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Esce la prima Guida ai fantasmi d’Italia, pubblicata da Odoya

Fantasmi in Italia, ecco dove cercarli e (forse) trovarli

di 
Tino Mantarro
5 Maggio 2017
La premessa in questo caso è d’obbligo, diciamo che è un’avvertenza simile a quelle che si trovano sui bugiardini delle medicine: meglio leggerla, così siete avvisati. Se non credete ai fantasmi fate anche a meno di leggere questo pezzo, non fa per voi. Lo trovereste inutile e dunque amici come prima, tornate a trovarci. Se invece non dico che ci crediate, ma ogni tanto vi è parso di aver forse sentito, percepito qualcosa che di strano che aleggiava nella stanza, dietro la tenda, o magari in soffitta, al piano di sopra allora continuate a leggere. Se poi non ci credete (neanche io ci credo, diciamola tutta) ma vi piace un sacco stare a sentire le persone che raccontano questo tipo di storie paranormali allora andate pure avanti a leggere. Premessa finita.
 
I FANTASMI DI ROMA
C’è un’Italia misteriosa e fantastica che aleggia negli antichi palazzi di tutta la penisola. Ovunque vi racconteranno storie di personaggi ormai defunti che di tanto in tanto ritornano, protagonisti di leggende affascinanti che appunto perché leggende rimangono in quell’area grigia cui si può decidere di credere o meno.
 
Così a Roma raccontano di Livia, il fantasma di palazzo Sforza Cesarini al Corso Vittorio Emanuele II, che avrebbe dovuto ritirarsi in convento dopo la morte del padre ma si rifiutò pervicacemente e fuggì dal convento di clausura, sposando Federco Sforza. Ma a quanto pare il suo cuore era legato al palazzo dove era nata, eretto dal cardinale Rodrigo Borgia, e si dice che il suo fantasma aleggi ancora lì.
 
È solo una delle decine di storie raccolte da Anna Maria Ghedina nella sua corposa Guida ai fantasmi d’Italia pubblicata da Odoya. Sempre nella capitale raccontano la storia di Beatrice Cenci, decapitata per volere di Papa Clemente VIII l’11 settembre 1599. La leggenda racconta che lo spettro della giovinetta continui infestare Castel Sant’Angelo, mostrandosi senza testa nell’anniversario della sua morte.
 
I FANTASMI DI MILANO E TORINO
Spiriti e apparizioni non mancano neanche a Milano. Al numero 7 della centrale via Broletto di sera guardando in alto si potrebbe scorgere il fantasma in vestaglia bianca di Cecilia Gallerani, la bella amante di Ludovico Sforza detto il Moro ritratta da Leonardo Da Vinci nella Dama con l'ermellino di Leonardo da Vinci che si aggirerebbe nelle stanze di palazzo Carmagnola. Non è nota invece l'identità della Dama Velata che sembra aggirarsi a Parco Sempione. Già da fine Ottocento nelle fredde notti di nebbia appare avvolta da un velo nero e irretisce con il suo profumo di violetta giovani uomini ai quali rivela, dopo aver danzato soavemente, il suo teschio al posto del viso.
 
Non potevano mancare apparizioni a Torino, la città più esoterica d’Italia. Le storie sono tante e ogni angolo, per esempio nel piccolo giardino di piazza Statuto c'è un tombino che per alcuni sarebbe la porta dell'inferno: qui nella notte si aggirano ombre scure e si odono urla stridenti di chi venne condannato a morte. Mentre un fantasma che ricorda, almeno negli abiti, Camillo Benso conte di Cavour infesterebbe un palazzo in una traversa di corso Matteotti.
 
 
I FANTASMI DI NAPOLI E TRIESTE
A Napoli le leggende sugli spiriti sono antiche e ben radicate. Due su tutte: 'a bella 'mbriana e 'o Munaciello. La prima è uno spirito benevolo: una splendida signora che porta nelle case benessere, salute e buona sorte. Per cui si usava lasciare nelle case una sedia libera per farla riposare e un mazzo di fiori per accoglierla. Non è invece per nulla benvenuto 'o Munaciello, spirito bizzarro e cattivo che regala soldi oppure dispensa schiaffi alle sue prescelte.
 
A Trieste i fantasmi sarebbe di casa al Castello di Miramare. Due le leggende: la prima dice che chiunque dorma una notte al suo interno morirà fuori dalla propria patria, come è accaduto a Massimiliano d'Asburgo e alla sua consorte. La seconda sostiene che lo stesso nobiluomo appaia talvolta nel giardino del castello per ammirare le piante provenienti da tutto il mondo. Non manca un fantasma letterario, ovvero Gabriele d’Annunzio che, impeccabilmente vestito, si aggirerebbe a chiedere informazioni per arrivare a Fiume.
 
 
IL FANTASMA DEL TEATRO MASSIMO  A PALERMO
Come nelle migliori tradizioni un fantasma si trova anche a Palermo, a teatro. Al Massimo infatti si dice che giri tra i palchi e dietro al proscenio il fantasma di una suora, la cui tomba sarebbe stata violata durante la costruzione del teatro stesso. Una delle storie che si raccontano, ovvio. Ma pare che non creda alla sua presenza inciampi sempre in un gradino, il gradino della suora.