Chi dice sfogliatella pensa subito a Napoli. Eppure esiste anche una sfogliatella abruzzese, degna concorrente di quella partenopea, da cui differisce però nell'aspetto esteriore e nel contenuto interiore. Di forma ovoidale, un po' schiacciata, più grande di quella napoletana, ripiena con marmellata d'uva e di amarena, con mosto cotto, noci e cacao: è la sfogliatella di Lama, una delizia di pasta sfoglia che s'è imposta come la specialità più tipica di Lama dei Peligni da quando, all'inizio del XX secolo, si stabilì in paese una signora abruzzese, la baronessa Annina Tabassi.

In una sua breve permanenza a Napoli aveva avuto dalla suocera la ricetta originale della sfogliatella napoletana. Che però pensò bene di adattare ai suoi gusti, rendendo la sfoglia più morbida e farcendola con marmellata d'uva (ragnata) e di amarena, mosto cotto e noci. Un ricetta dalla lavorazione complessa, che doveva restare segreta, ma che a partire dagli anni 60 il cuoco della famiglia Tabassi rese di dominio pubblico, sino a farne un fenomeno sempre più apprezzato, in paese e al di fuori, sino a farne un gioiello della produzione dolciaria abruzzese (per assaggiarla a Lama, si può andare al laboratorio dolciario I segreti di Donna Anna). La sfogliatella non è però l'unico dolce che si prepara a Lama. C'è anche la cicerchiata, palline di farina e uova piccole come ceci, da friggere e poi impastare nel miele caldo. E c'è il fiadone, un ciambellone ripieno di formaggio di pecora o di capra, uova, zucchero, pepe e noce moscata.

Ma prima di arrivare al dolce? Lama dei Peligni porta in tavola numerose ricette e specialità locali. I primi vanno dalle sagne a tacconi da condire con salsa al pomodoro o ragù, al brodo di carne in cui vanno aggiunti con pallottine di carne macinata e pizza rustica tagliata a cubetti, dalle pallotte cacio e uova fritte nell'olio e poi cotte nel sugo alla semplice “pizza scima” oppure alla “pizza e foije” farcita con verdure selvatiche oppure con broccoletti, cavolo cappuccio o coste di bietole. E per secondo? La specialità locale si chiama turcinielle, ovvero interiora di agnello o capretto da latte farcite con fegato, pancetta di maiale e uova bollite. Infine, da segnalare l'importanza che da qualche anno ha assunto in zona il tartufo, sempre più ricercato e apprezzato nelle sue diverse varietà (un riferimento per degustarli e acquistarli a Lama è l'azienda Elite Tartufi).

Testo: Roberto Copello - Foto: pagine Facebook "I Segreti di Donna Anna" e "Elite Tartufi"

PUÒ INTERESSARTI ANCHE:
Che cosa vedere a Lama dei Peligni
Lama dei Peligni il paese dei camosci
Lama dei Peligni: perchè Bandiera arancione