Scopri il mondo Touring
  • Home
  • News Touring
  • >
  • Bandiere Arancioni: un nuovo video con gli studenti di Maurizio Nichetti

I borghi accoglienti del Touring visti dal Centro Sperimentale di Cinematografia di Milano

Bandiere Arancioni: un nuovo video con gli studenti di Maurizio Nichetti

di 
Tino Mantarro
24 Marzo 2016
Ci sono Carla, Guido e Sara; Sara con l'h. Tre amici che scelgono di fare un weekend fuori dalla città. Carlo, Guido e Sara(h) sono i tre protagonisti dello spot dedicato alle Bandiere Arancioni del Touring Club Italiano girato dagli studenti del terzo anno del Centro Sperimentale di Cinematografia di Milano - Corso di Cinema d’Impresa, la cui direzione artistica è affidata a Maurizio Nichetti. «Per noi è stata un'occasione concreta per mettere gli studenti alla prova, per vedere come dalla teoria si passi alla pratica che poi è la logica con cui abbiamo impostato la didattica del Centro» spiega Nichetti.
 
 
Un'occasione che ha portato a uno spot di 45 secondi ideato e diretto da Giulia Canella e Giovanni Iavarone il cui concept iniziale ha convinto il Touring ad affidare a loro la realizzazione. «C'è stata una prima fase di raccolta delle idee sulla base di quello che chiedeva la committenza. Tutti gli studenti hanno presentato le proprie e una volta selezionata l'idea migliori abbiamo iniziato ad affinarla» racconta Nichetti.

Se i co-registi sono solo due, Giulia e Giovanni, tutti e 14 gli studenti della classe hanno preso parte alla realizzazione. «C'è chi ha fatto la produzione, chi l'attrezzista, chi l'aiuto regista, chi il costumista. È la prassi con cui lavoriamo: tutti devono imparare a far tutto, perché il mondo delle produzioni è cambiato e gli studenti devono uscire da qui in grado di affrontare ogni situazione lavorativa» aggiunge Nichetti. E questa era a tutti gli effetti una situazione lavorativa.

 
L'IDEA
Traccia. Il candidato racconti con uno spot da 45 secondi lo spirito di accoglienza dei borghi Bandiera Arancione. Svolgimento. «Nel progetto iniziale avevamo pensato a una giovane famiglia che sceglie di andare a passare qualche giorno in un Comune Bandiera Arancione» spiega Giovanni. «Poi abbiamo aggiustato la mira e la famiglia è diventata un gruppo di amici trentenni che non va scientemente in un borgo Bandiera Arancione ma ci si ritrova per caso dopo una serie di vicissitudini. Da questa occasione “sfortunata” nasce un'esperienza fortunata: sperimentare l'accoglienza di un comune Bandiera Arancione» sintetizza Giulia.

«Ci siamo ispirati al cinema francese, qualcosa come Amelie, che fosse fiabesco come Wes Anderson, ma avesse un tocco di ironia» aggiunge. «Quello che abbiamo voluto far emergere è una filosofia della gentilezza» spiega Nichetti. «Perché quell'Italia è bella, vero. Ma oltre al bello c'è una componente umana che abbiamo cercato di valorizzare che crediamo sia la chiave della diversità dei Comuni Bandiera Arancione che poi è diventata il filo rosso che lega tutto».
 
 
LA REALIZZAZIONE
«Nel filmato non si distingue nessun comune specifico perché non volevamo essere didascalici e soprattutto non ci piaceva far torto a nessuno dei 213 comuni. E comunque il mandato non era pensare a un luogo specifico ma all'accoglienza del luogo» spiega Giovanni. Così l'idea di ospitalità che emerge è un tratto caratteristico di ognuno dei borghi Bandiera Arancione, che altrimenti non sarebbero Bandiere Arancioni. «Per questo abbiamo scelto un modo non didascalico, che fosse leggero e piacevole, sempre sul filo dell'ironia» aggiunge Giulia. «La difficoltà tecnica nel girare uno spot di 45 secondi come questo sta nella sua complessità» spiega Nichetti. «Ci sono cinque, sei situazioni che durano quattro, cinque secondi l'una. Per cui devi creare cinque quadri diversi e legarli. Per farlo abbiamo lavorato come una troupe prefessionale di una produzione abbastanza grande per gli standard della pubblicità di oggi. Dalla scelta dell'idea alla realizzazione è passato un mese. Poi abbiamo passato un giorno nel nostro teatro di posa, due di riprese in esterna, uno di preparazione tecnica precedente» racconta Nichetti.
 
La parte più difficile dello spot? «Trovare un'ape arancione. Fino al giorno prima non c'era stato verso. Poi all'ultimo, grazie agli amici degli amici degli amici è saltata fuori ed è diventata un elemento iconico importante. Se non fosse stato arancione probabilmente non l'avremmo neanche fatta vedere» spiegano. Sono riusciti a rendere lo spirito delle Bandiere Arancioni? Giudicate voi.