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Tra gli obiettivi strategici lo sviluppo della green economy

La mobilità dolce guarda al futuro

di 
Renato Scialpi
11 Ottobre 2013

La concomitanza, simbolica, con il 147esimo anniversario dell'inaugurazione della prima linea ferroviaria italiana – la Napoli-Portici – non è casuale. La due giorni dal titolo “Mobilità dolce, scenari europei e sviluppi futuri per l'Italia” svoltasi a Rimini il 3 e 4 ottobre è stata per Co.Mo.Do, la Confederazione per la mobilità dolce che comprende tra gli altri anche il Tci, l'occasione di rilanciare il tema delle infrastrutture verdi. Prime tra tutte le piste ciclopedonali ricavate dai tracciati delle ferrovie dismesse.



“Ogni euro speso per valorizzare e restituire alla fruizione un percorso storico e paesaggisticamente rilevante – ha sottolineato Massimo Bottini, architetto del paesaggio e neopresidente di Co.Mo.Do. – ne potrà produrre tre. Bisogna puntare sull'economia verde che ingloba green jobs, manutenzione del territorio e rilancio delle aree interne, perchè l'Italia ha ormai accumulato un ingiustificato e grave ritardo che può essere accorciato con una buona pianificazione territoriale e con il giusto uso della prossima programmazione europea".



Prossimo traguardo per il rilancio del turismo green, l'appuntamento con la prima domenica di marzo e la settima Giornata delle Ferrovie dimenticate, evento che raccoglie sempre grande entusiasmo nel pubblico col sostegno di centinaia di associazioni locali ambientaliste, di turismo ferroviario, cicloturistiche e di trekking che hanno il merito di portare all'attenzione dei cittadini le (troppe) linee dismesse che un tempo collegavano i piccoli centri tra paesaggi di grande bellezza.


Perché l'obiettivo di Co.Mo.Do. non è la reazione conservatrice, ma guardare al futuro. Una vecchia ferrovia può diventare tante cose utili: tornare a trasportare passeggeri e merci se ci saranno le condizioni (e con il mercato libero del trasporto su ferro questo può anche diventare più facile), diventare una greenway, favorire il recupero di un territorio, trasformarsi in un parco naturale, in un corridoio ecologico. Oppure può restare semplicemente “congelata”, in attesa di tempi migliori, ma tutelata da ogni abuso, depredazione, degrado che ne cancellerebbe irrimediabilmente le valenze positive.


Co.Mo.Do, la Confederazione Mobilità Dolce, riunisce Aipai-Associazione Italiana Patrimonio Archeologia Industriale, Alpine Pearls, Cai, Etnafreebike, Fiab Onlus-Federazione Italiana Amici della Bicicletta, Associazione Greenways Italia, Fti-Federazione Italiana delle Ferrovie Turistiche, Associazione Go Slow Social Club, Italia Nostra, Associazione In Loco Motivi, Iubilantes/Rete dei Cammini, Legambiente, Società Geografica Italiana, Touring Club Italiano, Tratture e Transumanze, Umbria Mobilità, Utp/Assoutenti e Wwf.



Maggiori info: www.ferroviedimenticate.it.