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Verrès, con l'accento sulla 'e'

di 
Piero Carlesi
19 Ottobre 2009

Ieri, percorrendo l'autostrada della Valle d'Aosta, ho visto che l'indicazione autostradale in verde del casello di uscita per il paese di Verres riportava il nome accentato: “Verrès”. Chissà quanto volte sono passato e non ci ha fatto caso. Certo è che scrivere il nome di un centro abitato con l'accento non è una regola. Anzi. Solitamente i nomi delle città, in italiano non si accentano mai (salvo i nomi tronchi, quando l'accento cade sull'ultima sillaba come Santhià, Cavaglià ecc.).


Ma Verrès è un caso particolare e io stesso ho sentito più volte i miei interlocutori che ponevano l'accento nel modo più casuale per pronunciare tale nome. Più volte infatti ho sentito pronunciare il nome alla francese (”verr”) o in altro modo (“vérres”), con l'accento sulla prima “e”. Evidentemente i valdostani si sono stufati e hanno così voluto indicare anche in autostrada il nome con l'accento al posto giusto. Ora non si può più sbagliare!


Il problema di accentare i nomi di luogo il Touring infatti se lo è posto fin dai primi anni della sua costituzione. Occorreva far conoscere l'Italia agli italiani e il Tci con Luigi Vittorio Bertarelli affrontò l'opera colossale delle Guide Rosse e delle carte stradali, allora al 250.000. E in quella occasione decise di accentare tutti i nomi sulle carte. Per insegnare agli italiani come si pronunciavano città e paesi. Anche Napoli figurava allora con l'accento sulla “a”, così in caso qualcuno potesse avere il dubbio di far cadere l'accento sulla “o” si sarebbe dovuto subito ricredere. Idem per Genova, per Modena ecc. In pratica si accentarono tutti i nomi il cui accento non cadeva sulla penultima sillaba (l'accento piano). Quindi Milano e Torino, per esempio, non andavano accentate perché sono parole piane. Tutti gli altri nomi richiedevano l'accento.


Oggi molte cose sono cambiate. Tutti sanno come si pronunciano i nomi delle nostre città e dei nostri paesi... anche se talvolta assistiamo ancora, alla radio e alla televisione a obbrobriose storpiature. E non a caso la Carta d'Italia al 200.000 del Tci, continua, e secondo me giustamente, a riportare i nomi geografici con l'accento. Un ottimo vademecum per non sbagliare, perché qualche dubbio su certo nomi viene sempre...