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Nel Chianti è in Palio uno stufato

di 
Luca Bonora
16 Febbraio 2010

Ci sono gli Uffizi ma non è Firenze, c’è un Palio ma non è Siena. Eppure siamo in Toscana, e più precisamente a San Giovanni Valdarno, nel Chianti aretino. Domenica 21 febbraio è il momento clou e conclusivo delle cinque domeniche di festa dedicate agli Uffizi di Carnevale e quest’anno la preparazione del tradizionale stufato alla sangiovannese – un marchio depositato che tutela l’originalità e la specialtà del prodotto – diventa una gara, una competizione per eleggere il migliore stufataro del 2010.


Come da tradizione, lo stufato alla sangiovannese si serve nei saloni della basilica di Maria SS. delle Grazie per gli Uffizi del Carnevale. Piatto di origine povera, la sua preparazione è riservata agli uomini - tradizione vuole che sia stato inventato alla fine dell’Ottocento dagli operai della ferriera del Valdarno – e la ricetta della miscela di spezie usata per insaporirlo viene tenuta gelosamente segreta. La carne utilizzata e sottoposta a una lunga, accurata cottura, invece, è nota: muscolo di zampa anteriore di vitello.


Oltre che un appuntamento imperdibile per gli amanti della buona tavola, che possono degustare anche i pregiati vini locali e un salume tradizionale, il Tarese, la giornata del Palio fornisce diversi spunti di visita del borgo toscano che diede i natali a Tommaso di ser Giovanni detto Masaccio: tra mostre tematiche, allestimenti artistici, degustazioni di vini e prodotti tipici e, per i più piccoli, una caccia al tesoro.


Chi non potesse partecipare, però, non resterà a bocca asciutta. Le bellezze artistiche e storiche di San Giovanni Valdarno, dalla basilica di Maria Santissima al palazzo di Arnolfo di Cambio, si possono ammirare tutto l’anno. Così come tutto l’anno, nei ristoranti e nelle trattorie del centro storico, è possibile assaggiare lo stufato alla sangiovannese e - perché no - tentare di indovinare nomi e dosi delle spezie che lo rendono così inconfondibile.