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Dal più bel chilometro d’Italia alla fontana di Orione, tra ‘nduja e arancini

Weekend. Che cosa fare a Reggio Calabria, Messina e Tindari

di 
Luca Sartori
17 Aprile 2015
 
Dall’estremo tratto meridionale della Salerno-Reggio Calabria si vede Punta Faro. E’ il lembo nord orientale della Sicilia che si allunga alla volta del continente, quasi come volesse congiungervisi. Qui si avvicinano senza mai unirsi due tra le regioni più straordinarie del Mediterraneo, dove sole e mare sono protagonisti assoluti. Porta del Tirreno alla volta dei mari del sud, lo Stretto di Messina par quasi un immenso canale bordato da due belle città del meridione. A Reggio Calabria, distesa all’estremità sud orientale della Calabria ed alle pendici dall’Aspromonte, si contrappone Messina, situata sull’altra sponda dello stretto, definita la porta della Sicilia, alle pendici dei monti Peloritani.
 
VENERDI SERA SUL LUNGOMARE DI REGGIO CALABRIA
Non può che iniziare da quello che Gabriele D’Annunzio definì “il chilometro più bello d’Italia” un weekend nel cuore del Mediterraneo, profondo sud d’Italia, angolo di luce, mare e poesia. E’ il lungomare di Reggio Calabria il bel teatro di una delle più panoramiche e belle passeggiate della nostra penisola, dove respirare il profumo del mare, ammirare l’inconfondibile sagoma dell’Etna e godersi il calar della sera sullo stretto.
Cena con un bel tagliere di salumi tra cui l’immancabile soppressata, con finocchietto selvatico e peperoncino, il capocollo, la pancetta e la classica ‘nduja ed un assaggio di formaggi locali tra cui la ricotta di capra ed il Pecorino dell’Aspromonte.
 
 
SABATO A REGGIO CALABRIA TRA BOTTEGHE E MUSEI
Colazione con vista su Messina, l’altra capitale dello stretto, assaporando una pasta di mandorla, prima di partire alla scoperta della città.
Mattinata nel cuore vitale di Reggio tra corso Garibaldi, movimentata arteria commerciale, autentico salotto del capoluogo, e la rete di strade che la intersecano disseminate di eleganti boutique, negozi di souvenir, botteghe artigianali, pasticcerie e gelaterie. Lungo il corso c’è Piazza Vittorio Emanuele II, agorà in epoca greca e foro in epoca romana, sulla quale si affacciano i palazzi del potere, il Municipio, la Prefettura e la Provincia. Cuore religioso della città è Piazza del Duomo, teatro della battaglia del 1860 tra l’Esercito delle Due Sicilie e i Mille di Giuseppe Garibaldi, sulla quale si affaccia la Cattedrale Metropolitana di Maria Santissima Assunta in Cielo, il più grande edificio religioso della regione, dall’architettura dallo stile eclettico-liberty e dall’interno in stile romanico.
Pranzo con un antipasto di mare e un’imperdibile parmigiana di mare con melanzane e filetti di spatola. Dolce finale con la crema reggina, tra i prodotti agroalimentari italiani, di colore rosa e a base di rhum.
 
Pomeriggio culturale da trascorrere alla Pinacoteca Civica, situata presso il Teatro Francesco Cilea, che all’interessante collezione d’opere di Andrea Cefaly, Lionello Spada, Mattia Preti, Vincenzo Cannizzaro e Luca Giordano, solo per citarne alcuni, si uniscono due preziose tavolette di Antonello Da Messina, “San Giovanni Penitente” e “Abramo servito dagli angeli”, sculture in marmo, dipinti su tela e tavola risalenti al periodo compreso tra il VII ed il XIX secolo. Finale di pomeriggio al sole del lungomare Falcomatà, impreziosito da architetture in stile liberty e numerose piante rare, concedendosi magari una fresca gassosa al caffè, con sullo sfondo il mare dello stretto.
Cena con un antipasto di pesce per proseguire con una carbonara di pesce spada, da accompagnare con un vino bianco locale, magari un Greco di Bianco, per chiudere con un buon sorbetto al bergamotto.
 
DOMENICA A MESSINA E A TINDARI
La domenica inizia in modo emozionante e scenografico.
Sono le acque dello stretto le protagoniste del mattino durante la traversata in traghetto che porta in Sicilia. L’aria del mare ed il contemporaneo allontanarsi del continente con l’avvicinarsi della più grande isola italiana sono il preludio di una prima parte di giornata alla scoperta dell’altra città dello stretto.
 
E’ sicuramente piazza della Cattedrale uno dei punti imperdibili della città, ed è la fontana Orione una delle sue meraviglie. Considerata dallo storico dell’arte Bernard Berenson “la più bella fontana del Cinquecento europeo”, fu commissionata dal Senato cittadino a Giovan Angelo Montorsoli, allievo di Michelangelo Buonarroti, per celebrare la realizzazione del primo acquedotto cittadino. Intitolato alla Madonna Assunta è invece il duomo, gioiello architettonico della città, dalla facciata a salienti, sormontata da una merlatura, decorata nella parte inferiore a liste orizzontali di marmi policromi e tarsie, con la parte superiore in pietra. L’interno è invece a tre navate, con transetto e tre absidi. Tra i tanti tesori custoditi al suo interno vi è sicuramente l’organo a canne, secondo in Italia, per grandezza, a quello del duomo di Milano. Imperdibile una visita al tesoro del duomo, esposto nel corpo adiacente alla Cattedrale, ricchissima raccolta di oggetti di culto appartenuti a quest’ultima fin dal periodo medioevale.
 
Da vedere, a due passi dal Duomo, in via Cesare Battisti, anche la chiesa della Santissima Annunziata dei Catalani, che presenta un esterno incorniciato da due ordini di colonne con eleganti capitelli ed archi intarsiati a due colori e l’interno a tre navate sovrastato da un’alta cupola. Finale di mattinata sul mare, per godersi una passeggiata sul lungomare con vista sulla suggestiva penisola a forma di falce di San Ranieri.
Pranzo tipico da strada con i classici arancini di riso con piselli e caciocavallo o con prosciutto cotto e mozzarella, specialità della cucina siciliana inserita nella lista dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani.
 
Pomeriggio sulla costa settentrionale siciliana, a Tindari, a meno di un’ora dalla città, sull’autostrada Messina-Palermo. A circa 250 metri di altitudine, Tindari è soprattutto una straordinaria vista sul golfo di Patti e sull’arcipelago delle Isole Eolie. A picco sul mare, l’imponente Santuario di Tindari caratterizza profondamente la zona, oltre a custodire la statua della Madonna Nera, scolpita in legno di cedro, probabilmente giunta in questo angolo di Sicilia dall’Oriente.
Fondata da Dioniso di Siracusa nel 396 a.C., Tindari propone anche, nella zona archeologica, i resti della città antica e numerose testimonianze, tra cui l’antico teatro, emozionante percorso tra i resti dell’antica città che fu.
Non può che essere la vista del Tirreno al tramonto lo sfondo dell’ultima cena del weekend nel cuore del Mediterraneo ed il pesce spada l’indiscusso protagonista della tavola. Non resta che scegliere tra gli involtini o le braciole di pesce spada, o magari un assaggio di entrambi, rigorosamente da abbinare ad un buon vino bianco siciliano, per chiudere in dolcezza con una cassata.
 

INFORMAZIONI UTILI
Dormire
Per dormire a Reggio Calabria e dintorni, consultate la nostra selezione di alberghi, pensioni e b&b. Tra gli indirizzi, consigliamo il Grand Hotel Excelsior, situato nel cuore della città.
Per dormire a Messina e dintorni, consultate la nostra selezione di alberghi, pensioni e b&b. Tra gli indirizzi, consigliamo l'hotel Messenion, elegante e raffinato.
 
Mangiare
Per mangiare a Reggio Calabria e dintorni, consultate la nostra selezione di ristoranti e locande. Tra gli indirizzi, consigliamo Baylik, nel rione di Santa Caterina, e La Cantina del Macellaio (www.lacantinadelmacellaio.com) in cui ai gustosissimi antipasti caserecci si uniscono salumi e primi piatti a base di funghi e ‘nduja.
Per mangiare a Messina e dintorni, consultate la nostra selezione di ristoranti e locande. Tra gli indirizzi, consigliamo il ristorante La Durlindana, locale dall'atmosfera medievale, e il ristorante l'Ossidiana, nel cuore di Messina a due passi dal Duomo (www.ristorantelossidiana.it).
 
Altre info
Comune di Messina Turismo: www.comune.messina.it/turismo.
Reggio Calabria Turismo: turismo.reggiocal.it.
Area archeologica di Tindari: la pagina del sito della Regione Sicilia.