporare il momento con grande spiritualità. Mountain bike, e-bike, hiking (splendida la “Via delle cascate perdute”) e persino piste da sci quando l’inverno è clemente (e quindi freddo a sufficienza). Ma Sarnano è anche cultura, come conferma il Polo Museale che si ricollega ai temi avanzati dalla mostra maceratese, con la “Madonna Adorante il Bambino con angeli musicanti”, capolavoro del fratello di Carlo, Vittore Crivelli.
 
Le coltivazioni di mela rosa dei Monti Sibillini tingono il paesaggio di nuovi colori e, superata la bellezza nascosta del Lago di San Ruffino, si staglia su un’altura il borgo di Monte San Martino. Nella chiesa dedicata al santo omonimo si aggiungono al nostro mosaico crivellesco altri tasselli importanti. Incontriamo qui nuovamente la mano di Vittore Crivelli, con tre meravigliosi polittici. Quello intitolato “Madonna con Bambino e Santi” risulta di particolare interesse perché alcuni esponenti della critica affermano che Carlo stesso potrebbe aver partecipato insieme al fratello alla sua composizione.
 
Il borgo di Sarnano, Bandiera Arancione TCI, foto Comune di Sarnano
 
CORRIDONIA E LA VALLE DEL CHIENTI
E tornando verso il capoluogo di provincia, resta anche il tempo di fare del buon shopping made in Italy tra gli outlet distribuiti lungo le rive del fiume Chienti. Domina la vallata il paese di Corridonia, ultima tappa del percorso.
 
Nel suo Museo Parrocchiale, Corridonia ha riunito diverse opere un tempo distribuite tra diverse chiese del centro storico. Normalmente la protagonista del percorso è la “Madonna del latte” di Carlo Crivelli che, come abbiamo visto, è inclusa fino a febbraio nell’esposizione di Palazzo Buonaccorsi. Restano presenti alcuni esempi prestigiosi della “civiltà del polittico” tra cui ricordiamo una composizione di Antonio e Bartolomeo Vivarini. L’ufficio culturale del Comune di Corridonia ha scelto di dedicare alla figura di Carlo Crivelli una serie di quattro incontri da oggi al termine della mostra maceratese. Quegli stessi colori accesi e quell’estrema perfezione che abbiamo imparato a riconoscere tornano in una veste ancor più sognante, in chiusura del nostro viaggio sentimentale e sensoriale nella Marca Maceratese.
 
Ricollegandosi al gioco di parole suggerito da “Carlo Crivelli | Le relazioni meravigliose”, è difficile che quella tra il viaggiatore e le Marche diventi una relazione pericolosa. Forse l’unico pericolo potrebbe essere quello di non voler tornare più a casa. E non sarebbe nemmeno una cattiva idea.
 
Carlo Crivelli, Madonna del latte (dettaglio), prestata a Palazzo Buonaccorsi dalla Pinacoteca Parrocchiale di Corridonia
 
INFORMAZIONI
Carlo Crivelli | Le relazioni meravigliose; a cura di Francesca Coltrinari e Giuliana Pascucci
Macerata, Musei Civici di Palazzo Buonaccorsi e Regione Marche, fino al 12 febbraio 2023
tel. 0733256361; info@maceratamusei.itwww.musei.macerata.it
Orari di apertura della sezione presso i Musei Civici di Palazzo Buonaccorsi: dal martedì alla domenica, dalle 10.00 alle 13.00 / dalle 14.30 alle 18.30; giorni straordinari di apertura: 31 ottobre, 26 dicembre, 2 gennaio, 9 gennaio; giorni di chiusura: 25 dicembre, 1 gennaio. Biglietto ridotto per i Soci TCI
L’esposizione è un progetto Regione Marche, Comune di Macerata e Macerata Musei, in collaborazione con Università degli Studi Macerata e Fondazione Carima. Con il patrocinio del Ministero della Cultura; main sponsor Banca Generali Private.
 
- Per maggiori informazioni turistiche legate alla provincia di Macerata consigliamo di visitare il sito ufficiale del turismo nella Marca Maceratese.
- Per conoscere in dettaglio gli eventi previsti dal Comune di Corridonia consigliamo di contattare l’ufficio culturale.

Itinerario crivellesco in provincia di Macerata (per maggiori informazioni e orari questo è il link dedicato):
Basilica della Misericordia, Macerata
Pinacoteca Civica P. Tacchi Venturi e MAREC – Museo dell’Arte recuperata, San Severino Marche
Chiesa di San Francesco, Serrapetrona
Chiesa di Sant’Eustachio, Belforte del Chienti
Palazzina Venanzina Pennesi, Camerino
Auditorium Sant’Agostino e Loggiato dei Lumi, San Ginesio
Polo Museale, Sarnano
Chiesa di San Martino Vescovo, Monte San Martino
Museo Parrocchiale, Corridonia
 
MONDO TOURING
- Per conoscere le attrattive culturali e naturalistiche dei comuni Bandiera Arancione citati nell'itinerario, si possono consultare gli approfondimenti sul sito Banidere Arancioni: CamerinoSan Ginesio e Sarnano.
- Per vivere al meglio il territorio raccontato, si consigliano la Guida Verde Marche (2022) e la Guida Verde Macerata (2012) da acquistare nei Punti Touring o nel nostro store online. Tra gli altri prodotti disponibili, si suggeriscono anche la Carta stradale e turistica di Umbria e Marche e la guida Borghi da Vivere (2022) dedicata alle Bandiere Arancioni TCI.