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Cresce l'attesa per i Mondiali: ce la racconta il nostro inviato in Sudamerica

#InViaggioConMe. Febbre Mundial. Day 3

di 
Mark Perna
11 Giugno 2014

In questa parte di Brasile, un centinaio di chilometri a sud di Fortaleza, la vita ha ritmi precisi: alba, sole, tramonto. Praticamente non piove mai, la temperatura media è intorno ai 26 gradi tutto l’anno e la poca gente che si incontra sembra che non faccia nulla tutto il giorno. I ben informati riferiscono che qui si vive praticamente solo con il sussidio alla pesca, anche se al mare davvero ci vanno in quattro gatti messi in croce.

Basta spingersi nell’entroterra in piccoli paesini come Palmeira per toccare con mano lo stile di vita locale: una partita a carte al bar, la messa alla domenica, quattro chiacchiere nell’unico negozio presente e poi ozio fino al calar del sole che qui, essendo vicini all’equatore, scende tutto l’anno verso le 6 di sera. I sussulti delle partite del campionato di calcio, che stanno tutti aspettando, daranno uno scossone vitale per un mese, poi tutto tornerà tranquillo.

L’unica cosa che funziona come deterrente alla noia è la musica. Due note di samba, anzi di forrò (la danza locale) ed è subito festa. Non importa dove ci si trovi, sotto un portico lambito dal deserto o in riva al mare, qui tutti iniziano a ballare e, credetemi, come si muovono i brasiliani non si muove nessuno.