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Il blu del mare, il fascino dell'interno. Ecco perché visitare questo tratto di Meridione

Calabria, costa ionica: weekend tra Soverato e Le Castella

di 
Luca Sartori
27 Luglio 2016
È il blu profondo del mare il protagonista della costa ionica calabrese. Terra ai margini dell’Italia, angolo del Meridione dove si respira l’aria del profondo sud d’Europa, cuore assolato del Mediterraneo, dove una manciata di borghi e cittadine si alternano ad ampie zone dove la natura regala ancora emozioni, dove monti e mare, zone collinari e spiagge non sono ancora divenute meta del turismo di massa.
 
Soverato, Le Castella e Santa Severina sono, per differenti motivi, tre mete imperdibili di questa costa calabrese. La prima è tra le località balneari più vivaci della regione. La seconda una delle perle storiche ed architettoniche più straordinarie del sud Italia. L’ultimo è invece uno dei borghi più caratteristici dell’entroterra.
 
VENERDI SERA A SOVERATO
Sono il mare da una parte ed i monti dall’altra, i compagni di viaggio lungo il litorale calabrese affacciato sullo Ionio. La statale che da Reggio porta a Taranto, costeggiando uno dei tratti di costa più spettacolari del continente, è un tripudio di colori e profumi, affacci sul mare e natura, spiagge e scogliere. Ulivi, fichi d’india e alberi da frutta costellano le alture punteggiate di borghi. Sulla costa è Soverato la capitale vacanziera, rinomata cittadina balneare ad una manciata di chilometri da Catanzaro.
 
Cena a base di pesce. Per iniziare un buon piatto di linguine vongole e gamberi per proseguire con una frittura mista da accompagnare con un vino tipico del crotonese, un Cirò Bianco. Poi una passeggiata per le strade di Soverato, tra i tanti locali, per chiudere con un salto in riva al mare.
 
 
SABATO A SOVERATO E LE CASTELLA
È lo splendido mare ad ammaliare i turisti che fin dal mattino si riversano sulle spiagge di questa importante cittadina della costa ionica calabrese. A conferma dell’ottimo stato di salute delle sue acque, Soverato vanta, nella sua baia, un parco marino dove sono abitualmente presenti due specie di cavallucci, entrambi in via d’estinzione, e dove è facile trovare esemplari di pesce ago e del mollusco tonna galea.
 
Un bagno e il sole regalano un po’ di relax nella prima mattina del weekend. Per godere però del miglior mare di questa porzione del golfo di Squillace ci si deve spostare qualche chilometro più a nord, a Copanello, frazione del comune di Stalettì, nel cuore della Costa degli Aranci, che sorge su una scogliera che regala scenari marini e fondali di particolare bellezza.
 
Concedersi un tuffo qui è quasi un obbligo, prima di buttarsi su un pranzo con i sapori del territorio. Si parte con un assaggio di peperoncini piccanti ripieni di tonno e capperi conservati sott’olio, e con un ricco assaggio di salumi tra cui il capocollo, la schiacciata calabra e la pancetta, da accompagnare con il buon pane casereccio calabrese.
 
 
Nel pomeriggio ci si sposta dalle terre del catanzarese a quelle crotonesi. È Le Castella la nuova destinazione, altra suggestiva località della costa ionica. In direzione nord, si costeggia il golfo di Squillace fino a giungere a questo estremo lembo di terra crotonese che si insinua nello Ionio. Botteghe e negozi, bar e ristoranti animano il borgo che sovrasta il gioiello della zona, la bella Fortezza Aragonese.
 
Quando ci si avvicina al mare ecco lentamente svelarsi la sua sagoma. Si rimane incantati dalla sua particolarità, dalla sua caratteristica ubicazione allungata nel mare, un mare dalle svariate tonalità, che dall’azzurro passa al blu, e che regala ancor più fascino a questo gioiello architettonico calabrese, set cinematografico di capolavori come “L’armata Brancaleone” di Monicelli e “Il Vangelo secondo Matteo” di Pasolini.  
 
La si raggiunge percorrendo una sottile lingua di terra che consente l’approdo superando le acque che la cingono. Le sue origini risalgono al XV secolo, e per secoli fu ricovero per i soldati impegnati nelle battaglie contro gli invasori provenienti dal mare.
 
La roccaforte poggia su fondamenta risalenti al 400 a.C. e la visita al sito illustra le differenti fasi edilizie sovrappostesi in epoche diverse. Alle sale video e foto e alla sala del Phrurion greco si uniscono una chiesetta ed una cappella, i bastioni panoramici e la torre duecentesca, che domina l’intero complesso.
 
La cena inizia con un antipasto di pesce per proseguire con una bella fetta di spada alla griglia, oppure con una frittura di calamari e gamberi. La passeggiata è l’occasione per ammirare la fortezza con le luci della sera, uno scenario unico.
 
 
DOMENICA A SANTA SEVERINA
Con una buona colazione salutiamo la Fortezza Aragonese per trascorrere la  prima parte della mattinata su una delle spiagge della frazione di Isola Capo Rizzuto. Poi si parte alla volta di uno dei borghi più caratteristici dell’entroterra crotonese, Santa Severina. Basta poco più di mezz’ora di strada  per raggiungere questo caratteristico borgo che compare appoggiato su di uno sperone roccioso, in un paesaggio montano a metà strada tra lo Ionio e la Sila. Perché una delle tante particolarità della Calabria è la rapidità con la quale si passa dai paesaggi marini a quelli montani.
 
Eccoci a pranzo con un ricco assaggio di formaggi, composto da pecorino delle terre crotonesi, un pò di provola silana, caprino e ricotta affumicata crotonese. L’accompagnamento è un Pollino Rosso, vino tipico delle vicine terre cosentine.
 
Pomeriggio a passeggio per le strade di Santa Severina, alla scoperta dei suoi tesori: cuore del paese è piazza Campo, a forma d’ellisse, con al centro la rosa dei venti ed una serie di disegni, tra cui pianeti e simboli alchemici. Poi la cattedrale, dedicata alla patrona Santa Anastasia, eretta nella seconda metà del Duecento, abbellita nei secoli successivi. Presenta un portale, opera di scalpellini meridionali, anch’esso risalente al Duecento.
 
Domina l’abitato il castello, risalente al periodo di dominazione normanna, che ospita il Museo Archeologico. Imperdibile poi il Battistero, gioiello dell’arte bizantina, dalla base circolare, con croce greca inserita; risalente al X secolo è la più notevole testimonianza del passato bizantino di Santa Severina. L'interno presenta una cupola dalla caratteristica forma " ad ombrello aperto " sorretta da otto colonne provenienti da edifici più antichi della zona. Al centro vi è la fonte battesimale, mentre sulle pareti sono visibili i resti di affreschi bizantini risalenti al periodo compreso tra il X ed il XII secolo.
 
 
Cena con polpette tipiche delle zone montane, preparate con l’impasto della carne di maiale cruda tritata, uova, pane ammollato, formaggio caprino, aglio, peperoncino, olio e sale, da accompagnare con le tradizionali melanzane ripiene di formaggio e verdure. E prima di concedersi una passeggiata serale tra i vicoli di questo borgo della Calabria ionica, da non perdere un assaggio d’amaro alla liquirizia, altro sapore intenso di questa terra dalle tinte forti.

INFORMAZIONI UTILI

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