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Da Ravenna ad Ancona tra bellezze d’arte, scorci marinari e il divertimento sulla nuova Ciclopolitana di Pesaro

Un weekend in bicicletta tra Romagna e Marche, sulla Ciclovia Adriatica

di 
Francesca Schintu e Luca Zironi
19 Luglio 2017
Luca Zironi e Francesca Schintu, due appassionati cicloturisti: laurea in filosofia lui, laurea in architettura e dottorato in storia dell'architettura lei, amano esplorare l'Italia percorrendo le principali ciclabili sparse sul territorio, cercando di lasciare qualche resoconto scritto, per fare un po' di "proselitismo alla causa". Seguite le loro tracce! Questa volta in una Romagna splendente tra mosaici, pinete e ciclabili futuristiche.
 
RAVENNA, PATRIMONIO DELL’UMANITÀ
Anno Domini 424. Imperversa la tempesta come eco della barbarie che ha travolto un grande e fragile impero. Le falle sono ovunque, la nave fa acqua da tutte le parti. Nel bel mezzo della traversata che da Costantinopoli la condurrà fino a Ravenna, la nobilissima Galla Placidia (prima e ultima imperatrice romana d’Occidente), consegna la sua vita alla promessa di un nuovo tempio oltre la burrasca. 
 
Un ex voto per scampato naufragio inaugura così la sontuosa stagione dell’arte ravennate, con la basilica di San Giovanni Evangelista. Guarda caso è la prima che incontriamo a poche pedalate dalla stazione dei treni. Conviene assicurare le biciclette a qualche rastrelliera, acquistare un biglietto cumulativo per più siti e camminare.
 
Musiva e museale. Ravenna è patrimonio “stroboscopico” dell’umanità: l’insieme dei suoi monumenti paleocristiani e bizantini compare nella lista UNESCO dal 1996. Le sobrie architetture in laterizio dalle tipologie più varie nascondono intatti i superbi mosaici in tessere di pasta vitrea, capaci di catturare, moltiplicare e riflettere la luce in mille modi diversi. Il visitatore, come ipnotizzato, si trova immerso in uno scintillio vibrante di colori che non potrà più scordare.
 
La basilica di San Vitale e l’attiguo mausoleo di Galla Placidia sono solo l’inizio. E già basterebbero per rendere giustizia alle aspettative di una qualunque gita fuori porta. Tutto è molto raccolto. A pochi passi c’è perfino Dante, le cui spoglie mortali (a lungo nascoste e contese) qui riposano. Per raggiungere il mausoleo di Teodorico preferiamo invece rimontare in sella, superare i binari tramite comodi ascensori e affidarci alla puntuale cartellonistica di una delle tante ciclabili cittadine. Il prato verde di un bel parco periferico fa da cornice perfetta all’ultima dimora del re goto, uomo colto e raffinato, che passerà alla storia come legittimo erede della tradizione romana imperiale.
 
Ravenna, Il Mausoleo di Teodorico
 
SULLA CICLABILE PER CERVIA
Al di qua della stazione, verso i giardini del Planetario, la lunga ciclabile per Cervia conduce velocemente fuori città sfiorando il sito archeologico del porto romano di Classe. Avremmo dovuto cogliere al volo il pacchetto (ingresso + guida + buffet) gentilmente segnalatoci dai ragazzi della biglietteria, piuttosto che arrivare in orario all’appuntamento con una foratura (e ad una buona mezz’ora di sosta obbligata).
 
Sono quei piccoli imprevisti che condiscono la vita del cicloturista e, di solito, non ne scalfiscono minimamente l’entusiasmo. Ripartiamo con un buon ritmo, decisi a completare in due giorni un itinerario in linea attraverso l’antica provincia bizantina dell’Esarcato (VI-VIII secolo), che includeva il territorio di Ravenna e la Pentapoli marittima (le cinque città costiere tra Romagna e Marche: Rimini, Pesaro, Fano, Senigallia e Ancona). All’occorrenza non disdegneremo l’aiuto del treno!
 
La pista ciclabile che in questo tratto ripara dalla trafficata Romea è decisamente assolata, ma la sagoma cilindrica del campanile della basilica di Sant’Apollinare in Classe si preannuncia poco distante oltre i campi di grano. All’interno, il verde sfavillante del mosaico della Trasfigurazione vi riempirà gli occhi. Le indicazioni per Cervia costeggiano l’abside della chiesa e accompagnano fin dentro la pineta di Classe, compresa nel Parco Regionale del Delta del Po. Qui il percorso ciclabile, sempre ben segnalato, si districa nel fitto della vegetazione tra facili sentieri. Ciclo-famiglie variamente assortite si lasciano trascinare dal fresco del bosco rimandando ad oltranza il picnic.  
 
Su entrambe le sponde del Bevano si possono ammirare i suggestivi capanni da pesca e i loro “bilancioni” (grandi reti a bilancia sospese sull’acqua). Ieri strumenti di lavoro e di sussistenza, oggi luoghi di svago e di socialità, i capanni raccontano della storia della pianura Padana sin dalle sue origini palafitticole e rappresentano un’importante “tradizione dell’identità popolare”.
 
Verso la foce si è obbligati a svoltare a destra su una lunga strada bianca che raggiunge un ponte a traffico misto presso il Lido di Savio. Il percorso riguadagna poi la via campestre e immette nella pineta di Cervia. All’interno del parco Jelenia Gora siamo come calamitati da un totem che distribuisce biglie di legno: 50 centesimi e scatta la sfida nelle piste a due linee scolpite in grossi tronchi d’albero dal gruppo artistico “Sculturies”.  
 
Il Parco Jelenia Gora, tra Cervia e Milano Marittima
 
DA CERVIA A RIMINI, SALE SALITE E PANTANI
Visitare la tranquilla cittadina di Cervia ha un che di confortante e salutare. Perfino il suo rinomato sale è dolce e, se vi sembra un ossimoro, ne avrete conferma al MUSA. La casa del buen retiro di Grazia Deledda, in viale Colombo, è (ancora) “color biscotto”. Le diffuse ciclabili urbane riportano i nomi dei grandi del ciclismo eroico del Novecento. Da quella sul lungomare intitolata a Coppi proseguiamo sulla ciclopedonale Giovanni Gerbi, e poi sempre dritto verso l’ultimo capitolo del ciclismo leggenda, il museo multimediale Marco Pantani, presso la stazione dei treni di Cesenatico.
 
Su di giri per l’emozionante incontro col Pirata, colmiamo rapidamente i restanti 20 Km che ci mancano per Rimini. Per chi avesse voglia di una scampagnata piacevolissima nell’entroterra romagnolo, consigliamo la ciclabile del fiume Marecchia che in 37 Km approda a Novafeltria (passando per Santarcangelo di Romagna e Verucchio).
 
Proseguendo dritti attraverso il parco XXV Aprile si raggiunge invece il centro storico della città, annunciato dalle arcate del ponte di Tiberio (I sec. d.C.), che costituisce l’ultimo tratto della via Emilia.
 
Una sosta al tempio Malatestiano è un tuffo nella Storia dell’arte italiana del Quattrocento tra Leon Battista Alberti, Piero della Francesca e Agostino di Duccio. All’interno si può ammirare anche un celebre crocifisso attribuito a Giotto (1301-1302), che incanta per la finezza dei passaggi chiaroscurali e per la forza espressiva del modellato realisticamente descritto.
 
All’altezza dell’arco di Augusto veniamo inglobati dall’allegra onda gialla della FIAB che celebra il nuovo e utilissimo sovrappasso ciclopedonale sulla via Roma.  
 
Sono 66 i chilometri pedalati oggi, tutti in sede protetta. Ciclabili urbane ed extraurbane destagionalizzano la Romagna, la emancipano dal discorso balneare, connettendo architetture e siti unici al mondo.
 
Rimini, davanti al tempio Malatestiano
 
SULLA BICIPOLITANA, DA PESARO A FANO
Il giorno successivo è estate piena. Un caldo più da bagno che da bici. Così caldo che ci sembra una buona idea risparmiare qualche chilometro e ricorrere al treno. Il supplemento bici è acquistabile su quasi tutti i convogli della linea per Ancona e, soprattutto, ha valenza giornaliera.
 
In meno di trenta minuti arriviamo a Pesaro, città che un recente rapporto di Legambiente ha incoronato come la più bike friendly d’Italia, insieme a Bolzano. I dati che si leggono mettono a confronto gli spostamenti in bici sul totale degli spostamenti urbani. Elemento centrale per dirottare più persone “dal volante al manubrio” è ovviamente l’infrastruttura. A Pesaro un grandioso progetto coloratissimo e funzionale, chiamato Bicipolitana, consente di pedalare in sede protetta per ben 85 Km! Di fronte alla stazione saliamo sulla Linea 1 (arancione) di questa fantastica metropolitana di superfice a propulsione umana. Il nostro ingresso in piazza del Popolo è curiosamente ritmato da un crescendo musicale che ci sembra familiare.
 
Ma non è un’allucinazione uditiva. Ci sono degli altoparlanti occultati che ammantano il centro storico con le travolgenti arie del celebre compositore che proprio qui ebbe i natali: Gioacchino Rossini. La casa museo del maestro presenta un allestimento completamente rinnovato e mette in campo tecnologie di ultima generazione per regalare al visitatore un’esperienza che lascia letteralmente a bocca aperta. Sarete guidati da Rossini in persona!
 
La prossima tappa è Rocca Costanza, un’imponente opera di architettura militare quattrocentesca che nel 1500 venne ulteriormente rafforzata da Cesare Borgia, ai tempi dell’occupazione di Pesaro ai danni degli Sforza. Pare infatti che il suo ingegnere militare di fiducia, nientemeno che Leonardo da Vinci, gli avesse consigliato di convogliare nel fossato l’acqua dell’Adriatico. Il mare in effetti è molto vicino, oltre la Sfera Grande di Arnaldo Pomodoro in levitazione su una fontana.
 
È arrivato il momento di prendere la Linea 2 (azzurra) della Bicipolitana, in direzione Fosso Sejore (Fano). La pista in certi casi costituisce l’unico accesso agli stabilimenti balneari. Incrociamo una miriade di bimbi in bicicletta, spensierati ma impegnati. Alcuni papà indossano la t-shirt della Bicipolitana. È una festa per tutti. 10 km dopo siamo già a Fano. Ci immergiamo nelle pittoresche vie del centro tra le bancarelle di un delizioso mercatino d’antiquariato. Fino al 3 settembre le sale del museo Archeologico e della pinacoteca del palazzo Malatestiano ospitano una sezione della grande mostra Rinascimento segreto, a cura di Vittorio Sgarbi (le altre due sezioni sono visitabili a Urbino e Pesaro).
 
La Sfera Grande di Arnaldo Pomodoro, Pesaro
 
ANCONA, RAGGIUNGIBILE BELLEZZA
Dopo Senigallia, Ancona è l’ultima tappa del nostro viaggio. Contrariamente alla vicina Pesaro, qui le ciclabili sono ancora un miraggio. Una rara segnaletica verticale accenna ad una qualche specie di ciclabile, che però rimane veramente poco leggibile e frammentaria. Nonostante questo Ancona è bellissima.
 
Visitiamo subito il Lazzaretto, progettato nel primo Settecento da Luigi Vanvitelli sopra un’isola artificiale all’interno del porto. L’edificio è ora un grande contenitore d’arte contemporanea, come annuncia prontamente il cavallo rosso di Mimmo Paladino issato sul cammino di ronda. Il cortile pentagonale accoglie invece una canoa rovesciata lunga 15 metri, un invito dell’artista Velasco Vitali a “trovare un equilibro tra l’idea di casa e l’idea di viaggio”, tra protezione ed esposizione.
 
Proseguendo sulle banchine del lungomare Vanvitelli scopriamo un interessantissimo percorso pedonale che ci guida nella visita di alcuni imperdibili monumenti: il porto romano antico, l’arco di Traiano, la casa del Capitano del porto (XIII sec.) e l’arco Clementino (costruito dal Vanvitelli in onore di papa Clemente XII). Con le bici a mano percorriamo questa striscia rosso rutilante che attraversa i secoli. Ne scaturisce un’idea chiara della complessa stratificazione della città.
 
Con qualche autobus turistico, e poche automobili, condividiamo la salita al colle Guasco, dove sorgeva l’acropoli della greca Ankòn (IV se. a.C.). Il dislivello è tutto sommato affrontabile. In dieci minuti arriviamo in cima per goderci un panorama impagabile sulla spianata della cattedrale di San Ciriaco (XII sec.), splendida chiesa a croce greca che riflette l’orientamento formale della coeva arte bizantina. Rimanendo sulla parte alta della città e pedalando lungo via Giuseppe Birarelli, l’Anfiteatro romano è ben visibile anche dal proprio sellino. Ai sostenitori del cicloturismo come sport completo, consigliamo di salire con le bici in spalla i pochi gradini che portano al parco del Cardeto: un museo a cielo aperto con vista mozzafiato sulle falesie.
 
Un paio di ripide discese e siamo già in piazza Cavour, cuore pulsante della città. In un’ampia zona pedonale, piena di negozi e di vita, finalmente incrociamo due biciclette (rimarranno le uniche). In corso Mazzini siamo rapiti dalla fontana rinascimentale del Calamo: i mascheroni bronzei delle sue tredici cannelle, tutti diversi e simpaticissimi, ne fanno un vero gioiello.
 
La fontana delle 13 cannelle, Ancona
 
Città antichissima Ancona, ricca di sorprendente bellezza. La conformazione geografica così movimentata apre a continui e nuovi scenari. Rimane certo molto sfidante se si pensa ad un piano di mobilità ciclabile. Ma non bisogna aspettare le bici per costruire le ciclabili, semmai è vero l’inverso. Le ciclabili portano le bici.
 
Il treno di ritorno per Ravenna, con cambio a Rimini, è un lento ma anche piacevole ripasso dei luoghi visitati. Peroriamo la causa di quel grande progetto chiamato Ciclovia Adriatica (BI6): un corridoio litoraneo lungo più di 1000 km da Trieste a Santa Maria di Leuca, che le sette regioni coinvolte si stanno concretamente impegnando a realizzare.
 
Il porto di Ancona
 
INFORMAZIONI
Per la Ciclovia Adriatica (B16) vai sul  sito web dedicato.

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