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Primo ammonimento da Parigi: «Applicate il nostro piano di gestione»

Firenze, il patrimonio Unesco sotto osservazione

di 
Tino Mantarro
20 Ottobre 2015
Non è una bocciatura e non è un espulsione. E neanche un vero e proprio cartellino giallo. Più che altro assomiglia a quei rimbrotti che gli arbitri danno ai giocatori prima di passare a sanzioni più serie. Solo che in questo caso il giocatore non è uno qualunque, ma il Messi del turismo. Il Comune di Firenze infatti ha appena ricevuto una comunicazione dall’Unesco che l’avvisa di essere sotto osservazione. Lo ha svelato lo stesso sindaco Diego Nardella nei giorni scorsi. «Firenze è sotto osservazione. Questo perché non abbiamo ancora applicato il piano di gestione della tutela Unesco in modo completo» ha spiegato il sindaco.
 
A essere posto sotto osservazione è il centro storico del capoluogo toscano, nella sua forma ampliata a Oltrarno. Tra le cause del procedimento deciso dall’Unesco la scomparsa dei negozi storici e il proliferare di attività commerciali che cambiano il volto del centro.

I livelli di attenzione progressiva dell'Unesco sono tre: messa sotto osservazione, messa in mora, infine espulsione dall'elenco dei luoghi posti sotto tutela. La messa sotto osservazione è il livello più lieve e Firenze non è certo l’unica a essere in questa situazione. «Tutti i siti Unesco di livello internazionale – ha spiegato Carlo Francini, responsabile dell’ufficio Unesco del Comune di Firenze – sono sottoposti regolarmente a dei controlli periodici. Per quel che ci riguarda, ci sono state mosse delle osservazioni, su vari argomenti, sull’applicabilità del piano di gestione. Tra queste, il forte approccio del turismo di massa che in qualche modo si lega alle attività commerciali». Da vedere se queste misure basteranno per l'Unesco.
 
 
LE NUOVE NORME
«Il Comune – ha spiegato il sindaco Nardella – ha predisposto un nuovo regolamento sulla tutela del centro storico che va appunto in direzione delle osservazioni dell’Unesco». Le nuove norme metteranno sotto “protezione” gli esercizi storici che via via stanno scomparendo dal centro. Non solo: norme stringenti sulla vendita di alcool, giro di vite anche sui minimarket, non solo sulle nuove aperture ma anche i 260 minimarket esistenti nel centro storico dovranno entro tre anni adeguarsi alle nuove regole. Locali minimo di 40 metri quadrati e servizi igienici per i disabili. Messe al bando entro tre mesi i pannelli luminosi con le scritte “aperto”, “chiuso”, “pizza sulle vetrine” le pubblicità di alcolici sulle vetrine e le basta con slot machine nel centro storico tutelato dall'Unesco.