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Alla fortezza borbonica di Civitella del Tronto

Le foto di Mario Dondero in Abruzzo

di 
Marta Calcagno Baldini
3 Luglio 2013

“C’è una casualità che confina con l’eterno”. Parole del fotogiornalista genovese Mario Dondero (1928) in risposta alla domanda, posta da Antonio Gnoli in un’intervista, “Cos’è che decreta il successo di una foto?”. Che ci sia una casualità che confina con l’eterno è cosa vera anche aldilà di una fotografia, e vale sia per gli aspetti più importanti e difficili della vita che per quelli più artistici e meravigliosi. La mostra “Visione” proprio di Mario Dondero ha inaugurato il 29 giugno e sarà esposta fino al 30 settembre nella Fortezza borbonica di Civitella del Tronto (Teramo), in Abruzzo: all’interno di un luogo storico, affascinante, potente e suggestivo, si nasconde quasi, in una delle poche parti coperte e con più sale comunicanti (prevalentemente la Fortezza è altrimenti costituita da piccole stanze dislocate in tutta l’ampiezza della costruzione) la mostra a cura di Umberto Palestini e che illustra, con ben novanta fotografie, tutta la carriera del fotogiornalista.



Un contrasto forte, tra l’ambiente esterno e le fotografie, che può sbalordire anche i più freddi visitatori, ma che poi certamente soddisfa e meraviglia per la coerenza con cui le immagini di Dondero, contemporanee, si abbracciano al paesaggio antico: infondo la ricerca del fotografo (sia quando lavora a Parigi e intrattiene rapporti con il meglio della cultura progressista e gauchiste, sia quando poi va a Milano e lavora con gli intellettuali frequentatori del bar Giamaica in Brera, come Ugo Mulas o Alfa Castaldi, o, infine, quando si trasferisce a Roma, negli anni Sessanta, e frequenta Pasolini, Moravia, Parise) è sempre indirizzata a una “dimensione etica e all’impegno civile”. Immagini che raccontano la vita attraverso la storia e che, partendo dalla figura realista e immediata che il fotografo riesce a immortalare, rivelano un senso più ampio, di comune appartenenza alla vita. Senso che traspare anche in contesti temporalmente lontanissimi come quello della Fortezza e l’epoca che Dondero rappresenta, in “una casualità che confina con l’eterno”.


La mostra si inserisce nel più ampio quadro della seconda edizione di “Castelbasso/Civitella. Cultura contemporanea nei borghi”, il progetto che porta l’arte contemporanea negli splendidi borghi medievali abruzzesi appunto di Castelbasso e Civitella, promosso dall’Associazione Naca Arte a Civitella e la Fondazione Malvina Menegaz a Castelbasso per sensibilizzare i visitatori sull’esistenza di questi meravigliosi borghi antichi, altrimenti spesso ignorati dalle rotte turistiche. Dal 29 giugno al 30 settembre, oltre alla mostra di Dondero, Giacinto Di Pietrantonio cura, sempre nella Fortezza a Civitella, la mostra “Visione Animale”, con opere di artisti contemporanei come Damien Hirst, Paul Mc Carthy, Alberto Garutti o Mircea Cantor. A Catelbasso, invece, Laura Cherubini ed Eugenio Viola curano a Palazzo Clemente la mostra su Mimmo Paladino, “Varieazioni”, mentre a Palazzo De Sanctis la mostra “Le ragioni della pittura. Esiti e Prospettive di un Medium” con opere di Carter, Paolo Gonzato, Uwe Henneken o Luigi Persicce, che indaga la nuova ripresa della pittura da parte degli artisti e la ridefinizione di un medium considerato a lungo obsoleto.


Info: Fortezza Museo delle Armi, Coop. Integra-Pulchra, tel. 320-8424540, www.fortezzadicivitella.it

Orari: luglio e agosto ore 10-20. Settembre ore 10-19.

La sezione dedicata al Giappone è ancora più grande, con maggiore spazio dedicato non solo a fumetti e animazione, ma anche all'abbigliamento, al modellismo, alla musica e pure alla degustazione.




Ampliata anche la sezione musicale, con diversi concerti e performance giornalieri: un'occasione unica per gli appassionati per sentire dal vivo, spesso per la prima volta, le sigle dei cartoni animati italiani e non degli ultimi trent'anni. Qualche nome: Clara Serina (cantante con i Cavalieri del Re di Lady Oscar e Yattaman), Claudio Maioli (autore/interprete della sigla di Ken il guerriero), Douglas Meakin (cantante di Candy Candy, Sampei, Mazinga e Jeeg Robot d'acciaio).



Tra le decine e decine di giochi da tavolo che verranno presentati,
molti nell'area Indipendence bay, citiamo almeno Lupin terzo. A cavallo tra gioco e cinema, Marco Pontecorvo presenterà la serie tv ispirata a Games of throne-Il gioco di spade, bestseller di George R.R.Martin già protagonista di un apprezzato boardgame. Numerose anche le presentazioni di gdr e di romanzi di narrativa fantasy o fantastici (tra gli ospiti, Licia Troisi).

Come ogni anno, le vie della città saranno invase da migliaia e migliaia di giovanissimi vestiti e truccati come i loro beniamini del fumetto, giapponese e no, ma anche dei videogiochi: sono i cosplayer, cui lucca dedica grande spazio e diversi concorsi mirati. Se mi passate la citazione, vestiamoci e partite.



Sempre nel Lucchese, numerose località celebrano la notte di Halloween, fra il 31 ottobre e il 1° novembre. La manifestazione senza dubbio più affascinante e ricca è quella che ha per protagonista Borgo a Mozzano, che vede tre giorni di spettacoli ed eventi a tema horror nel paese del Ponte del diavolo. Tra gli eventi più suggestivi, la rievocazione in notturna della vicenda di Lucida Mansi, che vendette l'anima al diavolo per restare giovane e bella,  e l'Ira di Lucifero, con fiamme e fuochi d'artificio proprio sul Ponte del diavolo.