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Le Gallerie d'Italia raggiungono anche Napoli

L'ultimo Caravaggio ritrova splendore e una giusta collocazione

di 
Barbara Gallucci
23 Luglio 2014
Napoli è una di quelle città belle fuori e dentro, soprattutto se per “dentro” si intendono le decine di palazzi nobiliari che punteggiano la città. Uno di questi ha un fascino particolare per la sua storia e per quello che contiene. Stiamo parlando di palazzo Zavallos Stigliano, affacciato su via Toledo, la strada che Stendhal definiva la più popolosa e allegra del mondo.
 
GALLERIE D'ITALIA ANCHE A NAPOLI
Dopo un lungo e accurato restauro ospita oggi un nuovo percorso museale della collezione di Intesa Sanpaolo che, dopo le Gallerie d'Italia a Milano e palazzo Leoni Montanari a Vicenza, si conferma come uno dei più interessanti da visitare. Il palazzo, costruito tra il 1637 e il 1638 è l'esibizione di una ricchezza e potenza che la città partenopea ha conservato a lungo. Il primo proprietario, Giovanni Zavallos era però un ricco mercante spagnolo con qualche mania di grandezza. Nel 1647, nel corso di tumulti popolari, la dimora fu assalita e data alle fiamme dai rivoltosi e, in seguito, il palazzo passò nelle mani della famiglia Colonna. Da lì in poi si susseguirono smembramenti, proprietari, destinazioni d'uso fino a quando, e siamo nel Novecento, la Banca Commerciale Italiana lo comprò tutto e procedette al primo vero restauro inauguarando il salone per il pubblico e il nuovo scalone d'onore monumentale caratterizzato da un mix di stili tra neoclassico e liberty. In qualche modo si cominciava a capire il valore della bellezza, anche per un edificio adibito a banca.
 
 
IL MARTIRIO DI SANT'ORSOLA E ALTRE 120 OPERE
Ma il concetto di “bello dentro” assume tutto un altro significato se ci si mette di mezzo il Caravaggio. Sì perché palazzo Zevallos Stigliano ospita il Martirio di Sant'Orsola, l'ultimo dipinto realizzato da Michelangelo Merisi prima di morire. Anch'essa sottoposta a un lungo lavoro di restauro, la tela è oggi esposta al pubblico accompagnata da un ricco apparato illustrativo nonché numerosi sussidi multimediali. Che spiega anche quanti rischi ha corso questo speciale dipinto a lungo non riconosciuto come opera del Caravaggio e sottoposto a restauri criminali (compreso un incremento dell'altezza della tela di 13 centimetri, nonché la copertura di parecchi dettagli, una mano per esempio). Oggi la sala degli stucchi del palazzo è tutta per lui, in buona compagnia di altre 120 opere esposte in altre sale del nuovo museo (nella gallery sopra) che danno lustro al patrimonio culturale di Napoli che, nonostante la sua istintiva bellezza, rischia sempre di essere poco notata.
 
Info: Gallerie d'Italia, www.gallerieditalia.com.