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Attivo a breve, scalda i motori il bus sharing. Per viaggiare ultra low cost

GoGoBus. E il pullman si fa social

di 
Renato Scialpi
16 Aprile 2015
Condivise case di vacanza, automobili e biciclette, perché non fare lo stesso anche con gli autobus da turismo? È l'idea chiave alla base della nascita di GoGoBus, una piattaforma online che consente di condividere con altri utenti un viaggio a media e lunga percorrenza, portandone i costi ai minimi termini. Una sorta di Blablacar, costruita però su numeri decisamente diversi e con due risvolti molto positivi: la certezza della partenza una volta raggiunto il numero minimo di passeggeri e la possibilità di trasportare un volume di bagagli ben superiore a quello di una singola automobile. Senza dimenticare che, per poter aderire a GoGoBus, le aziende di settore devono mettere a disposizione autisti e mezzi qualificati e certificati.
 
Come funziona GoGoBus?
Il suo responsabile sviluppo, Alessandro Zocca, lo definisce un servizio di “social bus sharing” per i forti legami con i principi dei social network. E, in effetti, fondamentale è la partecipazione e promozione svolta in rete proprio dagli utenti. Chi vuole partire, in pratica, nel collegarsi al sito www.gogobus.it può scegliere se aggiungersi a un viaggio il cui itinerario è già presente oppure se proporre una nuova destinazione. Una volta raccolte almeno 30 adesioni per la meta e la data, GoGoBus conferma la partenza dopo aver conferito l'incarico all'operatore convenzionato di quell'area.
 
Ovvio che, quanto più l'utente “fa girare la voce” a proposito di quel viaggio attraverso i suoi contatti social (facebook in primis), tanto più ne ha vantaggi. Se la partenza non è ancora certa può infatti contribuire a raggiungere il numero minimo di passeggeri; se la corsa è confermata, invece, il risultato è quello di ridurre ulteriormente il costo del passaggio. Diversamente dalla filosofia dei voli low cost, GoGoBus applica una tariffazione dinamica a scalare, basata sulla ripartizione dei costi in parti uguali tra i passeggeri, una volta superate le 30 unità. Dato un bus da 50 posti, quindi, il biglietto più conveniente è quello che può essere offerto solo quando il pullman ha tutti i posti occupati.
 
Avrà successo? Difficile dirlo, un progetto di bus sharing è proprio tra i quattro vincitori del concorso per start-up MiFaccioImpresa 2014 dell'Università di Milano Bicocca. Ma al momento non esistono altri esempi, anche all'estero, al di fuori di qualche shared-coach-ride organizzato nei campus Usa in occasione dei periodi delle ferie invernali o primaverili.
 
GoGoBus afferma di “avere in pancia” già più di 2400 proposte di tratte in tutta Italia. E garantisce la piena rispondenza alle norme in vigore per il noleggio di rimessa, visto che si tratta sempre e comunque di servizi occasionali, senza cadenza fissa, e che il gruppo è precostituito attraverso la piattaforma web. Se poi si trasformerà in una RyanaAir da autostrada saranno probabilmente i social network a deciderlo, ricordando che oggi Blablacar – nato di fatto con questo marchio nel marzo 2012 – può far leva su 20 milioni di iscritti in 18 Paesi e propone più di 2 milioni di viaggi da condividere.