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L'ultimo piano dell'hotel Viru che negli anni sovietici ospitava i centri di ascolto del Kgb oggi è diventato un museo

Tallinn, l'albergo delle spie

di 
Tino Mantarro
19 Agosto 2014
Nel posacenere mozziconi di sigarette vecchi 23 anni. Alle pareti poster di Stalin ingialliti e qualche macchia di umidità; sui tavoli, tra i telefoni sventrati, quadernoni dove sono annotate con precisione le attività degli ospiti e alcune cartoline di Tallinn, capitale dell'Estonia Sovietica. Benvenuti all'hotel Viru, l'albergo delle spie, a un passo dal centro storico. Qui al 22esimo piano un tempo c'era un grande ristorante. Sopra, al 23esimo, c'era ciò di cui non si doveva parlare. Un piano che tutti sapevano esistere ma che non veniva mai nominato. Un piano dove non arrivava l'ascensore, non salivano le scale e non erano ammessi curiosi. Un piano fantasma come nei migliori romanzi di Graham Green ed Eric Ambler. Il piano del Kgb.
 
«Sin ei ole midagi» recita un cartello in estone davanti a una porta bianca sulle scale del 22esimo piano. «Qui dietro non c'è niente»: e non si capisce se sia il crudo umorismo sovietico o una presa in giro estone. Fatto è che dietro quella porta si accede al regno dei servizi segreti sovietici, il luogo da cui si spiavano gli ospiti dell'albergo. Nell'aprile del 1991, dalla sera alla mattina, i dipendenti russi impacchettarono quel poterono e se ne andarono in fretta e furia. I dipendenti estoni il giorno dopo salirono al 23esimo piano e trovarono quel che immaginavano. Non toccarono nulla, e adesso quel piano è diventato un museo: il museo del Kgb all'hotel Viru. Inaugurato nel 1972 dopo soli tre anni di lavori affidati a maestranze finlandesi («ecco perché solo tre anni» commenta qualcuno), ai tempi dell'Estonia sovietica l'hotel Viru si chiamava Intertourist. Come gli altri 145 hotel Intertourist sparpagliati nel territorio dell'Unione Sovietica era l'unico della città che poteva ospitare i viaggiatori stranieri. In massima parte erano finlandesi (che non avevano bisogno di invito per entrare nell'Urss), ma qualche occidentale non mancava mai. Ed erano loro i bersagli preferiti.
 
Olga Elushtova oggi è la nostra accompagnatrice a scoprire il 23esimo piano. Capelli biondi cotonati, sorriso fragoroso e stretta di mano pesante, ai tempi dell'Urss lavorava come cameriera ai piani. «Dalla reception ci dicevano che arrivava il cliente xy e noi segnavamo tutto quel che faceva: i suoi orari, quando entrava e quando usciva. Mentre rassettavamo dovevamo prendere nota mentalmente di quel che c'era in giro. Sapevamo che c'erano microfoni in ogni stanza, ma non sapevamo dove». Già: «Sin ei ole midagi», qui dietro non c'è niente. Eppure in 60 delle oltre 400 stanze sono stati trovati i sistemi di registrazioni degli spioni sovietici. Microfoni nascosti nei muri ai tempi della costruzione. Così come erano stati nascosti nel ristorante, nella sauna, negli ascensori e perfino nei posacenere del night club, l'unico locale della città autorizzato a restare aperto fino alle 3 di notte. La maggioranza del personale era all'oscuro di quanto accadeva al 23esimo piano. «Lo sospettavamo, ma tra noi non ne parlavamo mai, perché ai quei tempi quello di cui non si poteva parlare semplicemente non esisteva» racconta Olga.
 
Dei 1.800 dipendenti dell'albergo la maggioranza erano estoni. Gli altri, i russi, erano quelli che lavoravano per il Kgb, che certo non si fidava dei locali per compiti così delicati. Solo le signorine che venivano mandate nelle stanze degli stranieri erano native: anche quello era un modo per distrarre il nemico e cavargli qualche segreto. Anche i portieri erano spie del Kgb: erano loro ad avere maggiori rapporti con i clienti e a sapere dove sarebbero andati in città. Gli altri immaginavano, ma non sapevano. Anche se le storie sulle stranezze dell'albergo non mancavano. Olga racconta di quella volta in cui due turisti finlandesi si stavano lamentando tra loro che in bagno mancasse la carta igienica. «Insomma questi alberghi sovietici, mai che ci sia quel che serve». Pare che dopo due minuti la cameriera abbia bussato alla porta: «Ecco la carta igienica, compagno». A quei tempi il servizio in camera era sempre perfetto.
 
Info: Museo del Kgb, da martedì a domencia, dalle 10 alle 17.30, visite con guida in inglese su prenotazione. Ingresso: 9€.
Hotel Viru, Tallinn, Viru väljak 4.