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Il racconto di due giorni su una delle più belle piste italiane

Itinerario sulla ciclabile Alpe Adria, tra Austria e Friuli Venezia Giulia

di 
Luca Zironi e Francesca Schintu
6 Giugno 2016

Questo è il racconto di due giorni in bicicletta tra Austria e Friuli Venezia Giulia sulla pista ciclabile Alpe Adria. Ce l'hanno mandato Luca Zironi e Francesca Schintu, due appassionati cicloturisti: laurea in filosofia lui, laurea in architettura e dottorato in storia dell'architettura lei, amano esplorare l'Italia percorrendo le principali ciclabili sparse sul territorio, cercando di lasciare qualche resoconto scritto, per fare un po' di "proselitismo alla causa". Seguite le loro tracce!

La ciclovia Alpe Adria permette di pedalare in una settimana (o più giorni, a seconda delle abilità) da Salisburgo a Grado. Il percorso attraversa la valle del Salzach e la valle di Gastein fino a Böckstein; da qui con il treno navetta si raggiunge Mallnitz e quindi di nuovo in bicicletta si attraversa la Carinzia toccando Spittal a. d. Drau, Villach e Arnoldstein, al confine italo-austriaco. In territorio italiano il percorso si snoda in parte sul tracciato della vecchia linea ferroviaria dismessa e da Tarvisio tocca Gemona, Udine, Aquileia e infine Grado sul mare Adriatico. 


Siamo in stazione a Gemona (Ud), aspettiamo il treno delle 7.30 che ci porterà in circa un’ora e mezza direttamente a Villach (Austria). Nell’attesa ci lasciamo sedurre dal "profumo dei croissant caldi e dalle sue conseguenze sulla bontà umana"* proveniente dall’antistante bar del Hotel Pittini. Il MI.CO.TRA. è puntualissimo, le nostre biciclette vengono prese in consegna da un gentile capotreno bilingue che le carica in un vagone dedicato e molto ampio.

*dal titolo di un saggio di Ruwen Ogien edito da Laterza
 
TAPPA 1 - DA VILLACH A TARVISIO
Scesi a Villach, attraversato il centro, la splendida Carinzia ci investe di molte nuove idee e aspettative su due ruote. Ci concediamo solo una bizzarra e divertentissima parentesi nel Parco dei Macachi, che raggiungiamo in circa trenta minuti, percorrendo la Drava ed immettendoci in una delle molte ciclabili dei laghi direzione Ossiacher. Poi manubrio a Tarvisio. La distanza che ci separa dalla nostra prima tappa è di appena 40 chilometri, tutti in una quasi impercettibile salita.

Attraversiamo alcuni villaggi al confine italo-austriaco e qualche piccolo bosco. Il fondo della ciclabile è per lo più asfaltato, presenta qualche sterrato comunque ben tenuto. L’eventuale, e rarissima, mancanza della cartellonistica Alpe Adria può essere colmata seguendo la scritta R3 sul fondo stradale. Poco prima di Tarvisio la ciclabile cede il passo a un piccolo tragitto sulla statale, che rimane comunque a basso volume di traffico.
 
Poi l’ingresso nella più grande foresta demaniale d’Italia, sul sedime della vecchia ferrovia dismessa, è un tripudio di abeti monumentali e di profumi intensi. Nonostante ciò il fondo della ciclabile è perfetto e pattinabile. Prima di entrare nel centro di Tarvisio, e all’altezza della stazione Boscoverde, una ciclabile direzione Laghi di Fusine ci porta in dieci minuti all’Orrido dello Slizza, dove l’omonimo torrente scava una profonda gola, molto suggestiva e facilmente fruibile con dei pontili in legno.



Arrivati a Tarvisio, sosta caffè al Bar Macoratti di piazza Unità, con fetta di strudel appena sfornato (pasta sottile e ripieno abbondante), e visita alla Chiesa dei Santi Pietro e Paolo. Eretta nel 1445 è un importante esempio di chiesa fortificata, nei cui torrioni tra l’altro ancora riposano le salme dei Carabinieri dell’eccidio di Malga Bala.


 
Altro luogo di forte interesse storico e religioso è il Santuario della Madonna sul Monte Lussari e relativo borgo, molto turistico, ma dal quale si può godere di una vista mozzafiato; è raggiungibile con una telecabina o per gli amanti dell’escursionismo attraverso il Sentiero del Pellegrino. Soggiorniamo all’Hotel Haberl, in una comoda matrimoniale con un ampio balcone proprio su via Roma. La struttura possiede una spaziosa dependance nella quale sistemare le nostre biciclette in tutta sicurezza.
 
TAPPA 2 - DA TARVISIO A GEMONA
L’indomani la colazione è abbondantissima. Poi partenza alla volta di Gemona. L’itinerario prevede circa 75 km ma tutti prevalentemente in discesa. Comunque, e per qualsiasi necessità, l’Alpe Adria prevede sempre passaggi nelle vicinanza delle stazioni dei treni. La "regola dei porcospini" vale anche per la ciclabile, abbastanza lontana dalle infrastrutture viarie tradizionali (treno, strade) – nel rispetto del fine evasivo che essa si pone – ma abbastanza vicino per sentirsi comunque al riparo e al sicuro in caso di piccole emergenze.

Prima di Ugovizza incontriamo il fiume Fella, che con le sue acque limpide ci accompagnerà per buona parte del percorso. In diversi punti è possibile rinfrescarsi perché il fondale è molto basso e la corrente inconsistente. L’infrastruttura dell’Alpe Adria presenta anche qui piacevoli passaggi su alcuni ponti in legno, bellissimi scorci e un piccolo ma divertente guado in un rivolo. Il fondo è sempre asfaltato e la segnaletica abbondante.



Superati Ugovizza e Malborghetto (Forte austro-ungarico di Hensel e Palazzo Veneziano del XVII secolo) arriviamo a Pontebba, antico confine italo-austriaco. Qui riempiamo le borracce in una delle molte fontane presenti lungo tutto il percorso. Da Pontebba in poi la ciclabile offre numerose gallerie di diverse lunghezze, per lo più illuminate, ma che comunque consigliamo di attraversare muniti di un modesto faretto. La temperatura all’interno di questi antichi valichi ferroviari rimane fresca anche nell’estati più torride.



Circa 2 chilometri prima di Chiusaforte, all’altezza di un ponte, sulla sinistra si impone lo spettacolo del Rio Cadramazzo. E’ possibile lasciare le biciclette sulla ciclabile e scendere un ripido sentiero che, attraverso la boscaglia, in cinque minuti porta proprio sotto questa meravigliosa cascata. Uno splendido spot fotografico.


 
Alla Stazione di Chiusaforte una sosta per rifocillarci è d’obbligo. Il vecchio edificio riconvertito è ora bar, ristorante, bicigrill; speriamo che molti ne seguano l’esempio, rivalorizzando i numerosi edifici dismessi lungo tutta l’Alpe Adria. Presso l’abitato di Resiutta, di fatto, il primo tratto della ciclabile al momento si interrompe. Da qui si può procedere lungo la statale sino a Carnia, oppure come abbiamo fatto noi svoltare subito a destra su un viadotto, direzione Moggio Udinese, per proseguire poi sul lato opposto del Fella per circa 7 chilometri. Questa deviazione consiste di un tratto su una strada secondaria, e di un altro su una carraia di ghiaia bianca più adatta a mountain bike o a biciclette bride, ma certamente meglio della statale.
 
All’altezza di un secondo ponte stradale torniamo sulla sponda sinistra del fiume per giungere a Carnia. Da qui si procede sempre dritto attraverso l’abitato di Portis (il paese fantasma e mai ricostruito, adibito ora a palestra anti-sisma) per giungere finalmente a Venzone. Già monumento nazionale, Venzone è una gemma. Scalfita dallo storico terremoto che l’ha praticamente rasa al suolo, oggi si presenta più bella che mai, con il suo Duomo del Trecento e le famose Mummie della Cripta cimiteriale di San Michele. Molto gradevole è anche la rivalorizzazione delle antiche mura, fresca passeggiata per famiglie.

Attraversiamo un viadotto per guadagnare la sponda destra del Tagliamento alla volta di Gemona, in una strada secondaria poco trafficata, molto ombreggiata e piacevole. A circa 8 chilometri dall’arrivo, optiamo per una piccola visita al Parco delle Farfalle, una struttura molto accogliente con un palinsesto estivo ricco di eventi didattici. A Gemona ci concediamo una tranquilla passeggiata tra le caratteristiche vie del centro storico, visitando il Duomo e soprattutto “Frammenti di Storia”, la mostra fotografica permanente sul sisma del 1976.

Il nostro viaggio termina qui, dove la meravigliosa ciclopista Alpe Adria però ancora prosegue, verso Udine e Grado, attraversando luoghi e situazioni di primo interesse storico, artistico, naturalistico. Ogni fine è un nuovo inizio, rammenta la forza delle genti friulane.


INFORMAZIONI
Per raggiungere Villach all’Italia: treno MI.CO.TRA. (www.ferrovieudinecividale.it); con due viaggi al giorno, uno al mattino e l’altro verso il tardo pomeriggio, copre la tratta Udine – Villach, sostando nelle principali località. In alternativa Trenitalia offre anche servizio di autobus (www.trenitalia.it). 
 
Per avere info utili sulla Ciclovia Alpe Adria, sito web dedicato.

Per organizzare un tour guidato sulla Ciclovia Alpe Adria, ci si può rivolgere a Girolibero, tour operator specializzato e partner del Touring Club Italiano. Per i Soci Tci, sconto 10% sui viaggi di minimo 6 giorni + una borsa laterale da bici in omaggio.
 
Il Parco dei macachi è un bosco dove molti esemplari di macachi giapponesi vivono liberi. Non sono obbligati a relazionarsi ai visitatori, ma essendo molto curiosi sono attratti dalla presenza delle comitive. Si può accedere al parco solo con visite guidate, che però sono solo in tedesco. Per le guide in italiano è necessario prenotarsi in anticipo (info: sito dedicato). Per la Casa delle farfalle di Bordano, sito dedicato.