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Fino a domenica la fiera Work on paper è una bella occasione per scoprire la città ticinese

Un weekend a Lugano all'insegna dell'arte

di 
Barbara Gallucci
15 Settembre 2017
 
C'era un tempo non troppo lontano in cui le fiere d'arte erano frequentate da un pubblico molto ristretto di addetti del settore: galleristi, collezionisti, art dealer, critici e curatori.
 
Oggi sono l'occasione perfetta per vedere decine e decine di opere d'arte, quasi come si entrasse in un museo. Non fa eccezione Wopart, ovvero Work on paper art fair, la fiera delle opere su carta, che si svolge in questi giorni (fino a domenica 17 settembre) al Centro esposizioni di Lugano.
 
 
Sono ben 62 le gallerie presenti provenienti da tutto il mondo che propongono opere degli ultimi due secoli con prezzi decisamente abbordabili tutto sommato, soprattutto per quanto riguarda l'arte contemporanea e gli artisti emergenti.
 
Da Picasso a Picabia, fino a Munari e Kosuth, una passeggiata, senza obbligo di acquisto ovviamente, tra gli stand di Wopart è un'esperienza senza un fil rouge cronologico o tematico, ma comunque da non perdere. Perché molte delle opere esposte di solito non approdano nei musei (la proprietà è della galleria o di collezionisti) e perché sono spesso sconosciute. In più si ha l'occasione di conoscere nuovi artisti.
 
 
A Wopart non mancano poi gli eventi collaterali come mostre tematiche (da non perdere quella di Emilio Isgrò nella stessa sede della fiera), coversazioni con esperti, interviste e lectio magistralis con artisti, critici e storici dell'arte. E fuori dal Centro esposizioni ci sono circa 15 gallerie private che inaugurano mostre dedicate ad artisti più o meno noti che vanno per oltre le date della fiera.
 
 
Stesso discorso vale per l'evento da non perdere se si passa da Lugano (almeno fino al 7 gennaio 2018): la mostra dedicata alle opere di Wolfgang Laib, straordinario artista contemporaneo tedesco, protagonista degli spazi espositivi del MasiLugano, il museo d'arte al Lac. Fotografie, installazioni, sculture delineano il percorso artistico di Laib. I suoi viaggi in Europa e in Asia sono l'ispirazione per forme e materiali che prendono nuova vita. Dalla cera d'api al latte, dal riso al polline, la materia viene trasformata in un pensiero mistico e poetico di grande impatto per chi ha la fortuna di vederlo dal vivo.
 
 
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