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L'Automotoclub Storico Italiano acquista all'asta 79 pezzi da museo

Auto d'epoca, salvata la collezione Bertone

di 
Renato Scialpi
30 Settembre 2015
Capita, ogni tanto, che le brutte storie finiscano bene. Anche nel nostro Paese. La brutta storia è quella di Bertone, carrozzeria torinese fondata nel 1912, sviluppata da Nuccio Bertone – figlio del fondatore – tra gli anni Cinquanta e Ottanta e dal 2008 travolta da vicende giudiziarie che non è il caso di rivangare.

IL RISCHIO DISPERSIONE
Nel 2014, però, il fallimento di Bertone Stile ha fatto sì che finisse all'asta la collezione di auto del Museo Bertone, 79 pezzi di straordinario valore ambiti dai collezionisti di tutto il mondo. E non pochi hanno dato per certo che i preziosi prototipi realizzati in quarant'anni di attività da Nuccio Bertone e dal suo atelier – dove hanno lavorato a lungo firme del calibro di Marcello Gandini e Giorgietto Giugiaro – finissero dispersi ai quattro angoli del mondo. Nei garage di magnati russi e cinesi magari. O in quelli del sultano del Brunei.
 
 
IL SISTEMA ITALIA HA FUNZIONATO
La buona notizia, invece, è che nel caso della collezione Bertone il “sistema Italia” ha funzionato. Il primo passo è stata la dichiarazione del Mibact che ha vincolato la raccolta, imponendone l'asta nella sua totalità e sancendo che non può essere trasferita all'estero. Il secondo, ancora migliore, è che l'asta telematica svoltasi in questi giorni, dopo più di 40 rilanci con un rialzo superiore al 60 per cento della cifra di base, ha visto la vittoria dell'Asi, l'Automotoclub Storico Italiano. Per 3,5 milioni di euro, quindi, la storica istituzione italiana non solo ha evitato che la raccolta Bertone finisse nel garage di qualche facoltoso collezionista “sparendo” agli occhi degli appassionati, ma potrà garantire condizioni di mantenimento e restauro ideali.

UNA RACCOLTA FONDAMENTALE
Che si tratti di cimeli, come la Lamborghini Miura (progettata da Marcello Gandini) personale di Nuccio Bertone, o di pezzi fondamentali della storia dell'industrial design italiano come l'Alfa Romeo Montreal, dream car che a suo tempo fece impazzire la clientela nordamericana, in ogni caso una raccolta fondamentale per la storia del design del nostro Paese ha evitato una brutta fine.