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Con Terre di Casole Bike Hub, accoglienza, paesaggi e gastronomia mettono la val d'Elsa tra le mete doc per chi pedala

Un weekend a Casole d'Elsa, paradiso della bicicletta

di 
Fabrizio Milanesi
27 Ottobre 2016
 
La pioggia sferza i finestrini della mia panda rossa ferma sulla via Emilia. E niente, nemmeno il rifornimento a metano mi dà una mano a scacciare dalla mente le immagini che si accumulano veloci, nemmeno l’umidità della Pianura padana riesce a raffreddare i sorrisi e la positività che hanno scaldato i miei ultimi due giorni trascorsi nella comunità di Casole d’Elsa. Non è scontato. A volte le persone sono più forti delle regole, della burocrazia, dei cliché che si incollano e non scolorano più. E a Casole le persone non hanno aspettato che il tempo facesse il suo. Lo hanno incalzato riuscendo a progettare davvero, con poche risorse e molta capacità di vedere oltre la serenità paciosa delle colline senesi.
 
A rilanciare l’azione di questa comunità toscana è la bicicletta, che riesce per ora a tenere in gruppo compatto istituzioni, esercizi commerciali, strutture ricettive e team marketing in un progetto unico in Italia, da copiare e ricopiare, soprattutto in quei territori che non sono spesso in copertina e non si disperano se non ci sono file di pullman nei loro parcheggi pubblici.
 
TERRE DI CASOLE BIKE HUB
Il progetto si chiama “Terre di Casole Bike – Hub – bike.eat.live”, in onore alla Doc vinicola Terre di Casole, e vuole ritagliare una esperienza su misura per il ciclista e i suoi accompagnatori, attraverso una rete di servizi diffusi in tutto il territorio della Val d’Elsa. "Quindici le strutture bike-friendly già coinvolte - afferma Silvia Livoni, coordinatrice del progetto - dall’agriturismo al boutique hotel, dalla residenza storica a un vero e proprio castello (il Castello di Casole, un’antica proprietà di Luchino Visconti, che vi ospitava le star di Cinecittà): un’offerta trasversale che si rivolge anche agli “accompagnatori” del ciclista appassionato (e a volte ossessionato dalla sua vera compagna di vacanza, la bicicletta) con servizi wellness, arte e patrimoni museali.
 
 
I PAESAGGI DI CASOLE
Perno urbanistico, geografico e promozionale è proprio Casole d’Elsa, insignita non a caso dalla Bandiera arancione del Touring Club Italiano. Casole dai 400 metri di un colle riesce infatti a dominare il paesaggio della Valdelsa e della Montagnola senese fino alla Maremma.
 
Strategica e panoramica insieme, testimone di un passato burrascoso (senesi, volterrani e fiorentini se la contesero a lungo) che ha lasciato in eredità molta bellezza, dalla Collegiata di Santa Maria Assunta alla la trecentesca Rocca senese, oggi sede del Comune, dal pluripremiato presepe vivente a un palio sentitissimo. Intorno è un vero paradiso per i ciclisti con il gusto del bello che prende le forme di medie e basse colline coltivate a viti, olivi e cereali, borghi medievali, rocche e boschi racchiusi in un quadrilatero ideale formato da Siena, San Gimignano, San Galgano e Volterra.
 
 
LA CICLORISERVA
"Su questa texture paesaggistica eccezionale abbiamo voluto disegnare percorsi ciclistici con livelli di difficoltà variabile - afferma il sindaco di Casole Piero Pii  - per non escludere dal divertimento amatori e principianti e insieme per appagare la passione ciclistica in tutte le sue sfumature: in mountain bike, con sentieri segnati e cartografia dedicata; in e-bike, ideale per gli itinerari cicloturistici su strade a bassa percorrenza di traffico e sentieri tracciati; e in bici da corsa, il mezzo su cui sentirsi un po’ ”eroici”, soprattutto  in una terra di campioni e di gare vintage copiate in tutto il mondo".
 
"Per consolidare un progetto a misura di ciclista - sottolinea assessore con delega al Turismo Stefano Grassini - sono stati installati dieci defibrillatori collegati ad una rete capillare di primo intervento". Soldi pubblici? "Nessuno, tutte risorse private: dall'imprenditore all'albergatore e anche tanti cittadini e associazioni di volontariato". 
 
"Tutte le strutture che aderiscono al progetto si sono attrezzate di servizi bike-friendly - conclude il sindaco - e nei prossimi mesi, sostenuti da un progetto finanziato dalla Regione al Comune di Casole, verranno installate 12 centraline di ricarica per auto e biciclette".
 
 
Anch’io quindi, in piena coscienza e con spirito di servizio ho smesso i panni di pendolare a due ruote e cicloturista estivo per indossare per due giorni pantaloncino imbottito e maglietta traspirante. Il resto lo hanno fatto l'accoglienza calorosa dei Casolesi, Silvia e la sua timeline, i compagni e le compagne di avventura, e Gippo e i suoi assistenti (che nei momenti più duri hanno assunto il ruolo di guida alla sopravvivenza in sella e assistente spirituale), dandoci delle bici super e i consigli giusti per tornare a una vita regolare da tre pasti al giorno.
 
E questa è la cronaca del weekend a sperimentare Terre di Casole Bike Hub.
 
UN SABATO ELETTRIZZANTE
Il programma è diabolico. Una giornata di sole e aria tersa e frizzante accompagna le prime ore del mattino dedicato all’esperienza davvero elettrizzante della pedalata assistita.
 
Partiamo in gruppo e capiti i meccanismi base dell’attrezzo ci sentiamo Gimondi contro Merckx, Saronni contro Moser, Bugno contro Indurain. Perché le performance di questi mezzi sono eccezionali e con sforzi moderati e cadenza regolare si possono davvero affrontare pendenze senza troppo sforzo. Facciamo foto, ci segue un drone dall’alto. Siamo forti. Siamo star del pedale e Siena potrebbe essere alla nostra portata.
 
 
Finiti i sogni di gloria (con uno sprint sul gpm vinto davanti al sindaco sotto il cartello di Bandiere Arancioni) il pomeriggio prosegue con un’esperienza altrettanto entusiasmante. Dopo un pranzo nel relax sofisticato del relais La Suvera, partecipiamo a una vera caccia al tartufo bianco nei boschi dello splendida residenza storica di Borgo Pignano. Pato è un cane velocissimo e implacabile e in un’ora di annusate, scatti e grufolate mette nelle mani dei mastri-tartufai quattro piccole gemme di uno dei prodotti di punta della gastronomia senese.
 
 
La serata ha il profumo dei bracieri all’aperto, dei sapori della cucina toscana verace e insieme sofisticata con le luci di Casole in lontananza. Ma la calma all’hotel Terre di Casole (che ha ospitato con grande discrezione e professionalità atleti e accompagnatori nella due giorni di bike-experience) è turbata da una tensione condivisa: il meteo. Se sarà pioggia domani rimarremo tutti eroi in maglia rosa-elettrico, ma se non piove ognuno avrà il suo destino sulle strade della Val d’Elsa.
 
 
UNA DOMENICA EROICA
Si parte. Non avevo dubbi. Transfer da Gippo che in un negozio fornitissimo sforna bici a ripetizione. I “pro” hanno la loro. Io per la prima volta provo il brivido del Carbonio di una Wilier Triestina e, fatti gli ultimi settaggi, metto il casco e vado. La butto nella goliardia-da-gruppo che “dura minga”, perché i primi strappi lo sgranano il gruppo, come un rosario.
 
 
Arriviamo a Mensanello alla spicciolata. Mentre Gian Luca Giardini (ex pro, voce di Bike Channel, volto di RTV e sosia di Francesco Moser, e che in passato ha vinto persino un giro del Friuli) mi attribusce una “faccia da Eroica”, un caffè+sambuca onora i miei avi e mi rimette al mondo. Per poco, perché le colline senesi sono un rollercoaster implacabile che a colpi di 300 metri di dislivello mi fanno rimpiangere il pavé e i semafori della Bovisa.
 
Solo quando le pendenze sono armoniche riesco a capire davvero dove sono e che paesaggio attraverso: cipressi, casali, incroci di nuvole basse, pecore, cerbiatti, con San Gimignano che sembra benedirci con le sue torri sullo sfondo. Manca Leonardo da Vinci e un cavalletto per tornare al Rinascimento.
 
 
Io invece rinascerò più volte sulle curve che ci riportano a Casole. Giù a 50 all’ora, su a 12, ghiaccio in discesa, ribollo in pendenza. In un punto panoramico facciamo foto trionfanti sui covoni di fieno, ma l’avevo detto: il programma è diabolico.
 
 
Sto ingollando del miele trafugato a colazione, quando la nostra statuaria guida anglotoscana dice: “Tranquilli ancora due km e mezzo di tornanti e ci siamo”.  Metto il rapporto più piccolo nell’ultimo dente della Wilier e invoco lo spirito di Bertarelli. Arrivo, con l’orgoglio nel petto e la faccia da Eroica. La Val d’Elsa è un posto magnifico, intimo, non perdete l’occasione di diventarne parte, e fare gli eroici, almeno per un weekend.
 
INFORMAZIONI UTILI
Informazioni pratiche, esempi di itinerari, ricettività dettagliata, contatti e dettagli dell'offerta turistica del Terre di Casole Bike Hub sono accessibili sul sito www.terredicasolebikehub.it
Per qualsiasi informazione si può mandare una mail a info@terredicasolebikehub.it
La descrizione del borgo e le motivazioni dell'attribuzione della Bandiera arancione sono sulla pagina di Casole d'Elsa sul sito di Bandiere Arancioni