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Apre il Giardino delle Biodiversità, un avveniristico spazio che aggiorna il modo di fare e vivere la botanica

Grandi novità all'Orto botanico di Padova

di 
Stefano Brambilla
15 Settembre 2014
Viene inaugurato oggi il Giardino della biodiversità, il nuovo, avveniristico allestimento dell'Orto Botanico di Padova, uno dei più importanti del mondo e patrimonio dell'Umanità Unesco. Una trasformazione epocale per la storica istituzione: non solo perché la superficie a disposizione delle piante e del pubblico aumenta del 70%, passando da 22mila a 37mila metri quadri, ma soprattutto per un nuovo e supertecnologico edificio che ospita cinque serre, dove sono ospitate oltre 1300 specie di piante. 
 
Il nuovo spazio, costato 10 milioni di euro e finanziato dall'Università di Padova con il supporto di sponsor e dell'Unione europea, è già un successo: nel corso degli ultimi mesi, mentre l'edificio era ancora in allestimento, i visitatori sono aumentati del 120%, nonostante un incremento del biglietto d'ingresso (da 3 a 5 euro). Tutti arrivano per ammirare le nuove serre, dove le essenze vegetali sono presentate inserite nel loro ambiente originario (foresta tropicale, savana, deserto, ecc.) e in relazione al loro rapporto con l'uomo. Novità anche per quanto riguarda i pacchetti turistici: la visita all'Orto può essere abbinata a un soggiorno presso le vicine Terme di Abano e Montegrotto. E il prossimo anno lo storico Orto sarà il fiore all'occhiello del Padiglione Italia dell'Expo: protagonista la ricerca scientifica sulle tante specie vegetali fondamentali per l'alimentazione umana, tema della esposizione universale.  
 
In occasione dell'apertura del Giardino, segnaliamo anche diversi appuntamenti: mercoledì 17 Gabriele Lavia interpreterà leopardi; venerdì 19 concerto di Mario Brunello; sabato 20 e domenica 21 esperimenti, giochi e spettacoli per i bambini (info: te. 049.2010222); domenica 21 concerto di Stefano Bollani. Inoltre, una grande mostra di Giovanni Frangi fino a gennaio 2015.
 
Per un approfondimento, pubblichiamo di seguito l'articolo dedicato all'Orto pubblicato su Speciale Qui Touring Terme e Colli Euganei, dedicato alla provincia di Padova e uscito in edicola a maggio 2014.
 
IL GIARDINO DELLE MERAVIGLIE
Basta mettersi di fronte alla Chamaerops humilis per capire l’importanza dell’Orto botanico di Padova. Perché questa grande palma venne piantata nelle serre nel 1585: Galileo era nato solo ventuno anni prima e Goethe ne avrebbe scritto oltre duecento anni dopo... Oggi è ancora lì, quasi a proteggere con i suoi innumerevoli fusti quello che è semplicemente il giardino botanico più antico del mondo: 1545, recita la data di fondazione. «Fu l’università a richiedere uno spazio per coltivare le piante medicinali e insegnare agli studenti come riconoscerle» spiega Barbara Baldan, viceprefetto dell’Orto. «A quei tempi, il mondo vegetale era indispensabile per la cura delle malattie: se si sbagliava pianta, si poteva mettere in pericolo la vita del paziente!». La Serenissima approvò e finanziò: d’altronde, non aveva pochi interessi a creare un istituto che potesse studiare le innumerevoli specie portate dall’Oriente, spesso di considerevole valore commerciale. In poco tempo, l’Orto botanico divenne uno dei più importanti e grandi del mondo, tanto da ospitare – primo in Italia e spesso primo anche in Europa – piante dai cinque continenti, portate da intrepidi viaggiatori sin dal Seicento: solo per fare qualche esempio, il girasole, il gelsomino, il caffè. «Ci rimangono bellissimi erbari che documentano l’attività dell’Orto nel tempo» prosegue Baldan. «Ancora oggi sono disponibili per la consultazione, basta fare richiesta. Dalle alghe ai funghi, la nostra è una raccolta davvero preziosa».
 
UNA RICERCA SEMPRE ALL'AVANGUARDIA

A rendere straordinario l’Orto botanico padovano è anche la sua autenticità: dal 1545 a oggi, la struttura e l’ubicazione – tra S. Antonio e S. Giustina – sono quelle originarie. «La struttura circolare, che presto venne circondata da una cancellata protettiva, per evitare i furti – da qui il nome di Hortus cinctus – è sempre rimasta la stessa. Tanto che nel 1997 l’Unesco ha inserito l’Orto nella lista dei Patrimoni dell’umanità» commenta Baldan. E poi, il fatto che in quasi cinquecento anni non si sia mai smesso di fare ricerca: se dapprima le specie coltivate erano quelle medicinali, poi negli anni si sono fatte strada le discipline scientifiche moderne, per esempio la botanica, la farmacia, l’ecologia. «Oggi all’Orto ci concentriamo sugli aspetti più moderni della ricerca» spiega Baldan. «Per esempio la classificazione delle specie con metodi molecolari; oppure la conservazione del germoplasma, indispensabile per mantenere la biodiversità vegetale». Il mondo consuma e utilizza pochissime varietà di pochissime specie: c’è il rischio che tutte le altre si estinguano in poco tempo, se qualcuno non le classifica e non le conserva. Ecco perché le strutture come gli orti botanici sono tanto preziose.
 
 
SETTEMILA SPECIE
Ma la Chamaerops humilis, chiamata affettuosamente “la palma di Goethe”, sta per assistere a un cambiamento epocale, all’interno del “suo” orto. Perché a breve (oggi, 15 settembre, ndr) sarà inaugurata una nuova struttura, scintillante e avveniristica, che cambierà totalmente il profilo del giardino e ne aumenterà il fascino, le possibilità e l’importanza. «Gli ultimi tre rettori dell’università di Padova si sono spesi davvero tantissimo per ampliare l’Orto» commenta Baldan «e grazie al contributo del ministero e di altri finanziamenti locali finalmente ci siamo: in estate sarà pronto il Giardino delle biodiversità». Una grande teca di vetro lunga 100 metri e alta 18, progettata dall’architetto Giorgio Strappazzon dello Studio VS associati con soluzioni altamente tecnologiche (sfruttamento dell’energia solare, autosufficienza idrica), ospiterà 1.300 specie di piante, che si andranno ad aggiungere alle seimila già presenti nell’orto.
 
TUTTE LE NOVITA'
L’impatto, ora che la struttura è già pronta e in fase di allestimento, è davvero straordinario. «Ma quel che è importante è che cambierà il modo di fare ricerca, di insegnare, di comunicare l’Orto» commenta Baldan. «Nelle serre antiche le collezioni sono tematiche: le piante vengono divise in acquatiche, medicinali, grasse. Nelle nuove serre, invece, le piante verranno mostrate nel loro ambiente: sarà possibile viaggiare da un ambiente subtropicale a un ambiente polare, imparando come le varie specie si sono adattate a vivere nei loro biomi». Piante e ambiente, dunque, ma anche piante e civiltà: una parte della nuova struttura è dedicata al rapporto tra uomo e vegetali e tramite pannelli, filmati ed exhibit interattivi si proverà a spiegare come “l’intelligenza vegetale” e l’intelligenza umana si siano evolute insieme nel tempo. Previsti anche nuovi laboratori di ricerca. E app, fruizioni interattive, spazi di aggregazione e per eventi, per rendere l’Orto botanico al passo con i tempi. Sperando nella silenziosa approvazione della palma di Goethe.
 
PER SAPERNE DI PIU'
Orto botanico di Padova, via Orto botanico 15, tel. 049.8272119; www.ortobotanico.unipd.it. Da aprile a ottobre: lun-sab 9-19, dom e festivi 10-19. Da novembre a febbraio lun-sab 9-15, dom e festivi 10-15; marzo: lun-sab 9-18, dom e festivi 10-18. Per visite guidate: tel. 049.8272123. Biblioteca: tel. 049.8272117; www.bibliorto.cab.unipd.it; lun-ven 9-14.
 
Le foto nell'articolo e nella gallery sono gentilmente concesse dall'Archivio dell'Orto Botanico di Padova e da Massimo Pistore per Università di Padova.