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Quali Paesi hanno rispettato l'argomento dell'esposizione? Ecco i nostri consigli per la visita

Che cosa vedere a Expo 2015: i dieci padiglioni più attinenti al tema "Nutrire il pianeta"

di 
Stefano Brambilla
29 Settembre 2015
 
- Gli eventi di Expo a ottobre

Entrando nel sito di Rho non tutti i visitatori si ricordano che ogni Expo si basa su un tema, scelto dal Paese organizzatore. Quello di Milano 2015 è ben chiaro: “Nutrire il pianeta, energia per la vita”. Anche se a volte non sembra essere chiaro ai Paesi partecipanti, che si sono sbizzarriti nel realizzare i loro padiglioni - alcuni non c’entrano davvero nulla con il filo conduttore dell’esposizione. Molti, tuttavia, hanno cercato di sviluppare il tema in maniera insolita e interessante: ecco i nostri preferiti (senza una classifica ben precisa), da non mancare durante una visita a Expo.

1. PADIGLIONE ZERO
Se arrivate a Expo con la metropolitana o con il passante ferroviario è il primo padiglione che vedrete. Ed è assolutamente quello con cui iniziare la visita: perché non c’è introduzione migliore al tema “Nutrire il pianeta, energia per la vita”. Una serie di spazi, alcuni davvero spettacolari, che ripercorrono la storia dell’uomo sul pianeta e del suo rapporto con il cibo: dall’invenzione dell’agricoltura e dell’allevamento, all’esigenza di conservare il cibo, ai progressi della tecnica, ai paradossi del mondo moderno - lo spreco alimentare, i cibi quotati in borsa. Fino ad arrivare alle buone pratiche sparse per il pianeta, quelle a cui ispirarsi per il futuro. Consigli: spalancate gli occhi nella sala iniziale (non vi diciamo cos’è) e abituatevi al buio; leggete le piccole didascalie poste in ogni stanza (non lo fa praticamente nessuno, ma sono scritte davvero bene e sono utilissime per capire i concetti); soffermatevi ad ammirare le infinite varietà di semi e frutti coltivati (tra le intercapedini si sente anche qualche profumo...); ammirate gli animali in scala 1:1 e gli oggetti antichissimi esposti nella sala della conservazione; e guardate con attenzione il video finale, che vi porterà dalle Canarie alla Sicilia in ambienti dove uomo e natura vanno davvero a braccetto. 
Info: aperto fino alle 21, code all’entrata, visita libera; tempo di visita attenta: almeno mezzora, meglio cinquanta minuti.



2. SVIZZERA
La Svizzera ha fatto del concetto il suo padiglione Expo. Nel senso che non ha tanto badato ad architetture vistose o appariscenti, puntando tutto sul significato, riassunto nella scritta sulla torre centrale: “Ce n’è per tutti?”. In poche parole: un grande magazzino di sale, acqua, mele e caffè, da cui ognuno può attingere quanto vuole, prelevando gratuitamente le quantità desiderate di alimenti. Ma attenzione: le quantità sono limitate! C’è il rischio che chi viene dopo di noi rimanga a secco. Ecco il semplicissimo quanto efficace ragionamento svizzero: le risorse non bastano a tutti, cerchiamo di pensare anche agli altri e di limitare i nostri consumi. Altrimenti il mondo rimarrà presto senza nutrimento.
Info: entrata da prenotare; necessario farlo sul sito www.padiglionesvizzero.ch; da ottobre possibile anche mettersi in coda, piuttosto lunga; interessanti anche le esibizioni collaterali (come il plastico del San Gottardo). Turni da 15 minuti, dalle 10 fino alle 21. 



3. ISRAELE
Non tutti sanno che Israele ha al suo interno una grande zona desertica, il Negev. E che in questa zona desertica da decenni sperimenta colture e metodi agricoli davvero innovativi. Il padiglione Expo racconta tutto questo, attraverso alcuni testimonial di “famiglia" - un simpatico ragazzo all’ingresso, la bella Moran all’interno, il nonno testardo contraddetto dalla tecnologia - e una serie di tre "filmati" molto ben fatti, divertenti ed efficaci, con ampio uso di tecnologia all’ultimo grido. Certo, il tono autoreferenziale a volte può risultare stucchevole - sembra che gli israeliani abbiano inventato tutto loro! - ma molti concetti rimangono in testa (insieme a Moran). Per esempio, lo sapevate che ci sono semi adatti all’acqua salata? Che si può irrigare goccia a goccia, senza sprechi? Che i pomodorini ciliegini vengono da Israele?
Info: padiglione aperto fino alle 21, visita obbligata a gruppi; spesso code all’entrata; tempo di visita: 20 minuti circa.


4. COREA DEL SUD
Anche la Corea, come Israele, ha la sua soluzione per nutrire il pianeta. E non si fa problemi a dire che è la migliore per tutto il mondo. Si chiama hansik ed è l’alimentazione nazionale coreana, basata sui concetti di equilibrio, fermentazione e conservazione. Spettacolare e semplice allo stesso tempo la sua presentazione all’interno del padiglione Expo: la stanza dell’equilibrio è dominata da due incredibili braccia meccaniche che girano a 360 gradi; quella della conservazione da centinaia di giare in cui altrettanti schermi mostrano le stagioni dell’anno. Si esce con una sensazione di armonia e viene voglia di assaggiare l’hansik - ovviamente c’è il ristorante a portata di mano. Attenzione, però: non è per tutti!
Info: padiglione aperto fino alle 21 (21.30 nei weekend), visita obbligata a gruppi, con personale molto gentile; spesso code all’entrata, anche lunghe; tempo di visita: 30 minuti circa. Per ricordarvi i benefici dell’hansik, prendete il volantino gratuito all’entrata (tra i pochi Paesi che lo propongono a tutti).



5. GERMANIA
Quello tedesco è forse il padiglione di Expo con più contenuti all’interno e uno di quelli più interattivi. Sembra quasi uno Science center, un museo della scienza di ultima concezione: chi è interessato ad approfondire i concetti potrebbe starci dentro ore intere. I tedeschi sono stati molto bravi sia nel proporre i concetti legati all’alimentazione del futuro, alla conservazione della biodiversità, all’importanza del clima, dell’acqua e della terra, sia nel creare un percorso che coinvolge grandi e piccoli (attraverso un semplice ed efficace stratagemma tecnico, il seedboard). Molto efficace la parte in cui bisogna interagire con altri visitatori per raggiungere l'obiettivo del gioco. Si passa poi al Giardino delle idee, dove si mostra come ognuno di noi può modificare attivamente il rapporto con la ntura; e si finisce con lo show, che prende spunto dalle api, con lo slogan “Bee active”. Bravi.
Info: padiglione aperto fino alle 21, visita libera; spesso code lunghe all’entrata; tempo di visita consigliata: almeno 30 minuti, meglio più a lungo. Terrazze ed esterni aperti fino a tardi, entrata senza code.



6. EMIRATI ARABI UNITI
E’ uno dei padiglioni Expo più visitati e amati - e lo si nota dalle code chilometriche all’entrata. A ragione: perché è uno degli spazi più spettacolari dell’esposizione, interessante anche per i contenuti. Tre gli spazi in cui si è guidati. In una struttura affascinante, in cui sembra di essere immersi tra le dune del deserto, si fanno domande e risposte sui temi della sostenibilità, delle risorse, dell’ambiente desertico: la tecnologia con gli ologrammi è affascinante, a volte le risposte un po’ troppo semplicistiche. Poi si viene introdotti al personaggio di Sara, che racconta la sua storia (o il suo sogno) tra tradizione e modernità: divertente e un po’ kitch il video con la canzone, ma non c’è dubbio che i concetti espressi rimangano in mente! Gran finale con la presentazione dell’Expo Dubai 2020: praticamente gli emiri hanno già concluso i lavori.
info: padiglione aperto fino alle 21 (ma ci si può mettere in coda fino alle 20), visita guidata, con spiegazioni; code anche molto lunghe all’entrata, consigliabile recarsi subito all’apertura o verso le 18 (anche se da agosto si attende sempre molto a lungo); tempo di visita consigliata: 40 minuti circa.



7. GIAPPONE
Altre code - un cartello all’ingresso avverte del tempo di attesa - e altro tempo ben speso. I giapponesi sono bravi a coniugare le loro due anime: quella seria, ingegneristica, molto puntuale e rigorosa; e quella scanzonata e sorridente, che a noi sembra anche un po’ ridicola, stile karaoke. Come per la Corea, l’armonia è il concetto di base: solo l’armonia può portare a un futuro migliore. E se nei primi spazi del padiglione Expo si viaggia attraverso suggestioni belle ma un po’ inutili (la colonna con le foto), poi il percorso diventa più interessante (le soluzioni per il pianeta), fino ad arrivare al ristorante del futuro, dove si interagisce con un paio di bacchette (e non vi anticipiamo altro). Da notare la presenza a rotazione delle varie prefetture in fondo all’esposizione, con interessanti eventi a tema. 
Info: padiglione aperto fino alle 21 (ma ci si può mettere in coda fino alle 20 circa), visita scaglionata e obbligata, con spiegazioni; code anche molto lunghe all’entrata, consigliabile recarsi all’apertura, entrando da Roserio e Merlata (la gente corre per mettersi in fila!), anche se da agosto si attende davvero molto a lungo; tempo di visita: 50 minuti circa. Utile scaricare la app realizzata per l'occasione, da utilizzare durante la visita.



8. KAZAKISTAN
A differenza di quelli di tanti altri Stati asiatici, il padiglione Expo del Kazakistan è a nostro parere centrato e interessante. Anche perché noi italiani sappiamo ben poco del grandissimo Paese dell’Asia centrale: e uscendo dal padiglione abbiamo imparato senz’altro qualcosa. Per esempio che in Kazakistan coltivano mele grandi un chilogrammo, che devono fronteggiare sciami di locuste assatanate (c’è anche un videogioco in cui bisogna proteggere i raccolti dalle invasioni delle cavallette, individuandole con un drone), che pescano enormi storioni (presenti vivi e vegeti in una vasca). Certo, non ci sono soluzioni per nutrire il pianeta, ma una panoramica sulle produzioni del Paese, ben fatta e ben spiegata - signorine attente e disponibili - sì. Non mancano, a latere, vari aspetti più giocosi ma altrettanto interessanti: l’artista che con la sabbia crea in diretta la storia del Paese, il video promozionale finale in cui si vola tra i monti e la capitale Astana.
Info: padiglione aperto fino alle 21, visita libera; spesso code all’entrata (da agosto si attende spesso a lungo); tempo di visita consigliata: almeno 30 minuti.



9. SLOW FOOD
Non c’è da stupirsi, che Slow Food abbia approntato un padiglione ben fatto e congegnato. Niente ologrammi, niente schermi, niente tecnologia: solo qualche installazione e la semplicità delle parole, per spiegare i problemi del nostro Pianeta e le soluzioni che possiamo apportare ogni giorno, anche nella vita quotidiana. Anche in questo caso si potrebbe rimanere a leggere per diverso tempo i vari argomenti, cercando di memorizzare più cose possibili, per esempio che cosa possiamo fare a casa o al supermercato. Siamo o non siamo cittadini della Terra? E siamo venuti o no a Expo anche per diventare un po’ migliori? Ecco, questo è il luogo per farlo.
Info: padiglione aperto fino alle 21, visita libera; nessuna coda; tempo di visita consigliata: almeno 30 minuti.



10. FRANCIA
L’ultimo padiglione che vogliamo consigliare in questa personale classifica è quello della Francia. Ma non tanto per il suo contenuto di prodotti appesi al soffitto, che a noi ha deluso molto; né per il pur meraviglioso orto mediterraneo creato all’entrata. Quanto per i suoi video. Perché i tre maxischermi posti all’interno del padiglione Expo su appositi carrelli (nella foto uno è sulla destra) trasmettono a nostro parere i video più efficaci, semplici, concisi ed esplicativi dell’esposizione: se si vuole capire perché il pianeta ha fame e ne avrà sempre di più, e come bisognerebbe cambiare tutto per nutrirlo meglio, si può senz’altro partire da qui. Se tutti i capi di Stato li vedessero e facessero propri i loro contenuti... I video-infografica sono in francese, inutile dirlo, ma con traduzione a fianco in italiano e inglese.  
Info: padiglione aperto fino alle 21, visita libera; code non troppo lunghe all'entrata; tempo di visita per vedere i tre video: quindici minuti.
 


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