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Dalle Dolomiti all'Etna, gli osservatori astronomici in tutta Italia per non perdere lo spettacolo della volta celeste

Dove vedere le stelle in montagna questa estate

di 
Fabrizio Milanesi
13 Luglio 2017
“Grande cosa è certamente alla immensa moltitudine delle stelle fisse che fino a oggi si potevano scorgere con la facoltà naturale, aggiungerne e far manifeste all'occhio umano altre innumeri, prima non mai vedute e che il numero delle antiche e note superano più di dieci volte”. (Galileo Galilei, Sidereus Nuncius – marzo 1610)
 
Certo Galileo non avrebbe aspettato le notti delle stelle cadenti per alzare gli occhi al cielo. Anche noi senza sottrarci al fascino della notte di San Lorenzo vogliamo darvi qualche dritta per scrutare stelle e pianeti da luoghi affascinanti come solo sanno esserlo gli osservatori astronomici  lontani dalle luci cittadine, magari in montagna, dove anche l'aria rarefatta da' il suo contributo allo spettacolo celeste. 
 
Stelle, galassie, nebulose, pianeti, quasar si possono ammirare da un osservatorio in tre modalità (prendendo a riferimento la luminosità di Sirio): a occhio nudo (fino alla magnitudine 6; appoggiando l’occhio alla lente del telescopio (fino alla magnitudine 12); oppure con una macchina fotografica digitale o una videocamera appoggiata all’oculare del telescopio (fino a magnitudine 17), cioè 6.300mila volte meno brillanti di Sirio.
 
L'Helix Nebula, una delle nebulose più vicine alla terra

1. DOLOMITI - OSSERVATORIO DEL COL DRUSCIÈ
Si tratta di un osservatorio ai piedi del massiccio delle Tofane, 1780 m di quota. Sotto una cupola di 5 m, trova posto un telescopio Newton-Cassegrain di 50 cm di diametro, al tempo il più grande d’Italia gestito da astrofili e tutt’oggi tra i maggiori strumenti amatoriali.

La costruzione avvenne nel 1975 con il contributo di un gruppo di astrofili che avevano fondato nel 1972 l’Associazione Astronomica Cortina. La storia però nasconde un aneddoto curioso. Uno dei maggiori sostenitori del progetto fu Helmut Ullrich, il tecnico elettronico austriaco che inventò niente di meno che il Modem.
 
Alla sua memoria è dedicato il centro che oggi è visitatissimo da ricercatori e appassionati, studenti e curiosi che intuiscono il valore aggiunto di una posizione in altura in un contesto dove le luci e l’inquinamento lasciano spazio alla volta celeste.
 
Per conoscere il calendario degli eventi al Col Druscié e ammirare il cielo delle Dolomiti il sito di riferimento è www.cortinastelle.eu
 
2. VENETO, ASIAGO E CIMA EKAR 
Sono i due osservatori in montagna che fanno parte dell’Osservatorio Astronomico di Padova, anch’esso sotto il cappello dell’Inaf. L'attività principale dell'istituto è la ricerca scientifica nei vari campi dell'astrofisica, inclusa la progettazione e lo sviluppo di tecnologie innovative per strumentazione astronomica d’avanguardia.
 
Ma tantissime sono le occasioni per avvicinare le stazioni grazie a progetti di didattica e divulgazione dell’astronomia. Soprattutto ad Asiago non si contano le iniziative aperte al pubblico, le notti in località Pennar si svolgono in una sala multimediale da cui osservare “da remoto” la volta ripresa con il telescopio Schmidt installato a Cima Ekar.
 
In dotazione della sala ci sono: un telescopio Celestron C-11 (279 mm, lunghezza focale 2800 mm, f/10) e un rifrattore Vixen (102 mm, lunghezza focale 1000 mm, f/10). La sala multimediale è accessibile ai portatori di handicap. www.oapd.inaf.it
 
 
3. TOSCANA, FIRENZE - ARCETRI
In omaggio proprio a Galileo facciamo una deroga alle altitudini, perché il pioniere delle stelle trascorse sui colli fiorentini gli ultimi anni di osservazioni astronomiche.
 
Oggi l’Osservatorio di Arcetri, gestito dall'Istituto Nazionale di Astrofisica, si occupa dello studio dei raggi cosmici, della fisica solare e della formazione stellare, ma anche di ricerche nell'ambito dell'ottica e della radioastronomia. Sono previste visite guidate notturne e diurne. www.arcetri.astro.it
 

4. PISTOIA - OSSERVATORIO ASTRONOMICO DELLA MONTAGNA PISTOIESE
Tra l’Abetone, Pistoia e Lucca. I telescopi si trovano a un’altitudine di 950 metri, in località Pian dei Termini, nel Comune di San Marcello Pistoiese, che ha costruito l'osservatorio insieme alla Provincia di Pistoia, il Comune di Piteglio e la Regione Toscana.
 
La prima cupola è una costruzione sferica di 5 metri di diametro, ruotante a 360 gradi, ed ospita il vecchio telescopio da 40 cm di diametro, mentre la seconda, di recente costruzione, ospita un nuovo telescopio da 60 centimetri.
 
L'osservatorio è aperto al pubblico nelle ore serali, il venerdi e il sabato (d'estate anche il Lunedì) di ogni settimana. Un’occasione da non segnarsi è l’appuntamento con l’osservazione del sole. In inverno gli eventi sono il martedì e il giovedi mentre all’estate sono state dedicati il martedì e la domenica. www.gamp-pt.net
 
5. ABRUZZO, GRAN SASSO D'ITALIA - CAMPO IMPERATORE
Campo Imperatore è davvero una meta da non perdere. L’altopiano a 2220 metri è il cuore dell’Appennino aquilano e del massiccio del Gran Sasso d‘Italia.
 
L'Osservatorio Astronomico nella località di Fonte Cerreto Assergi è meta ogni anno di migliaia di visitatori  che possono dividersi in visite guidate aperte a gruppi da un minimo di 10 fino ad un massimo di 25 persone per turno. I percorsi didattici differenti sono offerti al pubblico sempre compatibilmente con le attività scientifiche.
 
La visita diurna dura circa un’ora e mezza e prevede l'ingresso nell'Osservatorio, la partecipazione ad una conferenza tenuta da un astronomo, la visita ad uno dei telescopi e (in caso di condizioni meteorologiche favorevoli) l'osservazione del Sole con un telescopio dedicato sistemato nel giardino.
 
La visita serale inizia alle 21, dura circa 2 ore e mezza ed è solo su prenotazione. Si accede all’osservatorio e dopo una conferenza si visita uno dei telescopi principali e in caso di meteo favorevole si ammira il cielo notturno, con una serie di telescopi sistemati nel giardino. Durante la stagione invernale le visite serali sono sospese. www.ilgransasso.it
 
 
SICILIA - PENDICI DELL'ETNA
A 1725 metri d’altitudine, nel cuore del parco dell’Etna, si trova la sede Mario Fracastoro dell’Osservatorio Astrofisico di Catania, anch’esso sotto la gestione dell’Istituto Nazionale di Astrofisica.
 
Nell’area di Piano Vetore (contrada Serra la Nave) c’è un gran viavai di ricercatori italiani e stranieri e la sede viene utilizzata anche per la didattica dell'astrofisica sperimentale di livello universitario.
 
A fianco dell’attività di ricerca non mancano certo le occasioni per essere protagonisti di visite pubbliche illustrate dagli astronomi e se ci fossero particolari eventi astronomici vengono organizzate serate tematiche.

Se osservare la volta celeste è sempre emozionante, farlo ai piedi di un vulcano in attività accresce il fascino dell’esperienza. Si avvicinano i telescopi, si osserva il cielo a occhio nudo e si può approfittare di spiegazioni e approfondimenti, che spesso entrano nei calendari dell’anno scolastico.  
 
Proprio la grande richiesta di visite pubbliche l’osservatorio con l’apporto del Miur si è dotato di un telescopio interamente dedicato alla divulgazione accessibile anche alle persone con disabilità. www.parcoetna.it
 
 
SARDEGNA – MONTE ARMIDDA
Per raggiungere uno dei cieli più bui d’Europa è utile non sbagliare strada. Quindi mettetevi al volante da Lanusei sulla SS198 in direzione Nuoro, al bivio per Gairo proseguite fino alla casa cantoniera di Sarcerei e girate a destra iniziando la salita al monte Armidda. Un cartello con la scritta Osservatorio Astronomico vi darà il benvenuto.
 
Questo centro è il frutto della passione di una comunità di astrofili che gestiscono in autonomia e in modalità volontarie l’osservatorio. Ma un cielo così non fa gola solo ai turisti, infatti sono numerosi gli scienziati che da tutta l’Italia si spingono sull’Armidda per le loro ricerche. Si contano così ben 1800 presenze all’anno, soprattutto concentrate nel periodo estivo. Alle scolaresche si dedica perlopiù l’agenda invernale con il vantaggio di poter mostrare gli studenti anche le strutture del planetario di Lanusei. www.astroarmidda.it
 
Un'immagine notturna della Via Lattea