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I posti migliori in cui assaggiare cibi e vini internazionali a Expo Milano 2015. Senza spendere troppo

Dove mangiare a Expo 2015

di 
Luca Bonora e Stefano Brambilla
23 Settembre 2015
 
Forse non era nato con questo obiettivo, ma è innegabile che oggi Expo Milano sia, per usare le parole del giornalista gastronomo Paolo Marchi, “Il più grande ristorante del mondo”. E anche se - formalmente - nessuno dice “Vado a Expo per mangiare”, quasi tutti lo fanno. Soprattutto la sera, quando il biglietto d’ingresso – dopo le 19, dopo le 18 da fine agosto – diventa di 5 euro. Siccome però vari padiglioni chiudono alle 21 e qualche ristorante anche, meglio avere le idee chiare su cosa e dove mangiare. Ecco i nostri consigli.
 
TRA SUSHI E CEVICHE
La parola d’ordine dovrebbe essere sperimentazione, ovvero assaggiare cucine esotiche e solitamente difficili da trovare. Come quella della Corea del Sud o del Giappone, che ha un ristorante di alta cucina (e prezzi altissimi) e un bistrot altrettanto di qualità, ma un po' più abbordabile (si può anche ordinare dalle macchinette, ma prevedere sempre molta coda). Qualche numero: piatti coreani (riso con altri ingredienti, ma anche frutti di mare, maiale grigliato, pollo marinato) da 15 a 22 euro e ristorante aperto fino alle 22. Anche l'Indonesia offre una buona cucina, con menu a 10 e 20 euro: sapori diversi dai precedenti ma altrettanto esotici.

Dall’Asia al Sud America. Molto valide soprattutto le proposte dell’Argentina (le classiche empanadas di carne, verdura o formaggio, ma anche misto di carni alla griglia) e dell’Ecuador, il cui spazio è minimal ma regala piatti molto interessanti, dalle polpette di quinoa al ceviche. Il ristorante argentino apre fino alle 22, nel weekend fino alle 23; portate da 4,5 fino a 20 euro (la parillada, ovvero la grigliata mista!); buona anche la lista dei vini. Le portate dell'Ecuador sono economiche (da 4,5 a 13 euro circa), ma la coda è spesso lunga; ristorante aperto fino alle 22.

Anche Cile e Brasile offrono due buoni ristoranti, anche se a nostro parere un gradino sotto rispetto agli altri appena citati. Il padiglione Expo del Brasile propone due menu: uno più corposo - detto churrascaria che prevede una lunga serie di portate, a 45 euro bevande e dolci esclusi; uno detto prato, a 22 euro. Il ristorante è aperto fino alle 22, come quello del Cile. 



VIAGGIO IN ORIENTE
C'è solo l'imbarazzo della scelta per chi ama i sapori del Vicino e del Medio Oriente - e i ristorantini o i chioschi, in questo caso, sono tutti piuttosto economici. Al padiglione Turchia offrono antipastini vari, kebab e spezzatini a 5/8 euro (cucina aperta fino alle 22, durante il weekend fino alle 23); e nei cluster biomediterraneo e zone aride dell'Expo vi aspettano gli angoli di Libano (con buonissimi dolci, per chi piace il genere mieloso!) e Palestina. Anche Israele offre un buon menu, con la possibilità di apparecchiare un vero e proprio picnic sul prato dietro al padiglione (viene fornito anche il cestino!). 

Chi desidera uno spuntino un po' particolare può cercare i fagottini caldi ripieni di carne speziata e cipolla al padiglione Uzbekistan, nel cluster frutta e legumi. E anche se con l'Oriente non c'entra nulla, ricordiamo qui per affinità di sapori anche il ristorante del Marocco, piacevole e accattivante con le sue tajine (pollo limoni canditi e olive, oppure manzo prugne e sesamo), prezzi da 5 a 12 euro e apertura fino alle 22. Una menzione speciale al ristorante dell'Algeria, nel cluster bio-mediterraneo: ambientazione curata e molto gradevole (una vera e propria saletta specchiata in cui sembra di essere trasportati ad Algeri), buffet vegeteriano a 20 euro con varie specialità e buon cuscus con pollo a 22 euro. Il servizio è professionale e davvero attento. Se volete ritagliarvi uno spazio lontano dalla folla per un paio d'ore, questo è il posto che fa per voi!

 
LA VECCHIA EUROPA
Moltissimi i padiglioni europei all'Expo e ovviamente moltissimi i ristoranti collegati. A noi sono piaciuti specialmente la proposta della Spagna, con una grande varietà di tapas (per la precisione pinchos, di derivazione basca, nella foto sotto, con costi purtroppo un po' troppo alti - da 8 a 24 euro a piattino), e quella dell’Austria, dove anche il menu è all’insegna della natura. Quest'ultima propone il Luftbar, un lungo bancone nel cuore del bosco, con pochi piatti tutti buoni da 4 a 10 euro (fino alle 22). 

Ma da non trascurare anche la cucina dei Paesi baltici (Lituania ed Estonia offrono un ampio menu con prezzi contenuti) e quelli dei Paesi dell'est, con la Polonia che fino alle 22 (nel weekend fino alle 23) porpone un menu vario e interessante, con salmone, ravioli, aringa con uva passa, anatra arrosto (piatti fino a 12 euro). Per chi vuole rimanere più vicino: ottima la fonduta della Svizzera (piatti da 12,50 a 19 euro, apertura fino alle 22) e buoni i piatti di pesce proposti dal ristorante di Monaco, con prezzi da ristorante milanese. Dobbiamo dire che ci siamo trovati bene anche al ristorante sotto il padiglione della Germania (ce ne sono due, quello al primo piano è più chic), dove si cena con stinco, wurstel, patate e vari piatti succulenti: ottime ricette e soprattutto ottima organizzazione, i piatti arrivano meno di cinque minuti dopo che li si è ordinati!


 
STREET FOOD
Chi ha fame di street food avrà... da leccarsi i baffi! Ottima la proposta un po' in giro per tutta Expo. Per contraddire qualche luogo comune, iniziamo dal padiglione Usa dove vi attendono hamburger spettacolari – niente a che vedere con quelli cui ci hanno abituato i fast food  -, le mitiche costolette di maiale e lobster roll (sandwich all'aragosta, nella foto sopra) da leccarsi i baffi. Molte le code, però. 

Il padiglione Olanda è ottimo per riposarsi, mangiare e divertirsi: concepito proprio come un insieme di food truck, offre moltissime ricette, tutte buone e a prezzi moderati (e infatti è affollatissimo la sera!). Dai minipancake alle polpette, dalle patatine fritte ai wurstel e agli hotdog c'è solo l'imbarazzo della scelta (e rimangono aperti fino a tardi). Ottime patatine fritte pure davanti al padiglione del Belgio (infatti c'è sempre la coda).

Molte le proposte di pizza, fritti, gelati (con almeno cinque marche presenti, tra confezionati e artigianali, tra cui ricordiamo l'ottimo Rigoletto, Amalo e Magnum che crea gelati personalizzati al momento - entrambi sono chioschi sparsi per l'Expo, da trovare sulla cartina). Per chi invece ama i salumi, ricordiamo che i chioschi di Beretta e Citterio offrono panini con ottimi prosciutti rispettivamente a soli 2,5 euro e 3 euro (il primo è vicino al padiglione Francia, l'altro nel padiglione Italia). 



VIVA L'ITALIA
Dobbiamo iniziare parlando dei venti ristoranti di Eataly, in ottima posizione sul decumano, uno per ogni regione italiana - davvero tante le specialità proposte, dai cannoli ai canederli (ristoranti fino alle 22 o 23, prezzi vari ma generalmente medi). Ma dobbiamo citare anche il ristorante di Alce Nero Berberè, nel parco del Biologico e della Biodiversità, con un'ottima pizza e piatti del giorno da mangiare in un piacevole contesto (da 5 a 10 euro, fino alle 22); in particolare, le pizze -  firmate Berberè, la giovane società dei fratelli Aloe - sono a lievitazione naturale, mentre la proposta gastronomica - creata da Simone Salvini, tra i massimi chef di cucina vegetariana in Italia (nella foto sotto) - offre solo ingredienti biologici e vegetariani.

Per chi vuole sperimentare l’alta cucina, c’è un indirizzo obbligatorio: il padiglione di Identità Golose, che ospita ogni settimana uno chef stellato diverso, dal mercoledì alla domenica, con un menu degustazione a prezzi contenuti (per uno stellato: 75 euro). Fra i maestri che si succederanno in cucina, Claudio Sadler, Davide Oldani (che ha anche uno spazio tutto suo a Expo), Moreno Cedroni, Davide Scabin e anche grandi nomi internazionali.

 
E SE VOGLIO IL VINO?
Gli spazi dedicati al vino sono sicuramente minori, ma non mancano. La parte del leone la fa il padiglione italianissimo ma dal nome inglese (chissà perché poi) di Taste of wine (nella foto sopra), sul cardo, dove sono in degustazione 1.300 etichette rappresentative di tutte le regioni italiane. per 10 euro è possibile avere un calice, tre assaggi e la consulenza dei sommelier presenti. Non è poco.

C’è l’area Franciacorta, che propone in degustazione bollicine metodo champenois dell’area lombarda, in abbinamento con caviale o con altri piatti rappresentativi del territorio - formaggio  latticini, affettati e salumi, ma anche tartare di manzo, e un paio di raffinati piatti vegan friend -. In degustazione permanente 10 etichette top, con prezzi decisamente accessibili: 4 euro al calice, 20 euro al bottiglie. E poi al bancone ci sono altre proposte a rotazione.

La birra è ben rappresentata ma fondamentalmente a livello di brand, con i due marchi concorrenti eppure quasi omonimi, Poretti e Moretti, presenti sul cardo nell’area Italia.
Ci aspettavamo una rappresentanza anche minima di bordeaux e beaujolais, e invece nel padiglione della Francia non ce n’è traccia. In compenso nel padiglione della Spagna e soprattutto in quello del Cile c’è un’ampia scelta di vini, sia in bottiglia sia in degustazione. Cin cin.


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