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Tra geografia, giurisprudenza e politica, gli Stati che non sono Stati

Dieci Paesi che non esistono (o quasi)

di 
Tino Mantarro
4 Gennaio 2016

Il sogno inconfessato di ogni viaggiatore che si rispetti è mettere piede in ogni Stato del mondo. Ma qui arriva il difficile. Quanti sono davvero gli Stati del mondo? E come li contiamo? Ma soprattutto: come la mettiamo con quei territori che nessuno riconosce come Stati autonomi e ciò non di meno esistono? Ovvero, se vado in Transnistria conta come uno Stato anche se non lo riconosce nessuno? E che cosa ci sarebbe da vedere poi in Transnistria?

Le Nazioni Unite riconoscono 193 Stati, più due con status di osservatore, ovvero Città del Vaticano e Palestina. Esistono poi altre 11 entità che si auto-riconoscono come Stati de facto, ma hanno pochi o nessun riconoscimento internazionale. Situazioni diversissime una con l’altra, perché vanno da Taiwan (che un tempo era addirittura membro permanente del Consiglio di sicurezza e adesso ha uno status sui generis) a Niue e le isole Cook (liberi stati in associazione con la Nuova Zelanda) al Kosovo, contestato dalla Serbia ma riconosciuto da oltre cento Paesi, fino alla Transnistria e al Somaliland, che nessuno riconosce.
 
CHE COSA FA DI UNO STATO UNO STATO?
Decidere che cosa faccia di uno Stato uno Stato è una questione che afferisce più alla sfera della giurisprudenza che alla geografia o alla storia. Giuridicamente uno Stato per esistere ha bisogno di diversi elementi, non ultimo il riconoscimento da parte degli altri Stati. Senza questo elemento hai voglia a dire che il tuo è un territorio sovrano con tanto di bandiera, moneta, capitale, inno, servizio di polizia e passaporti. Semplicemente non esisti, o quantomeno gli altri fanno come se tu non esistessi. Questo per quel che riguarda la giurisprudenza e anche la storia. Ma per quanto riguarda il viaggio, beh, questi Paesi non riconosciuti sono tutti da scoprire. Ecco 10 Paesi che non esistono da visitare (forse).
 
1. SOMALILAND
Il ministero degli Esteri sconsiglia vivamente la visita di questo Paese non riconosciuto da nessuno nel Corno d’Africa. E a dirla tutta fa abbastanza bene, perché non è certo la zona più tranquilla del pianeta. Però l’ex Somalia Britannica, indipendente per soli 5 giorni nel 1960 e poi annessa dalla Somalia, dal 18 maggio 1991 si è autoproclamata indipendente. Oggi il Somaliland è un Paese a tutti gli effetti con 3,5 milioni di abitanti che in qualche modo si dà addirittura da fare per incoraggiare il turismo con una politica di Visa on arrival (costa 60 dollari) per agevolare i viaggiatori. Peccato che per girare nel Paese sia consigliato dotarsi di una scorta armata per superare senza problemi i numerosi check point. Detto questo, il Somaliland rimane di gran lunga la zona più tranquilla di tutta la Somalia.
 
2. TRANSNISTRIA
Se la Repubblica di Moldova è un Paese poco visitato, la Repubblica Moldava di Pridniestrov lo è ancora meno. Stato indipendente de facto dal 1990 quando si separò unilateralmente dalla Moldavia oggi è uno stato nello stato che viene considerato il buco nero d’Europa. La capitale Tiraspol è un pezzo di Unione Sovietica ancora in funzione, con una bella statua di Lenin che troneggia davanti al Parlamento. Non per nulla nella bandiera rimangono in bellavista falce e martello un campo rosso. Il Paese ha un’economia che si basa sul commercio di armi e altri traffici loschi, gestiti da una compagnia, la Sheriff che è uno Stato nello Stato. Entrarci è abbastanza facile, non servono visti. Solo una buona dose di pazienza nel trattare con la polizia locale.
 
3. KOSOVO
Autoproclamatasi indipendente dalla Serbia nel 2008, il Kosovo è una zona dei Balcani meridionali a maggioranza albanese che fino all’indipendenza era una regione autonoma della Serbia. Riconosciuto da un centinaio di Paesi tra cui l’Italia, il Kosovo è uno Stato di facto che avrebbe un buon potenziale turistico ma sconta la povertà di strutture alberghiere. Prevalentemente muontuoso, ricco di montagne, vanta anche alcuni patrimoni Unesco, come i monasteri ortodossi di Gracanica e il patriarcato di Pec, e la bella città di Prizren con la sua antica architettura ottomana. Visitarla è abbastanza semplice, ci sono anche diversi voli diretti per Pristina dall’Italia e basta il passaporto, poi all’ingresso si ottiene (gratis) il visto per 90 giorni.
 
4. NIUE & ISOLE COOK
Perché non andare in un paradiso tropicale tutto sabbia e spiagge cristalline? Già, perché? A parte il costo del biglietto (e del relativo soggiorno) non ci sono controindicazioni di sorta per un viaggio in Oceania alla scoperta di queste isole perfette. Ex colonie britanniche, dal 1974 Niue e le Isole Cook sono stati in libera associazione con la Nuova Zelanda (da cui Niue dista 2.400 chilometri).

 
5. OSSEZIA DEL SUD
Piccola Repubblica indipendente del Caucaso (ha 55mila abitanti quasi tutti concentrati nella capitale Tskhinvali) si è staccata dalla Georgia nel 2008 dopo un conflitto armato in cui le truppe di Tbilisi cercarono di riconquistare quello che de facto era un territorio semi-indipendente fin dall’indipendenza dall’Unione Sovietica, nel 1991. Montuosa e ricca di corsi d’acqua, l’Ossezia del Sud è riconosciuta da 5 Paesi (tra cui Nauru e Tuvalu!), ma da vedere c’è oggettivamente poco: qualche torre, delle fortezze medievali e del turismo di montagna, anche se le strutture sono poche e malridotte.

6. CIPRO NORD
La Repubblica turca di Cipro Nord si estende nella zona settentrionale dell’isola di Cipro. Invasa dall’esercito turco dopo il 1974 oggi è uno stato indipendente riconosciuto solo dalla Turchia. Ci sono diversi piani di riunificazione dell’isola, ma la questione è ancora aperta. A livello turistico si può visitare tranquillamente accedendo dai punti di passaggio lungo la linea di demarcazione. Cipro Nord è nota soprattutto per le sue spiagge, ma anche Famagosta merita un visita.

7. ABKHAZIA
L’Abcasia o Abkhazia è un territorio che si affaccia sul mar Nero de facto indipendente staccatosi dalla Georgia nel 1992. Da allora vive sotto tutela (armata) della Russia e di una missione di osservatori delle Nazioni Unite. Durante il periodo sovietico la capitale Sukhumi, con la vicina Sochi, era una delle destinazioni privilegiate delle vacanze estive dei burocrati di Mosca, al punto che anche Stalin aveva una dacia da queste parti. Oggi si può visitare abbastanza facilmente entrando dalla Russia, basta avere un visto a doppio ingresso per rientrare in Russia, i collegamenti con la Georgia sono, come dire, difficoltosi.


 
8. SAHARA OCCIDENTALE
Ex colonia spagnola attualmente reclamata dal Marocco, il territorio prevalentemente desertico dell'Sahara spagnolo, detto anche Sahara occidentale si è auto dichiarato indipendente nel 1975, come Repubblica democratica araba Sahrawi, dal nome del popolo beduino che abita queste lande desertiche. Da allora per anni è andata avanti una guerriglia tra il Fronte Polisario (appoggiato dall'Algeria) e il governo marocchino che ha portato a un cessate il fuoco nel 1991 con la promessa, sostenuta dall’ONU, di un referendum per il l’indipendenza della piccola repubblica (meno 100mila abitanti). Referendum che a oggi non si è ancora tenuto. Il territorio è dominato per la maggior parte dal Marocco, mentre il Fronte Polisario controlla una parte vicino al confine con la Mauritania. Cosa c’è da vedere? Deserto, deserto e ancora deserto, ma anche intoccate spiagge atlantiche.
 
9. TAIWAN
Non è propriamente un Paese che non esiste: è piuttosto un Paese non riconosciuto ufficialmente dalla maggioranza degli altri (solo da 22 Paesi più il Vaticano) per ragioni di fine geopolitica. O riconosci la Repubblica popolare cinese o la Repubblica di Cina, oppure riconosci Taiwan. E oggi quasi tutti riconoscono la Cina. Prima, fino al 1971 era diverso: i governi occidentali riconoscevano Taiwan che sedeve nel Consiglio di Sicurezza dell'Onu. Questo non impedisce a Taiwan di essere la quinta economia dell'Asia e una destinazione turistica interessante, soprattutto perché è qui che sopravvive la cultura tradizionale cinese, fatta di superstizione, religione e ottima cucina di strada. Per andare non serve visto ed è collegata con voli diretti all'Italia (Roma Fiumicino) da China Airlines.

 
10. NAGORNO-KARABKH
Regione del Caucaso a maggioranza armena ma reclamata dall’Azerbaijan la Repubblica del Nagorno-Karabakh è una zona montagnosa al confine con l’Iran e l’Armenia riconosciuta da soli tre Paesi, e nessuno di questi tre è riconosciuto dalla comunità internazionale. Tra il 1991 e il 1994 è stato teatro di un conflitto tra Armenia e Azerbaijan e da allora è un territorio contestato. Per l’Onu è territorio azero, per il governo di Erevan è parte inseparabile dell’Armenia. A maggioranza cristiana è ricco di monasteri medievali abbarbicati sulle montagne e abbastanza popolari tra i turisti che la inseriscono nelle visite che sono estensioni, di norma, di un viaggio in Armenia.