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La classifica del libero accesso racconta il potere di un passaporto

In quanti Paesi possiamo entrare senza richiedere visto?

di 
Tino Mantarro
30 Giugno 2014
Nella vita molto dipende dal caso. Se nasci a Milano hai più possibilità che se nasci a Mogadiscio, va da sé. Migliore istruzione, meno possibilità di morire in un attentato, più disponibilità di cibo, servizi e qualunque cosa venga in mente. Ma se nasci a Mogadiscio, o peggio ancora a Kabul, o Baghdad e hai in tasca un passaporto italiano allora le cose cambiano. Perché nell'era in cui le informazioni sono immateriali e tutto viaggia per via telematica c'è ancora un pezzo di carta che conta come non mai: il passaporto. Grazie al passaporto, e a tutto quello che rappresenta in termini giuridici, infatti possiamo entrare più o meno liberamente in un Paese.
 
Così ci sono alcuni passaporti forti che permettono libero accesso in decine di Stati semplicemente presentandosi alla frontiera e tirando fuori il proprio documento. E altri che obbligano a una trafila lunga e costosa alla fine della quale non è sempre detto che si ottenga l'agognato visto. Il valore di ogni singolo passaporto allora diventa il corollario della situazione geopolitica del mondo, le relazioni bilaterali, i pesi relativi dei singoli stati e l'affidabilità dei diversi governi.
 
 
 
Il mensile americano Good ha elaborato visivamente la ricerca del società di consulenza Henley & partners che ha stilato la classifica dei migliori passaporti con cui viaggiare liberamente per il pianeta. In testa, manco a dirlo, Finlandia, Svezia e Gran Bretagna i cui cittadini hanno libero accesso a 173 nazioni (su 193 riconosciute dall'Onu) senza dover richiedere alcun visto. Una in meno, 172, le nazioni cui hanno accesso danesi, tedeschi, lussemburghesi e (incredibilmente) gli statunitensi. Un gradino sotto (171) Belgio, Olanda e l'Italia. Quelli messi peggio invece sono gli afghani, il cui passaporto garantisce libero accesso a soli 28 Paesi. Poco meglio per gli Iracheni, 31, e poi Pakistan e Somalia, con 32. Delle nazioni “grandi” sono i cinesi quelli messi peggio: il loro passaporto permette di entrare senza visto solo in 43 nazioni. Degli europei l'Albania è l'ultima, con 88, lo stesso numero della piccola isola caraibica di Grenada.
 
Per quelli in cui non possiamo entrare liberamente non rimane che mettersi il cuore in pace e iniziare la trafila per il visto. Per alcuni basta compilare un modulo, pagare e non ci sono problemi (in Cambogia si fa addirittura all'aeroporto), in altri – come la Cina - invece bisogna armarsi di santa pazienza e presentare biglietti aerei, prenotazioni alberghiere, piani di viaggio e sperare che l'addetto di turno abbia la luna buona. E sono queste le situazioni in cui uno capisce quanto sia importante avere il passaporto giusto.