Scopri il mondo Touring

Una data che non si dimentica

di 
Barbara Gallucci
26 Agosto 2009

Tutti si ricordano dov’erano l’11 settembre 2001. Una data che ha cambiato il volto di una città e del mondo intero. Eppure di 11 settembre ce ne sono stati molti altri e, spesso, hanno stravolto la storia. L’artista Stefano Cagol nato, guarda caso, l’11 settembre 1969, ha deciso di puntare proprio su questo giorno, così decisivo nel corso dei secoli, per la sua installazione che, dal 9 settembre all’11 ottobre, coinvolgerà tre musei: il Mart di Rovereto, la Kunstraum di Innsbruck e lo ZKM di Karlsruhe.


 


Negli spazi del Mart, l’opera consisterà in un display led con scritte scorrevoli collocato all’ingresso del museo. Luogo ideale per dialogare con chiunque sia di passaggio nell’istituzione trentina. Sul display tutti gli 11 settembre della storia troveranno il loro spazio, siano essi di grande o piccola portata. L’idea è proprio quella di raccontare al pubblico che non esiste solo il famigerato Nine Eleven, ma anche altri eventi più o meno drammatici. Dall’inizio dell’assedio di Vilnius del 1390 alla scoperta dell’isola di Manhattan da parte di Henry Hudson nel 1609, dall’annessione francese del Piemonte del 1802 alla nascita dello scrittore D. H. Lawrence nel 1885. E ancora il tragico colpo di Stato in Cile con la conseguente morte del presidente eletto Salvador Allende nel 1973 fino al recente test russo che, nel 2007, ha fatto nascere la più potente bomba mai costruita. Ma l’elenco non si esaurisce ed è in continua evoluzione anche grazie alla sinergia con l’enciclopedia libera Wikipedia e il sito www.11settembre.org.


 

Ma la curiosa installazione di Cagol non viaggia da sola al Mart. Dal 19 settembre al 10 gennaio 2010 è da non perdere la mostra Capolavori della modernità - Opere dalla collezione del Kunstmuseum Winterthur. Oltre 240 lavori straordinari del museo svizzero colonizzeranno le sale in un crescendo estetico impressionante. Monet, Pissarro, Rodin, van Gogh, Sisley, Cézanne, Picasso, Magritte, Mondrian... L’elenco è lunghissimo e davvero affascinante per una collezione che nasce alla fine dell’Ottocento grazie all’intuito della Società delle Belle arti della città. 


Nello stesso periodo, nella stessa Rovereto, alla Casa d’arte futurista Depero, si inaugura anche la curiosa mostra dal titolo Il cane a sei zampe a cura di Eni in collaborazione con l’iperattivo Mart. L’idea è quella di raccontare la storia, l’evoluzione e i significati di uno dei loghi più celebri d’Italia. A voi la scoperta di chi, come e perché ha pensato, nel lontano 1952, a un simbolo così peculiare entrato a far parte dell’immaginario collettivo italiano.