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Nella Maremma toscana, tra Pitigliano, Sovana e Sorano

Weekend. Cosa fare a Pitigliano e dintorni

di 
Luca Sartori
29 Aprile 2014
Quando si approda in questo angolo di Toscana par quasi di essere giunti fuori dal mondo. Qui, più che in altre zone della regione, la natura appare incontaminata, avvolgente, emozionante. Estremo sud della Toscana e cuore genuino della Maremma, questo angolo del Grossetano con i suoi panorami, i suoi scorci unici, i suoi borghi da favola e il suo inestimabile patrimonio naturale è tra le zone più suggestive d’Italia. Terre di collina dove la storia si mescola armoniosamente con una natura talvolta dirompente, dove gli intensi sapori della cucina si sposano con alcuni tra i più importanti vini del centro Italia, mentre l’artigianato propone al turista un’apprezzabile e variegata scelta.
 
VENERDI SERA: L’ARRIVO A PITIGLIANO
Mentre il mare, lentamente, si allontana all’orizzonte, concedendo al golfo di Talamone di fare da pittoresco sfondo a campi e poggi per una buona manciata di chilometri, dolce è la salita che ci porta alle pendici del colle sul quale è appoggiato il borgo di Manciano. Il sole al tramonto dipinge di giallo e oro le sconfinate campagne che dal mare, poco alla volta, si allungano fino alle prime colline. Superiamo Manciano proseguendo, sulla statale 74 Maremmana, alla volta di Pitigliano

Il primo impatto con Pitigliano, per chi vi giunga dal mare, è emozionante. E’ una delle ultime curve, prima di arrivare nel borgo, a svelarne l’autentica meraviglia. Chiunque rimane senza fiato quando all’improvviso si trova al cospetto di questo paese unico appoggiato su di un enorme blocco di tufo. Difficile resistere a una fermata in questa curva per concedersi qualche minuto di ammirazione per uno dei panorami più belli dell’intera Toscana. Mentre gli ultimi colori cedono il passo alla notte, giunti nel borgo, una volta parcheggiato, ci si addentra in uno dei tanti locali. Per iniziare ad immergersi nella Maremma e nei suoi sapori si può iniziare con qualche antipasto di verdura e un carosello di formaggi tra cui i gustosi pecorini artigianali da sposare con miele di castagno e mostarde, da accompagnare possibilmente con il rosso locale, magari un Pitiglio, dal colore rosso rubino intenso. Con il cielo limpido, imperdibile una passeggiata da fare con il naso all’insù, godendo della suggestiva stellata maremmana. Non si poteva iniziare meglio: d'altronde sul paese sventola la Bandiera arancione del Touring. 


SABATO: PITIGLIANO
Dall’alto della rupe tufacea sulla quale si stende il borgo antico di Pitigliano è piacevole goder la colazione tra il via vai della gente e il colorito vociar dei maremmani. La mattinata è da dedicare al passeggio. Partenza e arrivo in piazza Garibaldi, seguendo l’itinerario pedonale che consente di apprezzare il meglio della piccola Gerusalemme, così definita per la presenza di un’importante comunità ebraica ben integrata nel contesto sociale che nel borgo aveva addirittura la sinagoga. Monumenti e botteghe consentono un curioso viaggio nella storia e nella cultura di questa perla toscana; suggestiva la Fontana delle Sette Cannelle del XVI secolo, in piazza della Repubblica, e interessante il Duomo dei Santi Pietro e Paolo, di epoca medioevale, dalla facciata tardo-barocca e dall’interno in stile barocco a navata unica, che custodisce opere del XVII e del XIX secolo. Poi l’imponente Palazzo Orsini, sede del Museo Diocesano, mèta del pomeriggio. Tante anche le botteghe tipiche che affollano i vicoli; da quelle di biscotti, marmellate, oli e sughi, a quelle di tisane e cosmetici biologici, dalle cantine con i migliori doc locali, talvolta scavate nel tufo, alle botteghe di ceramica e terrecotte artistiche.

Pranzo in uno dei ristoranti del borgo dove scegliere tra tagliolini al ragù di quaglia e verdure o una lasagna ai carciofi con formaggio di fossa. Come secondo la sella di coniglio ripiena di fegato con finocchio selvatico e con fagioli di Sorano oppure il cinghiale al finocchietto. Tra la ricca scelta di rossi da provare il Gran Tosco rosso. Per finire in dolcezza, immancabile lo Sfratto, dolce ebraico tradizionale di Pitigliano a base di noci e miele, dalla forma allungata, tipica del bastone, in ricordo dei messi che nel XVII secolo, su ordine del Granduca di Toscana, battendo con i bastoni alle porte degli ebrei li intimavano a lasciare le case per rifugiarsi nel ghetto del borgo.

Pomeriggio al Museo di Palazzo Orsini, per apprezzare le opere di argenteria e oreficeria, monete, dipinti su tela e su tavola, sculture lignee e tessuti preziosi della zona, ma anche per ammirare, nella sala detta “delle Loggette”, il ciclo di affreschi raffiguranti i ritratti dei Conti Orsini, signori di queste terre per secoli. Assolutamente da non perdere il percorso ebraico, tra Museo, Sinagoga e Ghetto, autentico viaggio nella cultura di Pitigliano. La Sinagoga della piccola Gerusalemme è visitabile con un suggestivo percorso attraverso locali scavati nel tufo, dove apprezzare i luoghi e i rituali della vita della comunità ebraica; il bagno rituale, il macello, la cantina, la tintoria e il forno delle azzime. Cena con salumi locali tra cui capocollo, salsiccia di maiale o cinghiale, prosciutto e salamini, per concludere con una delle zuppe tipiche come quella di ricotta, la vellutata di patate al tartufo oppure l’acquacotta con le verdure.


 
DOMENICA – SORANO E SOVANA
Ancora la meraviglia delle città del tufo è protagonista in questa domenica maremmana. Dopo la piccola Gerusalemme partenza per Sorano, ad una manciata di chilometri da Pitigliano, insignito anche lui della Bandiera arancione del Touring. Più ancora che Pitigliano, Sorano trasmette al visitatore la sensazione di trovarsi in un luogo di particolare suggestione. Ancor più selvaggio appare infatti il contesto in qui sorge l’abitato, immerso in una natura rigogliosa e incontaminata. Sorano è dominato dalla poderosa fortezza degli Aldobrandeschi, poi successivamente ampliata dai Conti Orsini. Scorci pittoreschi, le botteghe artigiane, i silenzi e la vista di profondi burroni dove scorre il torrente Lente, accompagnano il visitatore nel cuore del borgo raccolto attorno alla fortezza. Seconda parte della mattinata da dedicare al Museo del Medioevo e del Rinascimento della Fortezza Orsini, dove è possibile apprezzare i camminamenti sotterranei della stessa, esempio architettonico militare rinascimentale, la piccola stanza della torre ottagonale ricca di affreschi cinquecenteschi, oltre ai materiali ceramici medioevali e rinascimentali.

Pranzo con i pici con ragù di lepre, tipica pasta fatta a mano del sud della Toscana, oppure con i tortelli di ricotta e spinaci; secondo a scelta tra il cinghiale con le olive e il filetto di maiale ai funghi porcini. Come sontuoso accompagnamento l’ottimo Morellino di Scansano, rosso di colore rubino.



E’ Sovana l’ultima destinazione del weekend, borgo aldobrandesco e di Papa Gregorio VII. Imperdibili, in questa terra di grande fascino, un pomeriggio nel parco archeologico delle Città del Tufo e una visita alle Vie Cave, l’interessante rete viaria, ricavata tra ripide pareti di tufo, talvolta alte anche decine di metri, che collegava gli antichi insediamenti di Sovana, Sorano e Pitigliano. Il Parco Archeologico colpisce il visitatore per il paesaggio intatto e i profondi valloni selvaggi ricchi di vegetazione; proseguendo sempre nel parco alla volta di San Quirico, al suo estremo limite nord si giunge a Vitozza, tra i più estesi complessi rupestri toscani, costituito da centinaia di grotte scavate nel tufo. Tardo pomeriggio da trascorrere nel borgo di Sovana, con i suoi interessanti edifici e le sue belle botteghe artigiane, prima di scegliere il locale per cena. Con gli ottimi vini bianchi della zona ci si può anche concedere un buon filetto di spigola di Orbetello con verdurine di stagione, o magari una grigliata di pesce. Per chi invece preferisce le specialità della zona, salumi e formaggi maremmani, oppure un buon filetto di agnello con, come contorno, i tipici fagioli della bella Sorano.



INFORMAZIONI UTILI
Ristorante Il Tufo Allegro
Vicolo Costituzione 5, Pitigliano; www.iltufoallegro.com; tel. 0564616192, cell. 3351028814
Salette ricavate nel tufo, una ricca cantina e la cucina della tradizione maremmana.
Locanda Ilune
Strada Prov. di Sorano 2920/a, Pitigliano; www.ilune.it; tel. 0564 617173, cell. 333 4204000
Tra ulivi, erbe aromatiche e alberi da frutto una dimora di pace e poesia.
 
Enoteca Ghiottornia
Via Roma 111, Pitigliano; www.ghiottornia.it; tel 0564.616907
Olio, sughi, formaggi, spezie, vini e ghiottonerie varie.
 
Agriturismo Aia del Tufo
Località Poggio la Mezzadria, San Valentino, Sorano; www.aiadeltufo.com; tel. 0564 634039
Cibi genuini, aria buona e il canto del gallo in un agriturismo immerso nella pace delle terre del tufo.
 
Ristorante La Taverna Etrusca
Piazza del Pretorio 16, Sovana; www.tavernaestrusca.com; tel. 0564,616531, cell. 340 9915560
Nel bellissimo scenario della piazza del Pretorio, la buona cucina maremmana, tra ghiottonerie e buon vino.
 
Sovana Hotel & Resort
Via del Duomo 66, Sovana; www.sovanahotel.it; tel 0564 617030
Splendida dimora maremmana dove le camere sono state ricavate in quello che era un antico casale.