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Arriva in redazione una lettera che racconta la vicenda

Una barca del Centro Velico Caprera evita un naufragio all'Asinara

di 
Luca Bonora
1 Dicembre 2014
Quando diciamo che il Centro Velico Caprera, la più importante scuola di navigazione a vela nel Mediterraneo e storico partner del Tci, è anzitutto una scuola di vita, non lo diciamo per retorica o enfasi. Lo diciamo perché sappiamo che è così. Ne abbiamo le prove. L'ultima di queste prove ci è arrivata poche settimane fa. Era una lettera, una lettera scritta in inglese e firmata Marc Lasserre.

A RISCHIO NAUFRAGIO
In una notte di fine estate, Marc sta conducendo la sua barca, La Mouche, uno sloop di 45 piedi (quasi 14 metri), battente bandiere francese. A bordo con lui altre tre persone. Marc è un comandante esperto e sta manovrando tra l'isola dell'Asinara e l'isola Piana, nel Nordovest della Sardegna, nello stretto braccio di mare chiamato Passaggio dei Fornelli. I velisti lo conoscono e lo evitano: soprattutto la notte c'è un forte vento di maestrale, si pesca poca acqua e attraversarlo richiede molta esperienza, e un pizzico di fortuna. Marc di esperienza ne ha, ma stavolta è la fortuna a tradirlo: il motore va in panne proprio mentre sta costeggiando l'isola Piana, e rischia di finire sugli scogli. Il mare è basso, in questo tratto, ma è notte e un naufragio potrebbe comunque avere conseguenze pericolose, per tutti.

UNA MANOVRA DIFFICILE
A poche centinaia di metri sta manovrando l'Altair II, un First 40.7 del Centro Velico Caprera, in partenza per una minicrociera alle Baleari. A bordo, l'istruttore Emilio Palladini e gli allievi del 3° corso, quello più avanzato. Certo, non fa parte delle loro competenze effettuare manovre di salvataggio o recupero, e per di più è una notte buia, senza luna. Ma Emilio e i suoi, manovrando con perizia e prudenza, riescono ad agganciare la barca francese sempre in panne e ad allontanarsi insieme dagli scogli, quando i francesi sono a soli 10 metri dal naufragio.

Pochi giorni fa, alla sede del Centro Velico Caprera arriva la lettera di Marc, che racconta l'episodio e ringrazia Emilio e il suo equipaggio per il loro «esemplare e professionale comportamento», e aggiunge «Ho sempre saputo che una buona stella mi accompagnava, nella vita, ma non sapevo che il suo nome fosse Altair.»
Questa è una delle tante piccole grandi storie che il mare regala. Alcune finiscono tragicamente, molte per fortuna hanno un lieto fine. Storie di barche piccole e grandi, di vento e di sale, di uomini e di donne. Ne raccontano tante, al Centro Velico Caprera. E tutte le hanno vissute in prima persona. Se volete leggerle anche voi, potete andare sul sito del Cvc, nella sezione storie caprerine.
 
IN ACQUA, TUTTO L'ANNO
Fondato nel 1967 per iniziativa della Lega Navale Italiana Sezione di Milano e del Touring Club Italiano, il Cvc è una associazione senza fini di lucro dove puoi imparare, crescere nella formazione velica e allenarti in sicurezza, accompagnato da del più grande team di istruttori in Italia. Nei suoi quasi 50 anni di vita ha insegnato il mare a tre generazioni, 100.000 donne e uomini di tutte le età. Opera nella storica sede di Caprera, nell'Arcipelago della Maddalena, a Lerici, nel golfo di La Spezia, e sul promontorio del Circeo, nel Lazio. Nelle sedi di Lerici e Circeo, il Cvc prosegue le attività anche a Natale e a Capodanno. Per chi ha già conseguito il primo livello, è possibile partecipare ai corsi invernali di manovra cabinati con le minicrociere da 2/3 giorni. Maggiori informazioni sul sito web.
 
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