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Sono 17 i siti, in sette Paesi diversi, entrati nella celebre lista

Le architetture di Le Corbusier sono Patrimonio dell'umanità Unesco

di 
Barbara Gallucci
19 Luglio 2016

“Scelti tra i lavori di Le Corbusier, i 17 siti diffusi in sette Paesi sono la testimonianza dell'invenzione di un nuovo linguaggio architettonico che è riuscito a rompere con il passato e riflettono le soluzioni che il Movimento moderno ha applicato alla sfida del Ventesimo secolo di scoprire nuove tecniche per rispondere ai bisogni della società. Questi capolavori del genio creativo attestano anche l'internazionalizzazione della pratica architettonica in tutto il pianeta”.

Con queste parole l'Unesco ha spiegato le ragioni dell'iscrizione nella lista del Patrimonio dell'umanità delle opere progettate da Charles-Edouard Jeanneret-Gris detto Le Corbusier, l'architetto e urbanista svizzero naturalizzato francese che ha lasciato tanti segni della sua creatività rivoluzionaria in giro per il mondo. Ed è proprio un giro del mondo quello che viene voglia di fare sulle tracce di Le Corbu, come lo stesso architetto si firmava.
 
Le facciate della Maison La Roche-Jeanneret a Parigi, foto di Oliver Martin-Gambier© FLC/ADAGP​

LA FRANCIA...
La parte del leone in questo bellissimo elenco di forma e sostanza, di pilotis (i pilastri, suo marchio di fabbrica) e tetti a terrazza, la fa ovviamente la Francia che conta ben 10 dei siti dell'elenco Unesco. Prima tappa Parigi alla Maison La Roche-Jeanneret oggi sede della Fondazione Le Corbusier (Square du Docteur Blanche 10), buon punto di partenza anche per scoprire di più del lavoro dell'architetto. Sempre nella capitale l'Immeuble Molitor (rue Nungesser et Coli 24), dove visse e lavorò gli ultimi anni della sua vita.
 
La città radiosa di Marsiglia, foto di Bénédicte Gandini© FLC/ADAGP

 A seguire ci si sposta a Bordeaux alla Cité Frugès a Pessac, un sobborgo che contiene 70 unità immobiliari. Molti di più gli appartamenti della Cité radieuse di Marsiglia, uno degli edifici più noti di Le Corbu che ha anche progettato fabbriche come l'Usine Claude e Duval a Saint-Dié-des-Vosges.

Ma nell'elenco non mancano anche la celeberrima cappella Notre-Dame-du-Haut a Ronchamp, il convento di Santa Maria de la Tourette, non lontano da Lione, la Casa della cultura di Firminy e il Cabanon di Cap Martin in Costa Azzurra, buen retiro del genio del progetto moderno.
 
La casa della cultura di Firminy, foto di Oliver Martin-Gambier© FLC/ADAGP​

La cappella di Notre-Dame-du Haut a Ronchamp, foto di Paul Koslowsky© FLC/ADAGP
 
...IL RESTO D'EUROPA...
L'eredità lecorbusiane sono anche in altri Paesi europei a cominciare dalla natia Svizzera, in particolare sul lago di Ginevra, dove si trova la villa Le lac. Proprio a Ginevra c'è invece l'Immeuble Clarté, noto anche come la casa di vetro, un condominio con appartamenti di taglie e forme diverse.

Altre due tappe di un tour ideale per i siti Unesco di Le Corbusier sono in Germania, a Stoccarda, dove si trovano le Maisons de la Weissenhof-Siedlung, un intero quartiere costruito nel 1927 per dimostrare le innovazioni proposte dal Movimento moderno. Meno nota, ma molto affascinante la Maison Guiette di Anversa col suo stile internazionale che è diventato poi un classico.
 
Particolare esterno della villa Le lac in Svizzera, foto di Oliver Martin-Gambier© FLC/ADAGP​

...E IL RESTO DEL MONDO
Gli ultimi tre siti nell'elenco Unesco impongono il volo in aereo verso India, Giappone e Argentina. Nel Subcontinente si trova infatti uno degli esempi classici di progettazione architettonica e urbanistica di Le Corbusier: il Complexe du Capitaole a Chandigarh che comprende edifici, monumenti, un lago e il palazzo istituzionali tutti costruiti nel 1947 per celebrare la recente indipendenza indiana. Ma la versatilità di Le Corbu si può capire anche a Tokyo visitando il Museo nazionale di belle arti occidentali, uno dei musei più affascinanti della capitale del Giappone.

È un'abitazione privata a La Plata l'ultima tappa di questo tour ideale: la casa del dottor Curutchet ed è uno dei due edifici firmati dall'architetto nelle Americhe. L'altro, il Carpenter Center for the visual arts di Cambridge, Massachusetts, non è però incluso nella lista dei 17, ma vale comunque una visita.
 
L'edificio dell'Assemblea a Chandigarh, in India, foto di Bénédicte Gandini © FLC/ADAGP