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Alle pendici del vulcano spento, una Toscana diversa. Tutta da godere

Sul monte Amiata, tra vini e terme

di 
Luca Bonora
2 Febbraio 2012

Tra Scansano e Montalcino, località senesi che il vino locale ha reso celebri nel mondo, c'è un angolo di Toscana sconosciuto ai più. È la zona del monte Amiata, vulcano sopito da millenni, ricco di sorgenti e sulle cui pendici crescono rigogliosi castagneti e faggeti, e dove l'uomo ha sviluppato nei secoli l'arte della coltivazione dell'olivo e della vite. E allora proponiamo un finesettimana con protagonisti i vini e le terme della zona, tra piacevoli scoperte – il montecucco, sangiovese docg – e celebri conferme – Saturnia.




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Dal 2011 il vino montecucco si fregia della denominazione di origine controllata e garantita. È il sangiovese del monte Amiata, prodotto in appena sette Comuni del Grossetano, che va dalla riserva, sangiovese in purezza, al montecucco rosso doc (sangiovese con aggiunta di ciliegiolo e brunello di Montalcino), al bianco doc (in prevalenza vermentino). L'ottimo rapporto qualità-prezzo (di rado in enoteca il montecucco supera i 10 euro) invita alle degustazioni nelle cantine del consorzio (52, tutte su www.consorziomontecucco.it). Molte sono attrezzate anche per la ristorazione e l'ospitalità, come la cantina Pieve vecchia di Campagnatico, gioiello di tecnologia moderna e passione antica che oltre al vino, produce olio e grappa (www.cantinapievevecchia.com). L'invito di Vincenzo Monaci, titolare e presidente del consorzio, è stato tra i più belli ed essenziali che ricordiamo: "Veniteci a trovare, perché la nostra terra è bella è il nostro vino è buono".


 


Lungo la Strada del vino montecucco, da non perdere sono il Museo della vite e del vino di Montenero d'Orcia, con un torchio del Settecento; Poggi del Sasso, coi castelli di Vicarello e Colle Massari; il piccolo borgo di Montenero, il cui parco in estate ospita una grande enoteca all'aperto. E ancora il castello di Porrona, i palazzi nobiiari di Castel del Piano, le spettacolari cantine scavate nel tufo di Seggiano, forse il centro più interessante perché ospita anche il Giardino d'arte di Daniel Spoerri, che ospita cento sculture di artisti contemporanei in un grande parco (www.danielspoerri.org). Agli appassionati dell'arte del vino consigliamo anche, a Poggi del Sasso, la Vigna Museo realizzata dal consorzio e dalla comunità montana dell'Amiata Grossetano, che custodisce, è proprio il caso di dirlo, tralci di canaiolo, ciliegiolo, brunello e sangiovese antichi di oltre 200 anni.


 


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Dopo aver girato tra cantine, borghi e passeggiate in montagna – nella bella stagione consigliamo uno o più tratti dell'Anello della Montagna,  28 chilometri di sentieri che girano intorno all'Amiata (www.amiataturismo.it) – il lusso di una giornata alle terme diventa quasi un dovere. In un territorio come detto ricco di sorgenti, le alternative non mancano. Si va dalle terme di Saturnia, forse le più famose d'Italia, con quattro piscine termali, annesso campo da golf e che da alcune settimane propongono ai propri ospiti, in esclusiva per l'Italia, il trattamento dimagrante con laser non invasivo (www.termedisaturnia.it), al centro termale Fonteverde di San Casciano (Si), tra il monte Cetona e l'Amiata, che alle cure mediche unisce il wellness nella sorgente detta "di testa" (www.fonteverdespa.com). A Bagni San Filippo, frazione di Castiglione d'Orcia (Si), i più esigenti troveranno in un unico complesso hotel, ristorante, centro benessere e piscina termale (www.termesanfilippo.com), e di fronte  l'enoteca-ristorante "Il ritrovo", con – superfluo dirlo – una ricca scelta di vini.






Info utili

La zona del Monte Amiata è nell'entroterra toscano, a cavallo tra le province di Grosseto (a sud) e di Siena (a nord)  È raggiungibile da Roma con la via Aurelia, oppure (anche da Nord) con la A1, uscita Fabro. Dal casello sono 50 km.






Per dormire, oltre agli indirizzi già indicati consigliamo Poderi firenze, bed&breakfast in un casale elegantemente ristrutturato e con piscina, ad Arcidosso (Gr) www.poderifirenze.it. Per mangiare, ricordiamo che oltre ai vini, la zona regala castagne, funghi porcini – che qui personalizzano l'acquacotta, tradizionale zuppa di pane –, i celebri pici (o strozzapreti), bruschette, protagonista a settembre di una sagra a Montegiovi (Gr). Piatti locali rivisitati dallo chef Alessandro Prosperi  nel menu della Locanda nel Cassero, affittacamere con ristorante-osteria di Civitella Marittima (Gr); (www.locandanelcassero.com/it). Tradizione protagonista al ristorante La poderina toscana (nella foto, anche cantina, frantoio e azienda agricola) di Montegiovi (Gr), la cui sala da pranzo ha una splendida vista panoramica sulle colline circostanti (www.lapoderinatoscana.com).