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Ingresso gratuito per tutto il mese per il Triennale Design Museum

Agosto: la Triennale dà il buon esempio

di 
Renato Scialpi
2 Agosto 2011

Due buone notizie in una: non sempre il mese d’agosto è sinonimo di disattenzione per la cultura ed ecco perciò che la Triennale di Milano dà un ottimo esempio. Dal 1° al 31 agosto, infatti, non solo la Triennale resterà sempre aperta, lunedì di Ferragosto compreso, dalle 10.30 alle 20.30 (giovedì e venerdì fino alle 23), ma l’ingresso al Triennale Design Museum sarà pure gratuito, grazie al sostegno di un importante istituto bancario milanese.


 


Ribadito quindi ai distratti che gli unici giorni di agosto in cui la Triennale sarà chiusa al pubblico sono i lunedì 8, 22 e 29, sempre per chi si è fatto travolgere dall’affanno quotidiano la bella sorpresa è che è stata pure prorogata al 4 settembre l’apertura della straordinaria rassegna Espressioni di Gio Ponti, curata da Germano Celant in collaborazione con Gio Ponti Archives e gli Eredi di Gio Ponti, per celebrare nella sua città uno degli indiscussi maestri del Novecento.


 


E il fatto che si tratti dell’unica mostra a pagamento (8 euro di biglietto) della Triennale nel mese di agosto è compensata dalla sua eccezionale qualità. La ressegna dedicata a Giò Ponti attraverso oltre 250 tra disegni e dipinti, ceramiche e maioliche, mobili e oggetti, studi e modelli di architettura, porta all’attenzione del grande pubblico la ricca e complessa creatività di un’artista a tutto tondo, troppo spesso noto solo come “l’architetto del Pirellone” ,che ebbe inizio negli anni Venti con la direzione artistica della società Richard-Ginori e si dipanò per circa settant’anni nel campo dell’architettura, del design industriale, della produzione artigianale e artistica, senza dimenticare la ricerca e la comunicazione svolte nel campo delle arti.


 


Chicca finale per gli intenditori: il catalogo della mostra, edito da Electa, è in realtà la riedizione in facsimile di “Espressione di Gio Ponti”, la rara raccolta dei suoi progetti curata da Ponti stesso e data alle stampe un’unica volta nel 1954 (Daria Guarnati Editore, Milano).