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Sentieri e panorami sul Lario

di 
Piero Carlesi
25 Maggio 2010

Finalmente è primavera anche in montagna e le Prealpi lombarde si trovano a essere ancora una volta protagoniste di tante facili escursioni per sportivi allenati, ma anche per le famigliole che desiderano trascorrere qualche ora all'aria aperta. Tra i tanti itinerari possibili da farsi in giornata, a piedi o in mountain bike, vale di certo una segnalazione il sentiero panoramico delle Colme che percorre in cresta un buon tratto dei monti che dominano il lago di Como all'interno del Triangolo lariano.


Uno dei punti classici di partenza è la città di Como, da dove con la storica funicolare si raggiunge Brunate; da qui si sale a San Maurizio e si imbocca il lungo sentiero delle Colme che tocca numerosi rifugi oggi trasformati in realtà in altrettante trattorie. Per abbreviare un po' il percorso è però consigliabile salire a Erba e quindi ad Albavilla, dove una strada carrozzabile porta fino all'Alpe del Viceré, 900 m. Si lascia l'auto nel vasto parcheggio custodito ai margini di una estesa area di pic-nic dove molte famigliole usano trascorrere i giorni di festa in compagnia utilizzando gli appositi bracieri in pietra.


Dal boschetto presso l'area attrezzata parte il sentiero segnalato per la Capanna Mara, che si innesta sul sentiero delle Colme. Superata una lunga salita nel bosco si giunge dopo un'ora circa alla Capanna Mara, 1125 m, posta alla bocchetta di Lemna, poco sotto il filo delle cresta. Da qui inizia un tratto a saliscendi tra boschi e praterie che dà l'opportunità di avere ampi scorci sul ramo di Como del Lario, distinguendo i paesi della sponda opposta.


Al termine di una bella traversata a mezza costa si raggiunge infine, dopo tre quarti d'ora di cammino, il rifugio Riella al Palanzone, 1285 m, della Sezione di Como del Cai, posto poco sotto la vetta. Dalla balconata antistante il rifugio, in basso, brillano le acque azzurre del lago. Dal rifugio si sale in circa venti minuti alla cappelletta piramidale sulla vetta del Monte Palanzone, 1436 m. Tutta l'area circostante era teatro fino a cinquant'anni fa delle “famigerate” narcisate, le razzie di narcisi da parte di gitanti che poi portavano con orgoglio a casa. Finalmente una coscienza ambientalista diffusa ha fatto interrompere questa carneficina di fiori. Ma troppo tardi: i narcisi, oggi rarissimi, sono diventati quasi una leggenda. Resta la bellezza dei luoghi e dei panorami. A due passi da Milano.