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Viaggi da fermo

di 
Tino Mantarro
21 Ottobre 2009

Quando le ferie estive sono lontane e le prossime distanti anche solo dall’essere mentalizzate si può decidere di partire senza muoversi da terra. Come? Semplice: leggendo un libro di viaggio. Se non avete preferenze particolari ma volete piluccare storie da ogni parte del mondo allora in America hanno quello che fa per voi. Si chiama Best travel writing 2009 ed è un volume a cura di James O’Reilly, Larry Habegger e Sean O’Reilly.



Raccoglie una trentina di articoli di viaggio più o meno lunghi dai quattro angoli del pianeta. Per lo più si tratta di testi estratti da libri pubblicati l’anno precedente, oppure usciti su portale dedicati al viaggio o giornali non di settore. Una lettura da tenere sul comodino quando si ha voglia di evadere almeno per un quarto d'ora.



Ma il "best of" è una tradizione molto americana, non per nulla patria del Reader’s digest. Così, oltre al “Best travel writing”, nelle librerie americane (ma anche nelle librerie italiane specializzate in editoria straniera) trovate anche il Best American Travel Writing, pubblicato da Houghton Mifflin. La prima edizione di questa serie è del 2000, ma l’idea delle Best American series è iniziata addirittura nel 1915, con la raccolta di racconti brevi Best American short stories. La logica in questo caso è diversa. Ogni anno viene scelto un curatore tra i più affermati scrittori di viaggio che seleziona a suo piacimento tra gli articoli e le storie uscite l’anno precedente sulle riviste specializzate e i quotidiani editi negli Stati Uniti, in Canada, in Messico e, incredibilmente, anche in Groenlandia. Il primo fu Bill Bryson, l’ultimo il cuoco scrittore Anthony Bourdain. La selezione è ferrea e non scientifica, alla prima selezione accendono circa 300 storie che poi vengono ridotte a una ventina senza limiti geografici o necessità di soppesare il peso editoriale delle testate: l'invitato del New York Times vale come il cronista del Kansas's City Star, quel che conta è la storia e come viene raccontata. Tanto che lo scorso anno, per la prima volta, sono state considerate anche le storie uscite solo sul web. L’edizione 2009 è appena uscita, affidata alla selezione di Simon Winchester, critico gastronomico e non solo del Washington Post. Se avete voglia di partire con la mente non rimane che andare in libreria.


Info: Best travel writing, edito da Travelers' tales, 16,95 $, pagine 352.

Best american travel writing, edito da Hougthon Muffin, 14 $, pagine 384.