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Verrà presentato il 31 marzo. Tema: il turismo deve tornare protagonista

Ecco il rapporto 2014 di Italiadecide

di 
Barbara Gallucci
27 Marzo 2014

Sarà presentato lunedì 31 marzo alle ore 11 nella sala della Regina a palazzo Montecitorio il Rapporto 2014 di Italiadecide dal titolo “Il Grand Tour del XXI secolo: l'Italia e i suoi territori”. Saranno presenti il presidente Giorgio Napolitano, Laura Boldrini, presidente della Camera dei deputati, Luciano Violante, presidente di Italiadecide, Dario Franceschini, ministro dei Beni e attività culturali e turismo, Alessandro Palanza, vicepresidente di Italiadecide e consigliere di Stato e Euro Beinat, professore di geoinformatica dell'università di Strasburgo. Nata per promuovere un'analisi condivisa e realistica dei problemi di fondo del nostro Paese e per guardare al futuro attraverso strategie di medio-lungo periodo, Italiadecide è un'associazione senza fini di lucro che ha tra i soci promotori Carlo Azeglio Ciampi, Giuliano Amato, Pier Carlo Padoan, e tra i fondatori Enel Spa, Eni Spa, Ferrovie dello Stato Spa.

 

Negli scorsi anni i rapporti annuali di Italiadecide si sono concentrati su infrastrutture strategiche, reti territoriali, energia, ciclo dei rifiuti. Temi chiave e fondamentali per la crescita del Paese. Quest'anno è la volta del turismo con il preciso obiettivo di capire come fare a tornare primi nel settore dopo 30 anni perché è strategico dal punto di vista economico. Decine i suggerimenti, le idee, i progetti raccontati da importanti relatori nel rapporto. Come quello di Oscar Farinetti, forse il più famoso (e riuscito) interprete del concetto di Made in Italy che, con chiarezza, scrive: “La capacità di accoglienza segnerà il solco tra popoli vincenti e perdenti. L'obiettivo per l'Italia è di raggiungere, entro sei anni i 120 milioni di turisti stranieri per anno, per diventare primi al mondo con un più 150% del fatturato e oltre il 20% del Pil”. Per farlo Farinetti non lesina in idee e concetti precisi, spesso anche duri, ma essenziali se si vuole davvero invertire la rotta.

 

Significativo anche l'intervento nel rapporto del Centro Studi del Touring Club Italiano, scritto dal suo direttore Massimiliano Vavassori, che racconta gli albori del turismo ante litteram in Italia, quando i nobili Romani si spostavano verso luoghi di villeggiatura del litorale, per proseguire poi con i pellegrinaggi religiosi e, successivamente, con il Grand Tour fino ad arrivare al turismo di oggi e alle sue potenzialità per le quali proprio il Touring Club italiano si spende da 120 anni, fin dalla sua fondazione quindi. I dati del World Travel & Tourism Council stimano il valore economico del turismo in Italia intorno al 4% del Pil con un valore aggiunto che arriva al 10,2% con una percentuale di occupati che arriva all'11,6%. Numeri che potrebbero aumentare notevolmente con un impegno collettivo nello sviluppo del settore. “Se l'Italia credesse di più nel turismo sarebbe un Paese migliore” conclude Vavassori. Un concetto da ribadire con forza che, si spera, sia sempre più condiviso e sostenuto a livello istituzionale. Expo 2015 a Milano potrebbe essere un laboratorio perfetto per elaborare la strategia vincente che ci riporti al numero uno.

 

Info: www.italiadecide.it