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Shanghai: l'Expo 2010 al nastro di partenza

di 
Marco Berchi
24 Aprile 2010

Maggio 2008, la terra trema in Sichuan, nella Cina che attende le Olimpiadi sono novantamila i morti, cinque milioni i senzatetto. Primavera 2010, la Cina è pronta per la definitiva consacrazione di grande potenza economica mondiale, grazie alla vetrina dell’Expo di Shanghai. Un evento che dura sei mesi, molto al confronto delle tre settimane olimpiche. Ma anche stavolta il destino si fa sentire e un altro terremoto sconvolge la remota regione del Qinghai. Più “leggero” il bilancio di duemila vittime, ma il gigante asiatico è di nuovo sconvolto: due appuntamenti festosi, occasioni di sfoggio di organizzazione e potenza e due catastrofi naturali.


In questa atmosfera che ha visto l’intero Paese fermarsi mercoledì scorso per una giornata di lutto nazionale (un lutto vero, con i giornali che escono in bianco e nero e con le tv che sospendono le trasmissioni) nella gigantesca area che ospiterà i padiglioni dell’Expo si danno gli ultimi ritocchi. Mancano otto giorni all’inaugurazione dell’Expo 2010 e Qui Touring è stato a Shanghai per visitare in anteprima il Padiglione Italia e per raccontarlo, con la città, in un servizio che uscirà sul numero di giugno.


Se avete in mente di sfruttare l’occasione dell’esposizione per visitare Shanghai e la Cina, ebbene, fatelo. Il Touring, è giusto ricordarlo, ha in programma un Viaggio del Club con partenza il 13 maggio e in catalogo un tour individuale di cinque giorni dedicato alla città e all’Expo 2010.


Certo, la patina di artificiosità tipica delle metropoli impegnate nei grandi eventi c’è e si vede. Ma la pulizia delle strade, i sorrisi, l’efficienza che riesce a superare la barriera della lingua sono, qui a Shanghai, abbastanza normali. Molto bello, poi, il Padiglione Italia dell’Expo. È paradossale, ma la scenografia curata da Giancarlo Basili nell’edificio progettato dall’architetto Giampaolo Imbrighi e associati riesce a stupire ed emozionare anche chi alle bellezze italiane dovrebbe essere abituato.


Poi c’è Shanghai e qui, se siete novizi come chi scrive, mettetevi il cuore in pace: vedere tutto in questa città-simbolo di un Paese dall’identità misteriosa come ai tempi di Matteo Ricci è impossibile. Da non perdere, perciò, la mostra Matteo Ricci-Incontro di civiltà nella Cina dei Ming aperta allo Shanghai Museum fino al 23 maggio, la città vecchia, le megatorri di Pudong. Ma anche il quartiere di Xintiandi e la gita fuori porta a She Shan.


State per partire? Siete habitué di Shanghai? Vorreste andarci? Se volete ne parliamo qui. Come se fossimo seduti lungo il Bund.


Info: sul sito ufficiale dell’Expo Shangai 2010 e sul sito del Padiglione Italia all’Expo.