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Una mostra all'Institut du Monde arabe fa rivivere il mito del treno che attraversava l'Europa fino a Istanbul

Parigi. C'era una volta l'Orient Express

di 
Tino Mantarro
12 Giugno 2014
Gli inventori dei miti alle volte non sanno di esserlo. Georges Nagelmackers era un industriale belga che nel 1876, dopo un viaggio ispiratore negli Stati Uniti, fondò la Compagnie Internationale des Wagons-Lits creando un mito chiamato Orient Express, probabilmente il più famoso treno della storia, di certo quello che ha ispirato il maggior numero di libri e film di successo. Nei tempi d'oro questo lussuoso albergo sui binari univa Londra con Istanbul, con un complesso trasbordo a Calais e un lungo girovagare per l'Europa che toccava Colonia, Vienna, Belgrado, Sofia e finiva sulle rive del Bosforo. Ma negli anni l'itinerario è cambiato tante volte, e il tragitto forse più noto è quello che partiva dalla Gare du l'est di Parigi e passava per Venezia, per poi bucare la Cortina di ferro e giungere sferragliando fino in Turchia. Ma quale che fosse il suo percorso l'Orient Express più di ogni altro convoglio è stato il treno per eccellenza, quello che mischiava avventura e mistero, piacere di viaggiare e necessità di muoversi.
 
LA MOSTRA DI PARIGI
Ed è forse per questo che l'Institut du Monde Arabe di Parigi gli ha dedicato una grande mostra (C'era una volta l'Orient Express, fino al 31 agosto) che racconta il mito dell'Orient Express. E lo fa con grande dispendio di mezzi: basta pensare che nel cortile sono parcheggiati tre vagoni su cui salire per poter ammirare la cabine di prima classe con gli interni in ebano e la carrozza ristorante con le porcellane in cui si degustavano piatti sopraffini e si facevano incontri che valevano il viaggio. Una mostra che va oltre l'Europa visto che una volta arrivati a Istanbul molti dei passeggeri (tra cui spesso Agata Christie) attraversavano il Bosforo per entrare in un'altra stazione, Haydarpaşa, da cui negli anni Trenta e Quaranta partivano treni per Aleppo, Baghdad, Damasco, Beirut e fino al Cairo, anche se la linea non era completata e molte tratte erano da percorrere in auto. Una mostra che parla del mito, oltre che del tragitto: di Graham Greene e del suo Treno per Istanbul, Ian Fleming e di 007, di Hercule Poirot che indaga sul famoso assassinio divenuto poi un film con Ingrid Bergaman e Sean Connery.
 
L'ORIENT EXPRESS OGGI
Da allora tante cose sono cambiate nel trasporto internazionale, e l'Orient express è andato in soffitta. Il 12 dicembre 2009 l'ultima corsa ufficiale: l'Euronight 469 Orient Express partì da Strasburgo diretto a Vienna. Dopo 126 anni di quello che si dice «onorato servizio» l'Orient Express spariva dagli orari ufficiali europei. Ma la fine era stata già sancita negli anni Settanta, quando l'Orient Express smise di unire l'occidente con il vicino Oriente. Oggi sopravvive come treno di extra lusso tra Venezia e Parigi, ma è un'altra cosa. Difficile che a bordo ci sia quel carico di storie e solitudini, di speranze e intrighi internazionali che hanno reso l'Orient Express quel che è per l'immaginario collettivo. Difficile anche che scrittori come Graham Greene o Agata Christie lo scelgano come teatro di qualcuno dei loro libri. Difficile anche che accada ancora quel che succedeva a inizio Novecento quando il convoglio attraversava la Bulgaria. All'epoca il re Ferdinando I amava salire a bordo e sostituirsi al macchinista, per dar libero sfogo alla sua passione per treni e trenini. Una passione che se fosse vivo lo porterebbe subito a Parigi per vedere questa mostra.