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Un indimenticabile trekking transappenninico tra natura e storia

Cinque motivi per andare a piedi sulla Via degli Dei da Bologna a Firenze

di 
Piero Carlesi
30 Giugno 2017
Quando si dice Bologna-Firenze si pensa subito all'Autostrada del Sole, ovviamente. Ma non c'è solo quella: l'itinerario è in realtà antichissimo perché solo superando l'Appennino si riesce a passare dalle pianure del Nord al Centro Italia. Ci passarono gli Etruschi, i Liguri, i Galli, ovviamente i Romani. E poi Dante, Goethe, Casanova, Stendhal.
 
Molti i valichi da superare. Forse il più noto è il passo della Futa (903 metri) e qui passavano i viandanti e i pellegrini nel Medioevo; oggi invece passano i moderni camminatori lungo l'itinerario che è stato chiamato Via degli Dei per via del fatto che lungo l'itinerario si trovano il monte Venere, il monte di Giunone e non solo.
 
In sette-otto giorni di trekking, lontano dallo stress si trovano i paesaggi più diversi: verdi vallate, boschi di castagno, varie formazioni rocciose. Ogni tanto, all’improvviso, qualche casolare abbandonato. Presso Monzuno, al borgo delle Croci, ecco l'antico ospitale dove in pieno Medioevo i monaci davano vitto e alloggio ai pellegrini diretti in Toscana e quindi a Roma.
 
Al passo della Futa si trova il cimitero dei 30.683 soldati tedeschi morti durante la seconda guerra mondiale. Oltre il passo inizia la discesa verso il capoluogo toscano, ancora tra praterie, boschi e casali.
 
 
5 MOTIVI PER CAMMINARE SULLA VIA DEGLI DEI
 
1. Camminare sulle rocce plioceniche sopra Sasso Marconi, dove svettano vari torrioni, calcando la sabbia dell'antico mare fino alla vetta del monte Adone, scoprendo lungo il tragitto varie e interessanti conchiglie fossili.
 
2. Vedere, ormai in mezzo alla natura, nei pressi del Pian di Balestra dove c'è una cava di pietra, i resti selciati della Via Flaminia militare che passava di qui, sotto il passo della Futa. La via voluta dal console Caio Flaminio nel 187 a.C. è così chiamata per distinguerla dalla via Flaminia che collegava Roma a Rimini.

3. Visitare il grandioso cimitero militare tedesco del passo della Futa, dove molte lastre di pietra oggi sono spezzate dal vento e dalle intemperie.
 
4. Gustare i tipici prodotti della cucina appenninica come i tortelli di patata del Mugello e naturalmente la bistecca alla fiorentina.

5. Ammirare dall'alto, dal monastero di Monte Senario, la città di Firenze come non l'avete mai vista, con la gran cupola del Duomo eretta dal Brunelleschi, il campanile di Giotto e Palazzo Vecchio. Un panorama davvero indimenticabile.
 
 
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Ammirerete gli splendidi paesaggi appenninici, camminerete tra boschi e praterie, esplorerete antichi casali e risalierete la montagna fino al passo della Futa, tra villaggi abbandonati e una ricca flora e fauna. Siete pronti?
 

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