Scopri il mondo Touring
  • Viaggi
  • Itinerari e weekend
  • A Cogne, in Valle D'Aosta, per vivere la Alpine Green Exerience: uno straordinario progetto ecologico e sostenibile

In montagna a emissioni zero: l'idea di un albergatore, un modello da imitare

A Cogne, in Valle D'Aosta, per vivere la Alpine Green Exerience: uno straordinario progetto ecologico e sostenibile

di 
Stefano Brambilla
7 Agosto 2020
“Ah, ma adesso che ho capito quanto avete lavorato per rendere più ecologico questo albergo ci verrò ancora più volentieri! Dovrebbero fare tutti come voi!”. Il commento spontaneo di un cliente al proprietario dell'Hotel Notre Maison è un perfetto riassunto di quanto stiamo per raccontarvi. Perché l'esperienza di questa piccola struttura a Cogne, in Valle d'Aosta, non può che far esclamare “chapeau” alla famiglia Celesia. E, soprattutto, dovrebbe servire da esempio a molti, in un mondo che spesso parla di ecologia e di sostenibilità con la stessa approssimazione che prevede l'utilizzo del ketchup sulla pizza. 
 
Ma riavvolgiamo il nastro e andiamo con ordine. Il programma prevede che lasciamo la nostra auto all'aeroporto di Torino Caselle. Il perché è presto detto: l'Hotel Notre Maison ha previsto per i suoi clienti un pacchetto che include il noleggio di una BMWi3, un confortevole automobile elettrica, per arrivare a Cogne e poi muoversi in valle. “L'abbiamo chiamata Alpine Green Experience” racconta Andrea Celesia. “Volevamo proporci come ecologici, per cui ci è venuta spontanea l'idea di iniziare a essere a emissioni zero a partire dal viaggio per arrivare in valle. È anche economico: costa meno di un transfer, si azzerano i costi del carburante e la franchigia assicurativa è bassa”. Peraltro, l'auto è davvero comoda – la si guida perfino divertendosi, pure quando si azzarda un sorpasso sui tornanti che portano alla destinazione e si rimane stupefatti dalla ripresa  performante. Arrivati a Cogne, si attacca la spina davanti all'hotel: è una mossa talmente facile da essere sorprendente – viene da chiedersi se sarà questo uno dei prossimi gesti del futuro. “Tra l'altro, l'energia con cui l'auto viene ricaricata è quella idroelettrica prodotta localmente dal gruppo CVA. Il ciclo si completa, insomma” spiega Andrea. L'unico peccato, per ora, è non poter far partire l'auto da Milano: una carica completa non reggerebbe il chilometraggio e bisognerebbe fermarsi lungo la strada per “fare il pieno”. Ma chissà che il progresso non regali presto sorprese.


La BMWi3 in carica davanti all'Eco Wellness Hotel Notre Maison a Cogne - foto Stefano Brambilla
 
Dicevamo: siamo arrivati all'hotel. Che è molto bello, già di per se. Per la posizione, all'ingresso della valle di Cogne; per il contesto, in mezzo a prati verdi dove prendere il sole; e per i vari edifici che compongono la struttura, inaugurata quarant'anni fa dai genitori di Andrea e poi a mano a mano ingrandita da lui e dalla sorella Stefania. Una gestione più che familiare, come avrete capito, così come sono di famiglia gli ospiti ricorrenti accolti con grandi sorrisi (solo perché gli abbracci non sono più di moda, ai tempi del covid). Ma c'è molto di più, all'Hotel Notre Maison, trenta camere e tre stelle (che ai nostri occhi potrebbero anche diventare dieci). “Nel 2016 fa ho fatto un azzardo” racconta Andrea. “Ero stufo di bruciare 60mila litri di gasolio all'anno per riscaldare l'hotel. Mi son detto: ma davvero il futuro è questo? Continuare a bruciare petrolio? Ai miei figli offro questa prospettiva? E mi sono messo in cerca di soluzioni alternative. Dopo varie perlustrazioni in Austria e Germania mi sono imbattuto in una ditta di Vicenza, la Espe, che mi ha convinto con una centrale di cogenerazione a biomassa”. Andrea ci fa vedere una montagna di trucioli di legno, provenienti dalla pulizia dei boschi della valle: sono loro che producono calore. 

Andrea Celesia con i trucioli per la centrale di cogenerazione a biomassa - foto Stefano Brambilla
 
Entriamo nella stanza della centrale, sul retro dell'hotel, ben mimetizzata e insonorizzata: un groviglio di tubi e di valvole in una specie di hangar ricavato nel versante della valle. Come funziona è presto detto: “Il cippato carbonizzato emette un gas e alimenta un motore in grado di produrre 50 kw all'ora di energia elettrica; l'unico scarto è una cenere perfetta per fertilizzare il terreno” spiega Andrea. Ma c'è di più: “dal raffreddamento del motore si ottengono 110 kw di energia termica”. In parole povere: tutta l'energia di cui ha bisogno l'hotel (compreso il riscaldamento invernale) proviene da questa macchina, che fornisce anche il calore per riscaldare (gratis!) il laghetto alpino all'esterno, una piacevolissima piscina aperta agli ospiti e affiancata da un centro benessere. Quando si dice prendere due piccioni con una fava. “Mi dicevano che che ci avrei messo 15 anni a rientrare dai 700mila euro di costo iniziale. Dopo 4 anni, sono già in pari”. C'è anche tutta una questione di economia circolare: il cippato proviene dalla valle, quindi acquistandolo si finanzia la comunità. Un po' come l'energia delle auto. Niente più regali alle multinazionali del greggio.
 

L'Eco Wellness Hotel Notre Maison a Cogne - foto Stefano Brambilla
 
Ci immergiamo nel laghetto dell'hotel, cui recentemente è stato aggiunto l'epiteto di “eco wellness”. Si sta benissimo, coccolati dai 35° prodotti dal cippato. E poi altrettanto bene stuzzicati dalle specialità regionali offerte dal ristorante, uno dei pochi che conosciamo dove la mezza pensione comprende un menù à la carte, non a buffet o a scelta tra due o tre piatti del giorno. Ma la proposta ecologica della famiglia Celesia non è finita qui. “In primo luogo abbiamo creato una rete di 18 hotel valdostani dove potersi muovere con l'auto elettrica” racconta Andrea dopocena. “Così si può passare qualche giorno qui a Cogne e poi, con la stessa vettura, recarsi per esempio a Courmayeur o a Gressoney trovando sempre una colonnina di ricarica disponibile. E poi, lo scorso anno abbiamo iniziato a proporre ai clienti esperienze che vadano nello stesso senso”.
 
La prima è quella che ci aspetta l'indomani. “Avete mai provato una bicicletta del genere?”. Ettore Personnettaz ci mostra due bolidi a pedalata assistita: ruote giganti, sellino telescopico, doppio ammortizzatore e chi più ne ha più ne metta. No, non siamo mai saliti su un mezzo simile, ma con i consigli di Ettore diventa tutto facile e divertente in pochi minuti. Specie quando superiamo salite che non avremmo mai affrontato quasi con la stessa facilità con cui un bambino tira un calcio a un pallone. “Ah, vedrete, Cogne è stupenda” spiega la nostra guida, istruttore e formatore, un supersportivo che d'estate va in bici e d'inverno in snowboard – non a caso, ha fondato una società che si chiama Freeride Alliance. 


I prati di Sant'Orso a Cogne, insieme a Ettore Personnettaz - foto Stefano Brambilla
 
È vero: casco in testa e computer di bordo inserito, in un attimo siamo sui prati di Sant'Orso, proprio davanti al paese, un eccezionale quanto insolito esempio di conservazione del paesaggio difficilmente rinvenibile in altri luoghi alpini (dove sarebbero spuntate da tempo case di ogni tipo). Poi ci inoltriamo in Valnontey, nel cuore del parco nazionale del Gran Paradiso, un locus amoenus da cartolina: arriviamo fino in fondo alla mulattiera senza quasi pensarci. Poi dietrofront, di nuovo verso Cogne, prendiamo una pista tra stupendi prati fioriti e ci ritroviamo all'imbocco dell'altrettanto scenografica Valleille. Infine, alle cascate di Lillaz, meta prediletta per chiunque soggiorna a Cogne. In una mezza giornata percorreremo una trentina di chilometri senza grande fatica, dosando la potenza del motore a seconda dei tratti, sotto l'attenta e precisa guida del nostro cicerone. Chiediamo a Ettore perché gli piace Cogne, lui che è di un'altra parte della regione. “Guarda, le strutture alberghiere sono tutte a conduzione familiare, ci si trova sempre bene. Poi c'è il parco nazionale, un fiore all'occhiello. E per quanto riguarda la bicicletta, si possono fare sempre bei percorsi ad anello e mai complicati: ideali per i neofiti”. 


All'imbocco della Valleille, insieme a Ettore Personnettaz - foto Stefano Brambilla
 
L'esperienza green si conclude con altri incontri. Perché Andrea ha iniziato a mettere in rete non solo gli hotel, ma anche alcuni produttori valdostani che offrono visite e degustazioni. Così riprendiamo la BMWi3 e facciamo visita a Marco Martin, produttore vitivinicolo di Introd, appena sotto Cogne, che, vi diciamo subito, meriterebbe un articolo a parte per la storia interessantissima della coltivazione della vite in montagna. “Un primo vigneto l'ho piantato a 900 metri, era di Pinot grigio, che a quel tempo non c'era in Vallée” racconta Marco sul terrazzo del suo agriturismo Lo Triolet. “E i risultati sono stati subito talmente buoni che mi sono convinto a mollare il lavoro di tecnico in Regione!”. Mentre sorseggiamo l'eccellente Pinot, quello che ha avuto più volte i Tre bicchieri in Italia, con Marco parliamo dei rischi del gelo primaverile, della difficile maturazione dei grappoli se l'estate non è calda, della bontà del terreno di origine glaciale, delle differenze tra un versante e l'altro della Valle d'Aosta, uno più freddo e uno più soleggiato. “È proprio un'agricoltura sperimentale” sorride “d'altronde, il terreno è tanto in pendenza che spesso effettuiamo la vendemmia con le slitte!”. Marco propone degustazioni, complete di taglieri e cene, in alcune belle stanze ricavate nelle stalle di una vecchia casa ristrutturata. Un modo ideale per conoscere un importante tassello delle tipicità valdostana.

Marco Martin nella sala degustazione a Lo Triolet, Introd - foto Stefano Brambilla
 
E a proposito di tipicità, l'ultima esperienza è di quelle che ricorderemo a lungo. Perché l'incontro in Valsavarenche – un'altra valle del parco nazionale, parallela a quella di Cogne – con Emilia Berthod detta Emy è talmente peculiare da risultare straordinario. Emy coltiva piante di montagna lungo il corso del torrente, vicino a casa, nella minuscola frazione di Bois De Clin; e tra queste il genepy, con cui si prepara il più famoso tra i distillati valdostani. Ora, il genepy è una pianta che cresce solitamente tra i 2000 e i 2500 metri; la casa di Emilia è a 1400 metri. “Nessuno ci credeva, quando ho cominciato. Tanto meno mio padre. D'altronde sono una valdostana atipica: invio pure i turisti a casa mia!”.


A passeggio verso i campi di genepy di Emilia Berthod, in Valsavarenche - foto Stefano Brambilla​

Emilia ha letto un trafiletto in cui si diceva che l'Assessorato all'agricoltura regionale cercava volontari per una sperimentazione di coltivazione a bassa quota e lì ha deciso di provare. “Non che avessi alcuna preparazione in materia. È come se il genepy mi avesse chiamato” sorride. Da allora, passa tutto il tempo che le consente il lavoro da dipendente pubblica (e le mille altre passioni e incarichi che scopriamo a mano a mano) nei piccoli campi lungo il fiume, dove oltre al genepy troviamo achillea, arnica, cumino dei prati, iperico, levistico, sedano di montagna e mille altre piante di cui Emilia conosce virtù, proprietà, miracoli. “Con il genepy facciamo fare anche meringhe e biscotti. E poi qualche anno fa mi sono messa a produrre il distillato vero e proprio: venite, ve lo faccio assaggiare”. Ci porta a casa sua, una di quelle case antiche, tutte di legno, stracolme di oggetti, e ci serve due varietà ottenute con procedimenti diversi, entrambe profumate, aromatiche, buonissime. Difficile scegliere. Emilia, quale preferisci? “Ah non saprei, io sono astemia”. 


Emilia Berthod con la figlia Ambra tra le sue coltivazioni di piante di montagna - foto Stefano Brambilla
 
Mentre torniamo a Torino con la BMWi3 non possiamo fare a meno di pensare quanto il nostro turismo abbia bisogno di più esperienze come questa. Dove alla bellezza dei luoghi si aggiunge un tocco di futuro. E di speranza per il mondo che verrà.

INFORMAZIONI
- Il sito dell'Eco Wellness Hotel Notre Maison, a Cogne, è www.notremaison.it
- Per tutte le informazioni sul progetto Alpine Green Experiencewww.greenvalleedaoste.com. Qui si possono trovare le modalità del noleggio auto, gli hotel valdostani partecipanti al progetto, le esperienze di produttori e degustazioni.
- Guida MTB in Valle d'Aosta: Ettore Personnettaz, Freeride Alliance; tel. 347.8203037, www.freeridealliance.com.
- Noleggio bici a Cogne: Sbill Bikes, tel. 371.3646950; sbillbikes@gmail.com
- Azienda vitivinicola e agriturismo Lo Triolet, Introd: www.lotriolet.it
- Piante di montagna Da Emy, Bois de Clin, Valsavarenche: tel. 347.3716812, daemygenepy@tiscali.it