Scopri il mondo Touring

Pedalando su una e-bike: ecco la nostra esperienza

Alto Adige in bicicletta: in val Pusteria, da Brunico a Bressanone

di 
Renato Scialpi
16 Luglio 2018
Alzi la mano chi, sfrecciando in bici ogni giorno tra le auto incolonnate della propria città, non ha avuto la tentazione di usare le due ruote anche per godersi i momenti di vacanza. Ecco perciò che queste due puntate dedicate alle ciclabili dell’Alto Adige, con punto di riferimento Bressanone, sono un modo per raccogliere la sfida. La formula è: «Riusciranno i nostri inviati, che pedalano tra casa e lavoro con il bike-sharing, a entrare nel mondo della vacanza in bici?». Pedalate con noi!

- Prima parte: attorno a Bressanone in bicicletta, tra Novacella, Vipiteno e Fortezza
- Seconda parte: in bicicletta in val Pusteria
 
 
Vi abbiamo raccontato le prime tappe in bicicletta, attorno a Bressanone. Il giorno successivo, in Pusteria, la trasformazione in cicloturisti è avvenuta. Certo i polpacci dopo una quarantina di chilometri si lamentano. Un po’ meno la schiena grazie alle pause per scattare le foto. Ma l’effetto-tuffo nel paesaggio c’è tutto. Succede come d’inverno, quando il passo ritmato dello sci da fondo cambia il rapporto con le distanze. Per un ciclista urbano è impagabile pedalare in spazi ampi come quelli che offre la valle della Rienza, tra i campi a scacchiera e le fattorie. E in pieno relax, su un tracciato privo di rischi, senza la tensione del dover evitare la manovra inattesa di un furgone o il cliente del taxi che spalanca lo sportello all’improvviso.
 
Vigneti alle porte di Bressanone © Lorenzo De Simone
 
DA BRESSANONE A BRUNICO
Il tempo incerto ci spinge a prendere il treno, con cambio di convoglio a Fortezza (dove gli ascensori della stazione sono ancora in costruzione!): all’arrivo a Brunico ci aspetta Michaela Zingerle, di Bike Hotels Alto Adige, che ci pilota attraverso la via Centrale, asse cardinale del centro riservato a pedoni e ciclisti, su fino ai piedi del Castello – oggi sede di uno dei sei Messner Mountain Museum – per cogliere il panorama su Plan de Corones e l’imbocco della valle Aurina.
 
L’occasione per un ripasso delle buone norme per salire in pedalata assistita, scegliendo il giusto rapporto con le levette sul manubrio destro. Scendiamo poi a tagliare la città per raggiungere, tra i campi di granoturco, la frazione di Teodone e la residenza Mair am Hof, casa nobiliare di fine Seicento oggi divenuta il perno del Museo degli usi e costumi che, raro in Italia, raccoglie nel parco edifici rurali d’epoca originali, qui rimontati con grande cura.

Imbarco sul treno della Pusteria © Lorenzo De Simone

L’ASTA DEL BESTIAME A SAN LORENZO DI SEBATO
Una parentesi dedicata alla vita contadina che prosegue, tornando lungo la ciclabile verso Brunico e la (lontana 38 chilometri) Bressanone. Già perché, dopo un po’ di pedalare sull’argine della Rienza, arriviamo a San Lorenzo di Sebato mentre è in corso il mercato mensile del bestiame. All’ingresso del palazzetto, dove troneggia il banchetto del venditore di campanacci per mucche, nessuno si stupisce per la nostra tenuta sportiva.
 
La sala delle aste, nonostante il banditore dotato di radiomicrofono e il tabellone elettronico delle quotazioni, dà la misura di quanto radicata nel territorio resti la tradizione agricola. Lo spettacolo della passerella delle vacche da latte (una mucca da 30 chili di latte al giorno spunta oltre 2.500 euro) è indimenticabile almeno quanto la galleria di facce di commercianti e contadini, scolpite spesso più dalla vita all’aperto in montagna che dall’età. Per chi volesse ripetere l’esperienza le prossime aste sono in programma il 2 agosto e il 13 settembre.
 
L'asta del bestiame di San Lorenzo di Sebato © Lorenzo De Simone
 
TRA SEBATUM E CASTEL BADIA
La pausa country, seguita da uno spuntino a base di canederli a pochi passi dalla copia del miliario romano di Sebatum (così si chiamava San Lorenzo), non ci evita lo scroscio di pioggia di metà giornata. Ripariamo al volo in stazione, per scoprire uno scaffale di book crossing nella sala d’aspetto sulla banchina. Le nuvole sembrano non volersi aprire verso la bassa Pusteria.
 
Seguiamo il suggerimento dell’app e sfruttiamo la pedalata assistita per raggiungere, sul lato opposto della valle, il dosso con la rocca di Castel Badia, per secoli potente abbazia benedettina femminile, circondata da un nucleo di case storiche. I prati già tagliati, le mucche che pascolano e le chiazze azzurre di nontiscordardime ai piedi delle mura contrastano con la memoria dei feroci scontri che contrapposero la badessa al principe-vescovo di Bressanone.

Il castello di Casteldarne © Lorenzo De Simone
 
FINO ALLA CHIUSA DI RIO PUSTERIA
Il tempo sembra virare verso il sole e torniamo a pedalare verso Bressanone, in compagnia di un gruppo di ragazzi di Brunico. Michaela ci saluta, torna in ufficio, ovviamente in bici. I liceali sono in viaggio d’istruzione a pedali: la meta è San Sigismondo, frazione di Chienes, dove l’insegnante di arte alla testa del plotone ha in programma una lezione sul quattrocentesco altare a portelle della parrocchiale, tra i più antichi e più integri del Tirolo. Noi proseguiamo attraverso la scacchiera di coltivazioni di fondovalle dell’area di Vandoies, ogni tanto condividendo la ciclabile coi trattori dei contadini, in un’atmosfera tranquilla: i grandi pannelli isolanti non saranno belli da vedere, ma tengono davvero lontano il rumore del traffico sulla statale.

La fatica? Si sente poco. Sarà che viaggiamo, almeno come altimetria complessiva, in discesa. Sarà che non abbiamo esagerato con la velocità per poter fare un po’ di foto, ma arriviamo ben prima di quanto ci aspettassimo ai ruderi della scenografica chiusa di Rio di Pusteria, la fortificazione le cui origini risalgono al XII secolo che un tempo era letteralmente la “porta della val Pusteria”. Per lungo tempo abbandonata, il rifacimento della strada e la sistemazione della ciclabile hanno riportato un po’ di decoro alle rovine; proprio il nuovo tracciato in galleria della statale 49 ha regalato nuova vita anche al paese. Non solo troviamo dappertutto indicazioni per bike hotel e bike stop, ma in piazza incontriamo pure un gruppo di famiglie austriache che ha scelto di fare una vacanza a due ruote con i più piccoli. Tra seggiolini, carrelli e cargo bike, c’è materiale per scrivere un manuale di cicloturismo per under 12.


La chiusa di Rio Pusteria © Lorenzo De Simone​

BRESSANONE IN VISTA
Il cielo minaccia rovesci, evitiamo un invitante (e consigliabile) merenda in piazza a Rio di Pusteria per affrontare l’ultimo tratto verso Bressanone. Si comincia male: la ciclabile sale e scende, è perfetta quanto ad asfalto, offre anche una magnifica pausa da Lanz – bar, ristorante, negozio di prodotti locali coi tavoli strategicamente piazzati a filo tracciato – ma resta incassata tra ferrovia e statale e non offre certo pace e tranquillità.
 
Poi però si devia tra i frutteti e i vigneti di Sciaves per affacciarsi sulla piana di Novacella e la musica è completamente differente. Gli squarci di vita rurale, tra muri di pietra e fattorie, non farebbero mai pensare di essere a pochi passi da ben altre realtà produttive: è qui il punto di partenza di molti degli yogurt e latticini che troviamo sugli scaffali dei supermercati del Norditalia.


Il bike hotel Goldene Krone di Bressanone © Lorenzo De Simone

LO RIFARESTE?
L’arrivo in hotel con più di 40 chilometri sulle spalle? Sarà il milione di soste per fare fotografie o chiacchierare con i passanti – altro optional indimenticabile del viaggiare a pedali, tutti hanno voglia di chiederti dove stai andando – ma la fatica non si fa troppo sentire. Il che non esclude una doccia calda o, meglio, una seduta nella spa con sauna. Nel lasciare le e-bike in deposito e fare la consueta verifica che tutto sia a posto, Wolfgang scocca la domanda fatidica: «Allora, vi siete divertiti? Lo rifareste?». La replica di entrambi: «Certo, l’anno prossimo si torna, così proviamo anche noi ad arrivare fino a Bolzano e Caldaro». Ma Lorenzo, la borsa coi teleobiettivi, preferirebbe trainarla in un carrello…


Noleggio bici alla stazione di Brunico © Lorenzo De Simone
 
DA SAPERE
Tutte le informazioni utili per pedalare con ogni tipo di bicicletta, dalla bici da corsa alla mountain bike, sulle ciclabili della provincia di Bolzano sono disponibili su ciclovia-altoadige.it e nella app gratuita Ciclovia Alto Adige. I Bike Hotels Alto Adige sono 36: dispongono di rimessa e attrezzature per accogliere ciclisti e cicloturisti, propongono corsi di tecnica ed escursioni con bike guide professioniste su bici sia di proprietà sia a noleggio (www.bikehotels.it).

Il network Bici Alto Adige ha 20 punti noleggio e un parco di 5mila bici, tra cui 600 a pedalata assistita (bici-altoadige.it); su altoadige.info l’elenco dei noleggiatori. Su tutti i mezzi pubblici dell’Alto Adige, treni e autobus (esclusa l’alta velocità; massimo di due bici a corriera) nonché un buon numero di funivie, è previsto il trasporto di biciclette (ticket giornaliero da 7 €). Utile, specie in alta stagione, la bikemobil Card (da 25 € al giorno) che combina la libera circolazione su treni e bus di linea con il noleggio di una bicicletta e la sua restituzione in uno qualsiasi dei punti del network Bici Alto Adige.
Il programma delle mostre e attività in cartellone al forte di Fortezza è disponibile su www.forte-fortezza.it. Le informazioni sul Il Museo provinciale degli usi e costumi dell'Alto Adige a Teodone sono sul sito www.museo-etnografico.it.

Il test della app Ciclovia Alto Adige © Lorenzo De Simone​

DORMIRE E MANGIARE
A Bressanone, Vital Hotel Goldene Krone, bike hotel quattro stelle gran comfort nel centro storico (tel. 0472. 835154; coronadoro.com), con spa panoramica; all’Alter Schlachthof spuntini e cultura in un ambiente moderno in riva all’Isarco (tel. 327.3621614; schlachthof.it). A San Lorenzo di Sebato, alle porte di Brunico, nella frazione S. Stefano, l’Hotel Winkler è un bike hotel a cinque stelle con due piscine (tel. 0474.549020; www.winklerhotels.com); spuntino di qualità in piazza a San Lorenzo alla Gasthof Traube (tel. 0474.474013; gasthoftraube.it).

GUIDE TCI
Numerose le guide Touring: la nuova Verde Pocket Alto Adige (12,90 €, soci Tci 10,32 €) e le classiche Guida Verde Trentino Alto Adige (24,90 €, soci Tci 19,92 €) e Guida Verde Dolomiti (19,50 €, soci Tci 15,60 €) acquistabili nei Punti Touring e online scontate sullo store Touring.

In salita verso il castello di Brunico © Lorenzo De Simone